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 2022  gennaio 13 Giovedì calendario


Vita parallela da No Vax

«Buongiorno a tutti, c’è qualcuno che parte da Como in direzione Milano?».
Bisogna moltiplicare questo messaggio per ogni singolo giorno. Per ogni comune d’Italia. Per ogni strada. Per ogni No Vax. Solo così si inizia a capire quello che sta succedendo. «Buongiorno a tutti. Sono la mamma di un liceale quattordicenne che deve recarsi ogni giorno da Borgo San Dalmazzo a Cuneo. Qualcuno potrebbe dargli un passaggio?». «Io sono di Alba, avrei bisogno al mattino per andare a Piana Biglini. Ritorno alle 14. Grazie mille». «Qualcuno che fa da Dronero a Saluzzo?». «Buongiorno, io sono una ragazza di Caraglio. Sono due giorni che porto una studentessa all’Alberghiero! Ho ancora due posti in auto se qualcuno avesse bisogno». «Raga, scusate. Chiunque vada verso Savigliano potrebbe rispondere? Se trovo un passaggio per mio figlio, posso anche organizzarmi per offrirne uno in cambio in un altro orario. Dobbiamo aiutarci se vogliamo sopravvivere a questa abominevole ingiustizia».
Muoversi è diventato il problema principale per i negazionisti del Covid. Se non hai un’auto di proprietà, sei tagliato fuori. Non puoi salire sui mezzi pubblici, niente treni né aerei. In rete si stanno moltiplicando le chat dei cosiddetti passaggi solidali. Ma quanto solidali? «Al massimo si possono chiedere delle offerte, copertura delle spese, un contributo». Subito c’è chi interviene sulla chat per precisare di cosa si tratta: «Se qualcuno per fornire il passaggio chiede il tampone, allora ha sbagliato gruppo. Qui i tamponi non esistono e non devono esistere! Se volete chiedere il tampone siete nel posto sbagliato!».
Niente tampone, niente vaccino. Vita alternativa da No Vax. Vita da irresponsabili. Vita quasi clandestina ormai, sempre più separata. A Venezia è comparso il primo vaporetto per chi deve muoversi in laguna. «Mi trovate a fare da Caronte a quelli più sfigati di me, cioè senza Green Pass e anche senza barca. Dalla Giudecca alle Zattere, andata e ritorno». Poi è spuntato un altro motoscafo in servizio al Lido. Ogni giorno piccole barche accostano lungo i canali e caricano persone. «Cerco», «offro»: queste sono le due parole chiave per addentrarsi nella rete parallela dei trasporti. A Genova annunciano un servizio di bus turistici forniti da due aziende private, che dovrebbero ricalcare i percorsi dei mezzi pubblici più frequentati. Linee No Vax.
In teoria sarebbe una vita senza cinema, senza birre al pub, senza un caffè seduti al bar, senza partite allo stadio, senza poter andare in palestra, senza parrucchiere, senza ceretta dell’estetista. In pratica, quello che sta succedendo lo ha dichiarato pubblicamente Leonardo Sinigaglia, studente No Vax di Genova: «Ci stiamo attrezzando per resistere. I mezzi di trasporto pubblici li prendiamo lo stesso grazie alla nostra chat su cui vengono segnalati tutti i posti di blocco alle fermate e a bordo dei mezzi per le verifiche dei Green Pass. Poi c’è la rete di mutuo soccorso solidale, che funziona grazie ai locali gestiti da manifestanti e anche solo da simpatizzanti del movimento, fra cui tanti commercianti e esercenti che si accorgono che siamo discriminati e quindi ci lasciano entrare. È una scelta obbligata per sopravvivere in una società che ci ha messo fuorilegge».
E quindi: ristoranti che non chiedono il Green Pass, parrucchieri che accettano tutti i clienti indifferentemente. Servizi a domicilio, indirizzi che passano di chat in chat. Per arrivare al caso estremo delle scuole spuntate come funghi in Alto Adige, fuori da ogni legge e da qualsiasi controllo istituzionale, gestite da genitori No Vax per figli costretti a essere No Vax, in mezzo ai boschi della valle Aurina. Fenomeno su cui la procura di Bolzano ha aperto un’inchiesta.
Su Telegram ovunque ti viene offerto un Green Pass falso. Nella maggior parte dei casi sono truffe a chi vorrebbe truffare lo Stato. Truffa. E contro truffa. Perché la criminalità si sta guadagnando spazi nel mondo parallelo dei No Vax, avendo ben compreso che può lucrare sul negazionismo e sulla paura. Ti vendono Green Pass falsi e ti indicano modi per aggirare le legge per continuare a fare come se 140 mila morti di Covid in Italia non fossero mai esistiti.
Il gruppo intitolato «Esercenti no Green Pass» conta 22.543 iscritti. Sul gruppo «No Green Pass - Diritto e mercato» sono all’ordine del giorno i nuovi problemi del 2022: «Salve, sto cercando qualcuno che mi aiuti a contestare una multa effettuata nella mia attività dai Nas per mancato Green Pass. Grazie in anticipo. Spero che qualcuno mi aiuti». Ed ecco, quindi, indirizzi e suggerimenti: avvocati No Vax, commercialisti No Vax, idraulici No Vax, elettricisti No Vax.
Ora molte regioni rischiano di passare in zona arancione. La vita alternativa dei 6 milioni di italiani che rifiutano il vaccino sta per complicarsi ulteriormente. Senza neanche una dose, dovranno farsi un tampone per cambiare Comune anche su mezzi propri. Non potranno muoversi neppure in auto. Stanno per ritornare di attualità le parole del lockdown 2020: lavoro, necessità, salute. Uniche ragioni per cui potranno uscire di casa.
Eppure, sono ancora lì. «Io in bus ci vado lo stesso. Disubbidiamo!». «I poliziotti possono chiederti i documenti, non cose mediche». «Mi figlia non lo farà mai!». «Non rispondete ai post che invitano a scaricare i passaporto sanitari! Sono trappole». A Roma è nato il gruppo bici. «Scusate ma quale sarebbe il senso del gruppo bici?». «Fare massa per la sicurezza. Essere più visibili per porre attenzione al problema Green Pass uguale discriminazione».
Ora stanno organizzando un reclamo di massa per il mancato rimborso degli abbonamenti dei trasporti pubblici, visto che loro non ci possono salire. Quante energie sprecate e quanta vita, pur di non fare il proprio dovere.