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 2022  giugno 22 Mercoledì calendario


Joe Bastianich investe sulla cannabis

Tra un tour con la sua band, un podcast alla scoperta del vino e un corso di american barbecue, quel poliedrico imprenditore che è Joe Bastianich, ex giudice di Masterchef e star tv, ha deciso di scommettere ancora una volta sul futuro e sull’Italia. Investendo, questa volta, nella cannabis. Così è entrato in FlowerFarm, uno dei più importanti coltivatori in Italia. E ora promette: «Vedremo presto la cannabis anche come protagonista in cucina».
È davvero così? La vedremo al centro delle sue ricette?
«Assolutamente sì! È un altro degli utilizzi di questa straordinaria pianta. La cannabis ha ottime qualità organolettiche che la rendono un vero e proprio healty food. Con Massimo, Sidney e Alessandro, soci fondatori di Flower Farm, abbiamo costituito una nuova società, la Flower Farm Food, e stiamo formulando una serie di prodotti sia food che beverage con particolare attenzione verso gli aromi naturali della pianta che possono conferiretutta una serie di sapori e proprietà nutritive ai piatti. Non posso svelarvi ancora molto. Ma ne sentirete parlare presto».
Ha appena lanciato anche una linea di prodotti per il corpo a base di Cbd, il principio attivo legale della cannabis. Funziona?
«Sì, la linea di skincare si chiama Flower Bloom: i cristalli di Cbd agiscono in sinergia con ingredienti idratanti, rigeneranti e antietà, come l’acido ialuronico e le cellule staminali ricavate da uva acerba. I cristalli di Cbd hanno virtùantiossidanti, che permettono alla pelle di mantenersi idratata, luminosa e in salute».
Come mai ha deciso di investire proprio sulla cannabis In Italia?
«In America il mercato della cannabis è già legalizzato da tempo e come imprenditore ho avuto modo di vedere gli effetti positivi che ha avuto sia sull’economia che in campo sociale. Non potevo non cogliere l’occasione quando l’Italia, anche grazie alle condizioni climatiche che la rendono il posto ideale per questa coltura, si è aperta alla produzione ecommercializzazione di cannabis non psicoattiva (senza Thc) ad alto contenuto di Cbd. Da imprenditore ritengo che sia un mercato molto interessante in cui investire».
Un business?
«Non solo, si tratta anche di benessere. Pure la comunità scientifica internazionale ne ha riconosciuto gli effetti benefici per diverse patologie. E poi c’è il tema, a cui sono molto legato da tempo, della sostenibilità ambientale per gli infiniti utilizzi della pianta. Credo sia un prodotto naturale tra i piùversatili e sostenibili possibili, che quindi rappresenta il futuro, sia per il benessere delle persone e dell’ambiente, sia a livello economico, per l’impulso che offre all’economia, all’occupazione. Ha tutto lo spazio per diventare un’altra eccellenza del made in Italy di qualità».
Perché ha scelto Flower Farm?
«In primis perché sono convinto che le aziende siano fatte dalle persone e qui ho trovato persone appassionate e competenti, in linea con la mia filosofia e visione. E poi come dico spesso un’attività senza margine è solo un hobby e dopo analisi e ricerche ho capito che FlowerFarm è il player più importante in Italia per capacità produttiva, con oltre 150 ettari coltivati e un fatturato di 7milioni nel 2021».
Sa che un referendum sulla cannabis è stato respinto, una proposta di legge in Parlamento fatica e anche i malati che fanno uso medico di cannabis denunciano difficoltà di reperimento? Lei è favorevole alla legalizzazione?
«Certamente. Da americano mi bastavedere tutti i benefici che ha portato nei paesi dove è stata legalizzata per esserlo. Non sono informatissimo sulla situazione delle persone che ne fanno uso terapeutico ma percepisco non sia semplice usufruirne. E mi dispiace molto che ragioni di business o una situazione statica impediscano quando serve di poterla reperire, anche gratuitamente.
Flower Farm sta partecipando al bando di Stato per la produzione di cannabis ad uso medico. Spero ci saranno presto cambiamenti».