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 2022  agosto 04 Giovedì calendario


Storia degli Stati Uniti

Attentati ‘presidenziali’ americani non portati a compimento (oltre, pertanto, quelli riguardanti Abraham Lincoln, James Garfield, William McKinley e John Kennedy), con un necessario riferimento in premessa alla ‘Maledizione dell’anno zero’
di Mauro della Porta Raffo Presidente onorario della Fondazione Italia USA 

Nota bene:nei testi che infine seguono, alcune ripetizioni che non ritengo di eliminare onde consentire al lettore di seguire l’esposizione senza doversi se del caso fermare per cercare altrove spiegazioni e ragguagli.

Al di là del dimissionario Richard Nixon – il nono ed ultimo – otto i Capi dello Stato americani che hanno nel tempo dovuto essere sostituiti dai rispettivi Vice, in quanto morti in carica.(Pressoché sempre – ove si escluda Abraham Lincoln e per quanto il povero Andrew Johnson non fosse poi la peste – da un subentrante di almeno buone, se non ottime, capacità, a dare quindi ragione ad Otto von Bismarck-Schoenhausen, il quale, guardando alle vicende d’oltre Atlantico, era ai suoi tempi già arrivato ad affermare che “esiste una particolare Provvidenza Divina che opera a favore dei bambini, degli ubriachi, dei matti e degli Stati Uniti d’America”).Orbene, sette tra costoro (l’escluso è Zachary Taylor, per quanto sia passato a miglior vita nel 1850: non si votava per White House ma insomma) sono stati elettoralmente ‘collegati’ con un ‘anno zero’ (avente cioè lo zero come numero finale), la qual cosa ha portato non pochi osservatori ad ipotizzare una seria ‘Maledizione’ lanciata sugli occupanti la Casa Bianca (da un Capo Pellerossa a seguito di una sconfitta, fu detto e ripetuto).E valga il vero.William Harrison, il primo Presidente a tirare le cuoia (per cause naturali), era stato eletto nel 1840.Il già citato Abraham Lincoln – ben lo sappiamo, assassinato – aveva vinto la prima volta, nel 1860.James Garfield – ucciso – era arrivato a Washington prevalendo nel 1880.William McKinley – terzo fatto fuori – aveva ottenuto il secondo mandato nel 1900.Warren Harding – dopo Harrison e invero il tascurato Taylor, il secondo morto naturalmente – aveva vinto nel 1920.Franklin Delano Roosevelt – terzo non assassinato della sequenza mortale – tra le quattro elezioni contava quella del 1940.John Kennedy, ammazzato a Dallas il 22 novembre 1963 – qualcuno non lo ricorda? – aveva sconfitto Richard Nixon nel 1960.Ciò detto, se i quattro (o più, visto che quanto al primo Cattolico arrivato a White House infinitamente si opina) autori del definitivo gesto lo portarono bene o male (Garfield e McKinley morirono dopo lunghi giorni di agonia anche per via delle difficoltà in campo medico dell’epoca) a termine, altri nel tempo hanno provato a compiere analogo delitto nei riguardi di almeno altrettanti ‘colleghi’ dei predetti. (Limito a un accenno, questo, i riferimenti all’assassinio  di Bob Kennedy – primi di giugno del 1968 – e al tentativo non del tutto riuscito del quale fu vittima George Wallace – 15 maggio del 1972 – perché i due erano a quel mentre ‘solo’ candidati).I ‘bersagli’ presidenziali scampati sono:Theodore Roosevelt Franklin Delano Roosevelt Harry Truman Ronald Reagan.Ecco al proposito quanto ho nel volgere degli anni vergato.
1Teddy ‘salvato’ dalla custodia degli occhiali e dal malloppo scritto del discorso elettorale che si apprestava a fare.
Corre il 14 ottobre 1912 e la data elettorale – il 5 novembre – è vicina.Teddy Roosevelt è secondo natura scatenato.Uscito dal Grand Old Party che, per quanto abbia personalmente prevalso nelle invero poche Primarie effettuate, gli ha preferito in sede di Convention William Taft, il successore da lui stesso indicato nel 1908 che tanto lo ha deluso nel corso del mandato che sta portando a compimento e che vuole defenestrare, è a Milwaukee per un comizio.Finito il pranzo, cerca di entrare in un’auto ed è in quel mentre che viene raggiunto da un colpo di pistola.L’attentatore è un immigrato tedesco che dirà di avere agito per evitare che Theodore arrivasse alla Casa Bianca per un terzo mandato (fra l’altro, così dimostrando di non avere ben presenti i pregressi dato che Teddy, nella prima circostanza, dal 14 settembre del 1901, non aveva esercitato il potere esecutivo in quanto eletto personalmente – cosa che farà poi dal 4 marzo 1905 avendo vinto ‘in proprio’ nel novembre 1904 – ma quale Vice succeduto al Presidente William McKinley assassinato, situazione sostanzialmente diversa).Duro come era, il Nostro, rifiutato un ricovero in ospedale, tenne quello stesso pomeriggio un pubblico discorso introducendo il quale mostrò come e in qual modo se la fosse cavata.Aveva difatti il proiettile trovato un primo impedimento nella custodia d’acciaio degli occhiali che portava in tasca e soprattutto nel malloppone di una cinquantina di pagine sul quale era vergato il testo del programmato comizio.Farà Teddy vedere ai presenti il foro nei fogli provocato dal colpo di pistola, chiederà scusa se dovrà essere più breve del programmato nell’ argomentare, andrà a curarsi dopo e si terrà fino alla morte in corpo il proiettile, in posizione superficiale ma difficilmente operabile.Ah, il 5 novembre successivo perderà nella circostanza mettendo però a segno il miglior risultato mai ottenuto in termini di Grandi Elettori nell’intera Storia americana e relegando Taft – candidato di uno dei due partiti che dal 1856 si contendono l’Executive Mansion, ‘mica paglia’ – alla terza posizione.Eccezionale e irripetibile! 
2La volta che a Miami un Italiano sparò a Franklin Delano Roosevelt 
“Quel che è certo è che Giuseppe Zangara non aveva una buona mira.L’avesse avuta, la Storia avrebbe avuto tutt’altro corso.Immigrato negli USA, anarchico, calabrese di nascita, in quel di Miami, il 15 febbraio del 1933, da pochi passi, sparò cinque colpi di pistola a Franklin Delano Roosevelt mancandolo, ferendo alcuni presenti e in particolare il Sindaco di Chicago Anton Cermak – seduto nell’auto accanto a F. D. – che venne successivamente a morte.Franklin Delano non era ancora in carica visto che l’insediamento era fissato al 4 marzo successivo.Certo, con i se e con i ma non si fa la storia.Fosse morto, però, Capo dello Stato sarebbe diventato il Vice eletto John Garner (‘Cactus Jack’!) e chissà cosa avrebbe riservato al mondo questa alternativa.(In proposito, due articolazioni.Alcuni sostengono che in verità Zangara volesse davvero uccidere Cermak per pregresse faccende che riguardavano Chicago.Poi, il grande Philip Dick – che i più conoscono quale autore dell’opera dalla quale fu tratto ‘Blade Runner’ – in un romanzo di ‘Storia alternativa’ pubblicato nel 1962, all’inizio, ipotizza che Zangara sia riuscito invece ad uccidere F. D. R. con davvero particolarissime conseguenze).
31 novembre 1950: attentato alla vita di Harry Truman 
Difficili, a dire veramente poco, i rapporti tra gli Stati Uniti e Portorico.Complicati dal 1898, anno nel quale, a seguito del Trattato di Parigi concluso al termine della Guerra Ispano Americana, era la, da quel momento, ex colonia spagnola entrata a far parte dei territori che gli USA avevano in, diciamo così, gestione.In non pochi momenti, decisamente al di là della protesta gli atti messi in campo dagli isolani le cui iniziali aspettative politiche ed economiche non trovavano mai riscontro.Spesso alla ricerca di una indipendenza negata altresì i nazionalisti locali.È il 30 ottobre del 1950 che un gruppo tra questi mette in atto una serie di azioni di guerriglia – urbana principalmente – arrivando con un commando addirittura ad attaccare la residenza del Governatore.Sedata con le armi la rivolta, pacificata (?!) l’isola, nessuno si aspettava quello che occorse a Washington due giorni dopo, l’1 novembre.Essendo la Casa Bianca in fase di ristrutturazione, il Presidente Harry Truman risiedeva a quel mentre nella vicina Blair House, in vario modo utilizzata ufficialmente nel tempo.Ebbene, fu con l’intenzione di arrivare fino a lui ed ucciderlo che nel pomeriggio due attentatori appunto portoricani arrivarono all’ingresso del palazzo.Nel conflitto a fuoco che seguì, fu colpito a morte un agente di sorveglianza che prima di morire riuscì ad uccidere uno degli assalitori.Pare che per un caso, un attimo almeno, Truman sia stato inquadrato dall’arma del secondo killer essendosi al rumore affacciato alla finestra.Quattro, come tutti sanno, gli inquilini della Executive Mansion in carica uccisi a colpi d’arma da fuoco: Abraham Lincoln, James Garfield, Wllliam McKinley e John Kennedy.I due Roosevelt, Harry Truman e successivamente Reagan – tutti sopravvissuti – gli altri oggetto di attentati.Quello ora ricordato al democratico successore di Franklin Delano Roosevelt, quasi totalmente dimenticato.
4“Speriamo che il chirurgo sia repubblicano!”
Scherzava Ronald Reagan il 30 marzo del 1981 mentre aspettava in ospedale di essere operato dopo che un attentatore gli aveva sparato mancando di poco il cuore?Celiava dicendo ai presenti che sperava che il chirurgo in arrivo fosse repubblicano come lui?Non tanto.Ed era comunque nelle sue corde affrontare l’accaduto prendendolo di petto, volendo, con sana filosofia.Si scoprirà poi che l’attentatore – un certo John Hinkley – aveva agito per attirare con un gesto clamoroso l’attenzione dell’attrice Jodie Foster.Sarà stato certamente così, ma per quanto mi riguarda ho sempre pensato che da una qualche parte nella confusa testa di Hinckley si agitasse anche l’idea di portare avanti la ‘Maledizione dell’anno zero’.Non era difatti Ronald Reagan stato eletto nel 1980 così come quasi tutti i trapassati suoi predecessori, quindi in un fine decennio che obbligatoriamente propone per questo in fondo il numero che in tutto l’Occidente era ignoto fino al 1202, allorquando il grande Leonardo Fibonacci pubblica il fondamentale ‘Liber Abbaci’?William Harrison nel 1840,Abraham Lincoln nel 1860,James Garfield nel 1880,William McKinley nel 1900,Warren Harding nel 1920,Franklin Delano Roosevelt anche nel 1940,John Kennedy nel 1960, essendo i trascorsi a miglior vita in precedenza?
Et de hoc, satis!