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 2022  gennaio 13 Giovedì calendario


Intervista a Lorena Cesarini, co-conduttrice a Sanremo

Sarà all’Ariston la seconda sera, prima conduttrice afroitaliana di Sanremo, con la speranza di «dimostrare ciò che so fare, recitare» e la sicurezza del fidanzato nel pubblico e la mamma che la guarda da casa. Italo-senegalese, 34 anni, nata a Dakar ma romana per parte di padre, per curriculum (la serie Suburra, il film Arance e Martello di Diego Bianchi) e per fede calcistica, l’attrice Lorena Cesarini è, dopo Chiara Giannetta, 29, la più giovane conduttrice del Festival 2022. 
Cosa farà? 
«Vorrei portare un monologo con cui affrontare un tema a me caro: l’inclusione». 
La prima conduttrice afro italiana: sente la responsabilità? 
«Ci ho pensato: sono la prima nera a condurre da quel palco. Sono una romana de Roma, ma questa pelle, e questi capelli, lì non si sono mai visti. Ne sono orgogliosa». 
Il Festival arriva fuori tempo massimo? 
«Se si guarda alla Francia e agli Stati Uniti, è il Paese in generale a essere in ritardo. Ma forse aspettavano che arrivasse una come me». 
È nata a Dakar: italiana o senegalese? 
«Sono nata là perché i miei volevano che avessi la doppia nazionalità. Per ora, però, ho solo quella italiana. In Senegal non torno da quando ho perso mio padre, a 12 anni: abbiamo fatto là l’ultimo viaggio insieme, poco prima che se ne andasse». 
La sua famiglia appartiene al mondo dello spettacolo? 
«No, papà lavorava in un’azienda. Frequentava il Senegal perché era un giocatore d’azzardo e amava l’Africa. Mamma in Italia ha fatto la donna delle pulizie e poi l’hostess di terra per Air One. Si sono conosciuti a Roma, negli Anni Ottanta: un colpo di fulmine. Da 15 anni mamma ha un nuovo compagno, un imprenditore pugliese che gestisce due ristoranti a Roma. Per me è come un padre». 
Sanremo può ferire: teme le critiche? 
«Fino a martedì sera non avevo mai avuto hater. Da allora, però, sono aumentati vertiginosamente. Forse è meglio se per un po’ non guardo i social». 
Ma che le scrivono? 
«Di tutto: Ma chi è questa, Non se lo merita, L’hanno chiamata perché nera, perché fa tanto politically correct». 
È così? 
«Sono sul palco per portare la mia energia, e per fare – almeno spero – bella figura. Penso a come Matilda De Angelis sia riuscita nel 2021 a lasciare il segno». 
E dopo Sanremo? 
«Uscirà il mio film, War – La guerra desiderata di Gianni Zanasi, in cui recito nel ruolo di unattivista pacifista».