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 2022  gennaio 17 Lunedì calendario


Mélenchon e il (costoso) comizio olfattivo

Dopo gli ologrammi del 2017, Jean-Luc Mélenchon gioca di nuovo la carta tecnologica per dare la scossa alla demotivata sinistra francese: un comizio «olfattivo e immersivo» con 5.000 persone, schermi giganti e profumi contro la rassegnazione a una sconfitta annunciata. 
Il leader della France Insoumise ieri a Nantes ha ribadito la sua diversità rispetto alla sindaca di Parigi Anne Hidalgo e alla ex ministra della Giustizia Christiane Taubira – «Non sono amico loro, che sia chiaro una volta per tutte» —, ha rinnovato il rifiuto a partecipare alle primarie – «Non abbiamo bisogno di unione ma di chiarezza» – e rivendicato la sua corsa solitaria verso l’Eliseo: l’ultimo sondaggio Ifop lo dà al 9%, lontano da Macron (26%) e dalle seconde a pari merito Valérie Pécresse e Marine Le Pen (17%), ma comunque il più forte tra i candidati della gauche. 
«Bisognava impressionare ed è quello che stiamo facendo! – ha detto il 70enne Mélenchon appena salito sul palco accompagnato dalla musica elettronica —. Abbiamo voluto mettere in scena la nostra grande visione del mondo», perché la politica è una questione di ragione ma anche di emozioni, come spiegavano il giorno prima i suoi consiglieri. E se la sinistra fatica a emozionare con il programma, largo allo show multisensoriale «in anteprima mondiale». 
Mélenchon ha parlato su un palco piazzato al centro del pubblico, a sua volta circondato da quattro schermi giganti con definizione 28K, sui quali hanno cominciato ad apparire immagini del sistema solare «perché è dallo spazio che si capisce meglio cosa c’è da fare qui sulla Terra», ha detto Mélenchon. Poi immagini del mare a evocare le energie rinnovabili, e delle campagne con profumi (dall’arancia al muschio) che le mascherine distribuite all’ingresso non aiutavano a identificare. 
Comunque, dal punto di vista spettacolare il comizio di Nantes ha mantenuto le promesse, confermando il desiderio di Mélenchon di rompere i codici della comunicazione politica (come già fece con gli ologrammi e i comizi in simultanea della precedente campagna presidenziale), al costo di 300 mila euro, 100 mila in più rispetto a un comizio tradizionale. 
Quanto ai contenuti, il leader della sinistra radicale in caso di vittoria ha proposto l’aumento del salario minimo mensile a 1.400 euro netti, la pensione a 60 anni e 40 anni di contributi, il prezzo calmierato dei prodotti di prima necessità, e un tetto per i diritti di successione: «Oltre 12 milioni, prendo tutto».