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 1992  aprile 15 Mercoledì calendario

Biografia di Monika Mann

Corriere della Sera, 15 aprile 1992
È morta Monika Mann, ultima imperatrice di Capri
Di Isabella Bossi Fedrigotti
 
8181 anni è morta a  Leverkusen in  Germania Monika Mann, figlia dello scrittore Thomas Mann e scrittrice lei  stessa, anche se non molto apprezzata dal padre che non voleva «essere  molestato» con delle  chiamate in giudizio e che a 39 anni compiuti la trattava ancora come una  ragazzetta con difficoltà di sintassi e grammatica.  L’opera più importante che ha lasciato è «I ricordi, il passato e presente» una summa di ricordi e  riflessioni scritta negli anni Cinquanta, in tedesco come tutti gli altri suoi libri. «Für Toni» c’era scritto in alto nella prima pagina, ma il Toni cui Monika aveva dedicato quella sua opera non la potè mai leggere perché in italiano non fu mai  tradotta.
Era Antonio Spadaro, muratore e pescatore caprese, con il quale  Monika aveva vissuto per trent’anni a villa  Monacone, una casa affacciata sui faraglioni, fino alla sua morte nell’85. Senza di lui non aveva più  voluto restare nell’isola e si era trasferita a Zurigo nella casa del padre. La cosmopolita che aveva vissuto in  Germania, in Francia, in  America, in Inghilterra e in Svizzera, l’intellettuale che aveva frequentato gli artisti e gli scrittori più brillanti del mondo,  vedova oltrettutto di uno storico dell’arte, per trent’anni aveva fatto la moglie caprese, pulendo e cucinando per Antonio che stava fuori a pescare. Nel pomeriggio anzi scendeva nel bar a  pianoterra per dare una mano ad Antonio a servire i clienti e a vendere dei piccoli oggetti di  terracotta fabbricati da lui. La sera lei ascoltava musica tedesca e lui si  addormentava in poltrona, lei leggeva o scriveva e lui ancora dormiva. «Per  leggere “Guerra e pace” – ricordava Monika – ci ha messo quasi trent’anni. Eppure Capiva. Sensibile, saggio, profondo.  Capiva». Si dice che lui la  chiamasse «Signora», conscio che lei era diversa,  superiore, e forse per questa ragione lei non lo volle mai sposare, anche se  sosteneva di non averlo  fatto perché «ci si sposa una sola volta nella vita». E quel suo primo marito molto amato l’aveva  perso in modo tragico  durante là guerra.  Viaggiavano insieme verso  l’America e la nave fu  colpita da un aereo tedesco: lui era sparito  nell’Oceano sotto i suoi, occhi. L’incontro fatale tra Monika e Antonio era  avvenuto il 2 dicembre 1953. La sua famiglia, rientrata dall’America, si era da un pezzo stabilita a Zurigo, ma lei era  attirata dal Sud e si trasferì a Firenze per studiare  pianoforte. Ne fu scacciata letteralmente da due  topi che si erano affacciati nella sua stanza mentre si esercitava al piano. Passò a Roma ma la trovò troppo rumorosa, finché degli amici la  invitarono a Capri. Doveva essere una vacanza e  invece si trasformò in una vita. «Cercavo pace»  ripeteva Monika a chi le  chiedeva perché proprio  Capri. E perché proprio  Antonio? «Perché ero  mortalmente stanca degli  intellettuali». Monika e i suoi fratelli fin da piccolissimi  chiamavano «Zauberer» il  loro padre Thomas,  «mago», «incantatore», non solo per la sua magia di scrittore ma anche perché gli piaceva  travestirsi a Carnevale,  sempre con una grande  parrucca di riccioli neri e una tunica di raso  variopinto. Tuttavia i diari e le  lettere del suo «Zauberer» Monika non li aveva mai letti. «Non voglio sapere i suoi segreti – diceva —, mi parrebbe troppo  indiscreto». E aveva sempre smentito con fermezza la fama di omosessuale del suo grande padre. «Era sposato e aveva avuto sei figli:
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