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 2022  gennaio 14 Venerdì calendario


Il teatro Eliseo in vendita per 24 milioni

Prima, la notizia della chiusura, poi lo spettro della liquidazione forzata, e ora l’epilogo della messa in vendita ufficiale. L’ultima parabola del Teatro Eliseo sembra scandita da rintocchi di annunci a sorpresa. Stavolta, il nuovo capitolo viene segnato dall’annuncio comparso sul sito di una nota agenzia immobiliare dedicato allo Storico complesso teatrale nel cuore di Roma. «Nel centro di Roma, tra il rione Monti e Trevi, proponiamo la vendita dello storico complesso immobiliare del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo, posto nell’elegante Via Nazionale di fronte a Palazzo Koch. La sua destinazione d’uso consente di svolgere attività cinematografica, teatrale, concerti e spettacoli», si legge sul sito della Engel&Volkers. Il prezzo indicato è di 24 milioni di euro. Fa effetto, elenca le caratteristiche dell’immobile scandite per numeri: 60 locali, 25 bagni e cinquemila metri quadrati di superficie commerciale. 

LA CRISI
Lo stato di crisi delle due storiche sale di via Nazionale, che hanno già superato il compleanno storico dei cento anni, era già stato sciorinato dal loro gestore e direttore artistico Luca Barbareschi nel luglio del 2020, in piena pandemia. Il teatro, all’epoca, aveva chiuso (come tutti) a marzo. E si prospettava la tormentata decisione di mettere in liquidazione il Teatro «L’Eliseo annuncia la sua drammatica sorte. C’è stato un silenzio assordante da parte delle istituzioni e non possiamo più andare avanti», diceva Barbareschi. All’epoca, era il luglio del 2020, Barbareschi sottolineava come a pesare fosse la condizione finanziaria. «Ho davanti a me sei curatori fallimentari e altrettanti revisori dei conti, e purtroppo non posso andare avanti, anche se cinque anni fa ho investito 14 milioni di euro per comprare il teatro, non è servito a niente». Da allora il Teatro Eliseo non ha mai riaperto, concedendo ossigeno solo per eventi spot, come il primo gennaio scorso per la festa di Capodanno. Ora l’annuncio della messa in vendita ha fatto il giro delle istituzioni. Quello che è sicuro, come lasciano intendere gli addetti ai lavori, è che per l’immobile del Teatro Eliseo, da sempre privato (va ricordato), c’è una destinazione d’uso ben precisa, e che quindi «non potrà che essere un teatro». Non altro che le stesse indicazioni che il Ministero della Cultura di Dario Franceschini aveva indicato nel 2015 col passaggio di gestione a Luca Barbareschi. 

CINEMA E CONCERTI
L’annuncio, non a caso, sembra ricordarlo, visto che avverte: «la sua destinazione d’uso consente di svolgere attività cinematografica, teatrale, concerti e spettacoli». E gioca sulla memoria storica: «Ad oggi il suo cuore sono le due sale che da 100 anni parlano d’arte e cultura attraverso le grandi produzioni. A partire dal 1900 centinaia di attori, registi, personaggi e spettatori hanno popolato le sale del Teatro Eliseo. Nomi del calibro di Eduardo De Filippo, Monica Vitti, Anna Magnani, Vittorio Gassman ne hanno calcato i palcoscenici, scrivendo ad ogni spettacolo un nuovo pezzo di storia del teatro italiano e internazionale e lo hanno reso uno dei riferimenti culturali più vivaci del Paese». I numeri danno il peso del complesso monumentale. «L’Eliseo ospita circa 721 posti, con platea, tre balconate, palcoscenico, declivio palcoscenico, sipario, due bagni e sette camerini; il Piccolo Eliseo ospita circa 266 posti con platea, palcoscenico, declivio palcoscenico, sipario, due bagni e quattro camerini», recita l’annuncio. E rimanda alla gestione di Barbareschi: «Grazie al recente cambio di gestione è stato eseguito un radicale intervento di ristrutturazione esterno ed interno riportandolo così ai suoi prestigiosi fasti e diventando lo spazio polifunzionale da poter vivere dal giorno alla notte in quanto dispone anche di una caffetteria e di un ristorante (con cucina equipaggiata) che affaccia su un caratteristico spazio esterno». E la chiosa: «La sua posizione strategica a fianco alle vie del Tridente oltre ai servizi di collegamento terrestri e metropolitani, lo rendono un interessante investimento per investitori nazionali ed internazionali».