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 2022  maggio 22 Domenica calendario


I vaccini contro il vaiolo, domande e risposte

Esiste un vaccino contro il vaiolo?
Non esistono vaccini specifici contro il vaiolo delle scimmie, ma esistono vaccini contro il vaiolo umano, in buona parte efficaci anche contro il virus delle scimmie. In Europa nel 2013 è stato approvato un vaccino realizzato dalla ditta tedesco-danese Bavarian Nordic, che si chiama Imvanex, autorizzato dal 2019 anche negli Usa.
Chi è vaccinato per il vaiolo umano è protetto contro il vaiolo delle scimmie?
In buona parte sì. I due tipi di virus appartengono infatti alla stessa famiglia. Negli uomini vaccinati in Africa contro il virus umano e poi esposti a quello della scimmia si è visto che la protezione arriva all’85%.
«Dobbiamo capire bene se chi ha ricevuto il vaccino contro il vaiolo molti decenni fa, soprattutto se molto anziano, fragile o con deficit del sistema immuntario, sia ancora protetto» dice Andrea Cossarizza, immunologo dell’università di Modena e Reggio Emilia. Uno dei primi esperimenti in agenda allo Spallanzani di Roma consiste proprio nell’isolare il virus dei tre pazienti ricoverati con il vaiolo delle scimmie e metterlo a contatto con il sangue di alcuni vaccinati contro il vaiolo umano, per misurarne l’efficacia.
Quante sono le persone vaccinate contro il vaiolo umano in Italia?
«Tutte le persone nate prima del 1974, quindi circa il 40% degli italiani» spiega l’epidemiologo dell’università di Milano Carlo La Vecchia. La campagna vaccinale da noi è stata sospesa nel 1977, quando si è registrato l’ultimo caso di vaiolo nel mondo (un cuoco in Somalia) ed è stata abrogata nel 1981. L’anno prima l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato il virus eradicato dal pianeta. Si stima che il vaiolo umano abbia causato fra 300 e 500 milioni di vittime nel XX secolo.
Quindi il virus del vaiolo umano non esiste più?
Ne esistono (ufficialmente) solo due campioni, conservati per compiere senecessario nuove ricerche. Uno è ad Atlanta negli Stati Uniti, nella sede dei Centers for disease control (Cdc). Il secondo è a Novosibirsk in Siberia, nel laboratorio ad alta sicurezza Vector.
Qui nel 2019 è scoppiato un incendio, per fortuna senza danni. A sorpresa sei fiale del virus sono rispuntate nel 2014 nei laboratori del Nih a Bethesda negli Stati Uniti in occasione di un trasloco: erano state dimenticate in un frigo.
Sono state distrutte l’anno dopo.
Perché esistono ancora i vaccini se il virus è stato eradicato?
Proprio per combattere i virus del vaiolo delle altre famiglie, come quello delle scimmie. «Visto che il vaccino del vaiolo umano protegge anche contro quello delle scimmie, è stato rimesso in produzione, ma solo su piccola scala. È indicato a chi rischia di ammalarsi sul lavoro o a chi deve viaggiare in aree dove il virus è endemico» spiega Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’università del Salento. La vaccinazione, dal 1980, è prevista per i tecnici di laboratorio che manipolano il virus, per gli operatori sanitari che assistono i pazienti e per i viaggiatori esposti al contagio. L’iniezione è parzialmente efficace anche dopo il contagio, preferibilmente entro quattro giorni. Diversi milioni di dosi sono stati acquistati dai vari Paesi anche per prevenire eventuali attacchi di bioterrorismo. L’Italia mantiene una scorta di 5 milioni di dosi. Se diluiti possono diventare 25.
Il vaccino attuale è sicuro?
È un vaccino di terza generazione, che non dà problemi particolari come i precedenti, usati fino al 1981. Quelli contenevano virus vivi del vaiolo delle mucche (da qui il termine vaccino) che si replicavano all’interno dell’organismo e innescavano la malattia vera e propria, anche se blanda. I vecchi prodotti causavano una vittima ogni milione di immunizzati e lasciavano la caratteristica cicatrice sul braccio.
«Ma venivano accettati perché il dramma del vaiolo era molto vivo all’epoca» spiega Lopalco. Il vaccino attuale contiene un virus vaccino vivo, ma incapace di replicarsi. Non dà reazioni particolari e non lascia cicatrici. Va somministrato in due dosi a 28 giorni. Se una persona ha già ricevuto il vaccino contro il vaiolo umano ha bisogno solo di una dose.