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 2022  maggio 21 Sabato calendario

UNO IERVOLINO PER TUTTE LE STAGIONI – DOVE C’È IL RUMOR DI UN GIORNALE IN VENDITA, SPUNTA IL NOME DELL’IMPRENDITORE CHE SI È COMPRATO “L’ESPRESSO”. SECONDO “LIBERO” SAREBBE INTERESSATO ADDIRITTURA A PAPPARSI “IL FATTO QUOTIDIANO” – DEL RESTO, HA A DISPOSIZIONE MEZZO MILIARDO DI LIQUIDITÀ DA INVESTIRE. MA SIAMO SICURI CHE TRAVAGLIO VOGLIA VENDERE GIUSTO PRIMA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE, DA FARE "CHEEK TO CHEEK" CON PEPPINIELLO CONTE? - LA SMENTITA DI CINZIA MONTEVERDI, AD DI "SEIF": "IL FATTO NON È IN VENDITA, PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE LA SOTTOSCRITTA, UNITAMENTE AI SOCI FONDATORI, NON HA ALCUNA INTENZIONE DI VENDERE" -

Riceviamo e pubblichiamo: A seguito di notizie diffuse a mezzo stampa, la Società Editoriale Il Fatto si trova costretta a comunicare una smentita circa una possibile vendita de Il Fatto Quotidiano.

Cinzia Monteverdi, Presidente e AD di SEIF, ha dichiarato: “Con grande stupore periodicamente leggiamo sui giornali che Il Fatto Quotidiano sarebbe in vendita e quasi sempre in coincidenza di un nostro annuncio di sviluppo societario. Questa mattina è stata la volta di Libero, che specifica addirittura il nome del fantomatico compratore.

Fa piacere avere conferma che la nostra Società possa essere oggetto di interesse di possibili acquirenti, che però al momento non si sono mai nemmeno palesati. Ma Il Fatto non è in vendita, per il semplice e ovvio motivo che la sottoscritta, unitamente ai soci giornalisti fondatori, non ha alcuna intenzione di vendere.

Trovo deontologicamente scorretto che i giornali mettano in circolazione informazioni false su una Società, per giunta quotata in Borsa, e senza preoccuparsi di verificarle opportunamente con chi la possiede. Ferma dunque la libertà di altri singoli e piccoli azionisti di cedere le proprie azioni sul mercato, non è possibile acquistare alcun pacchetto di maggioranza del Fatto. La matematica non è un’opinione. Continuare a pubblicare notizie false, suscettibili peraltro di azioni legali, risponde unicamente alla volontà di screditare il Fatto a prescindere dalla verità”.

SEIF – Società editoriale “il Fatto s.p.a.”

Francesca Vercesi per “Libero quotidiano”

Le voci girano da qualche tempo: Il Fatto Quotidiano sarebbe in vendita. E, in piena campagna elettorale, certe operazioni sono più comprensibili di altre, se si pensa che il quotidiano fondato da Antonio Padellaro è considerato molto vicino al Movimento 5 Stelle, il quale - da due anni in crisi di consensi e passato dal 34% dei voti a un pallido 13%, secondo gli ultimi sondaggi non può permettersi di fare a meno di una tale cassa di risonanza mediatica.

Sta di fatto che il giornale diretto da Marco Travaglio è un dossier interessante, e soprattutto in salute, per imprenditori che vogliano farsi conoscere sul mercato e nel mondo dell'editoria.

Il gruppo Seif che lo edita è quotato sul listino EGM (ex Aim) di Borsa Italiana dal marzo 2019, ha una capitalizzazione intorno agli 11 milioni di euro e, assumendo un'ipotesi di valorizzazione tra 4 e 5 volte l'Ebitda (che a fine 2021 valeva 5,9 milioni di euro), l'enterprise value potrebbe aggirarsi tra i 23 e i 29 milioni di euro. A fine 2021 è migliorata anche la posizione finanziaria netta, passata da 1,373 milioni a 2,29 milioni, con un miglioramento di 922 mila euro.

Sul bilancio di chiusura 2021, quanto al posizionamento, si legge che "con una tiratura di 65.381 copie e un totale di 24.895 copie, Il Fatto Quotidiano si posiziona al 7° posto per tiratura e al 9° per diffusione cartacea nella classifica dei player di informazione al di sotto delle 100.000 copie di tiratura media giornaliera".

E, sempre nel bilancio, è scritto che il quotidiano in formato digitale, nel corso degli ultimi anni, ha registrato un'incidenza delle copie digitali sul totale delle copie distribuite superiore ai principali player del mercato. "Oggi è la 4° testata in Italia per diffusione di copie in formato digitale e la 3° come incidenza delle copie digitali sul totale", si legge. Volendo però numeri ancora più aggiornati, secondo gli ultimi dati di Ads notizie di marzo 2022, la tiratura del Fatto arriva a 59.727 mila copie.

MISTER MILIARDO In ogni caso, nelle ultime ore ha iniziato a circolare, tra i possibili interessati a rilevare Seif, uno degli imprenditori più liquidi del momento: Danilo Iervolino, giovane e intraprendente campano a capo di un nuovo gruppo media costituito da un lato dalla quotata BFC Media e dall'altro dal settimanale L'Espresso e dal periodico Le Guide dell'Espresso.

L'asso pigliatutto dell'editoria, mister miliardo, chiamato così per essere riuscito a cedere a settembre 2021 per un miliardo di euro a CVC Capital Partners la quota rimanente di Wversity, cui fanno capo Multiversity srl (Università Telematica Pegaso e Università Mercatorum) e l'erogatore dei programmi internazionali di certificazione delle competenze digitali Certipass.

Un'operazione che gli ha fruttato, vendendo tutto il suo 49%, circa 500 milioni di euro. Iervolino, che ha chiuso un contratto da 4,5 milioni di euro per rilevare il settimanale L'Espresso dal gruppo Gedi, sta puntando all'acquisizione di un quotidiano nazionale, e il giornale diretto da Marco Travaglio potrebbe essere un obiettivo da considerare. Del resto, ha per l'appunto oltre mezzo miliardo di liquidità da investire.

Negli ultimi mesi, l'imprenditore campano è assurto alle cronache anche per aver acquistato la Salernitana Calcio. Piccole operazioni all'insegna della diversificazione, che potrebbero proseguire nei prossimi mesi, a giudicare dalla varie partite a cui viene ultimamente associato. Inoltre, sul dossier L'Espresso esiste una clausola secondo cui è esclusa la possibilità di trasformare il settimanale in un quotidiano fino alla fine del 2023: quindi, secondo le voci che, l'acquisizione di un quotidiano generalista come Il Fatto potrebbe fare al caso suo.

NIENTE CDP Come potenziali acquirenti del quotidiano è girato nelle ultime ore anche il nome di Cdp, la Cassa Depositi e Presiti controllata dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Ma questa non pare un'ipotesi realistica, considerando che lo Stato, secondo la Costituzione, non potrebbe investire né direttamente né indirettamente nell'editoria, o comunque nel settore dei media.

Tornando a Iervolino, il manger ha acquisito il gruppo Bfc (che edita, tra gli altri, Bluerating, Forbes Italia e Robb Report) e inizialmente - stando alle cronache avrebbe cercato anche un accordo per rilevare il controllo di Class Editori. Operazione poi sfumata, anche se chi conosce la questione dice che Iervolino potrebbe comunque avere un ruolo, benché più defilato, nel rafforzamento patrimoniale della casa editrice che edita Milano Finanza.

All'imprenditore non deve essere poi certo sfuggito quanto la casa editrice di Marco Travaglio ha comunicato poche ore fa al mercato. Ovvero il varo di un progetto per l'espansione della società nell'ambito dell'istruzione e della formazione. Guarda caso, proprio il settore in cui lo Iervolino ha fatto fortuna con Università Pegaso...