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 2021  dicembre 03 Venerdì calendario


La crisi delle palle Mozart

La Salzburg Schokolade ha avviato la procedura di fallimento, a causa della pandemia non riesce a vendere le sue storiche Mozartkugeln, le palline di Mozart, i cioccolatini che piacciono soprattutto ai turisti. È un colpo all’anima dell’Austria, ha scritto la Salzburger Nachrichten, il quotidiano di Salisburgo. Muore un simbolo nazionale, come la Sachertorte o le Wienerschnitzel, le cotolette panate che non sono una copia delle cotolette alla milanese. Entrambe gustose, ma diverse. Non saprei trovare un esempio con l’Italia o con la Germania, i nostri prodotti tipici, dal panettone al torrone, non sono esclusiva di una fabbrica.

Per la verità, le palline dedicate al musicista, vengono prodotte in una variante, che capiscono solo gli intenditori, ma che a me sembrano uguali, da un’altra pasticceria, che però non può garantire una produzione sufficiente.
A quanto leggo, una pallina contiene appena 92 calorie (540 per cento grammi), ero convinto che fossero molto di più. Il cioccolatino con crema di nocciole, marzapane, e marmellata di Mirabellen, le albicocche, è una bomba dolcissima e energetica.
Una volta, da inviato a Vienna, nei giorni frenetici che precedettero la caduta del Muro, non riuscii a trovare il tempo per trangugiare un panino, o bere un caffè, e mi ritrovai in camera nel tardo pomeriggio. Ero solo, ma aveva due letti e su ognuno la cameriera, come si usa, o si usava, aveva deposto una Mozartkugel. Le divorai entrambe, e mi sentii quasi soffocare, come per un’overdose zuccherina a digiuno.

Non mi piacciono i dolci, preferisco un panino al salame, ma riconosco che le Mozartkugeln sono un capolavoro della pasticceria, e ricordano un altro mito della Felix Austria, la Sachertorte, quella che piace a Nanni Moretti, che la cita in un suo film, e ha chiamato Nuovo Sacher il suo cinema a Roma. Il ritratto di Mozart sulla carta blu che avvolge l palline è opera di Barbara Krafft e risale al 1819. Il compositore era goloso di cioccolata, che al suo tempo era un lusso costoso, ne beveva una mezza dozzina di tazze al giorno. Era la sua droga, gli costava al mese più del salario per le due cameriere.
Il fallimento della Salzburger Schokolade, a meno che non venga salvata in extremis, costa il posto a 140 dipendenti e coinvolge circa 600 creditori.
I debiti ammontano a 27 milioni e 290mila euro, contro un capitale di 23 milioni. I due proprietari, Philip Harmer e Christian Schügerl hanno dovuto gettare la spugna.

L’unica speranza è che la ditta venga rilevata da un investitore straniero, gli americani potrebbero essere interessati, ma i salisburghesi temono che in nome del profitto non rispettino la tradizione: da oltre un secolo la Salzburger Schokolade era controllata al 100% dagli austriaci, ed era sopravvissuta anche a due guerre perdute e al nazismo.
La ditta nacque nel 1890, e le Mozartkugeln nel 1897, grazie al talento del pasticcere Paul Fürst. Il successo fu modesto, solo dopo l’ultima guerra le palline furono scoperte dai turisti che ne vanno pazzi, e ne fanno incetta a Salisburgo.
L’unico dato che non si riesce a trovare sul sito della società è quanti milioni di palline di Mozart venissero prodotte e vendute ogni anno.

Gli austriaci sono riusciti a trasformare il loro passato in un prodotto, creando il mito dell’Austria Felix, che in realtà non fu mai tanto felice. I turisti arrivano alla ricerca di Sissi, moglie di Francesco Giuseppe, ben diversa dalla romantica principessa interpretata da Romy Schneider. L’imperatrice Elisabeth era alta, autoritaria, per niente dolce e non amava il marito, che la tradiva e le aveva trasmesso una malattia venerea. Gli austriaci manipolano la storia, ma difendono la tradizione di cotolette, torte e cioccolatini.
Purtroppo da quasi due anni, i turisti non arrivano più.
L’Austria è uno dei paesi più colpiti dal Covid, e gli austriaci sono colpevoli di aver voluto nascondere l’epidemia all’inizio del 2020. E non vengono più organizzate feste in cui non mancavano mai le palline di Amadeus, e per la seconda volta come in Germania si è dovuto rinunciare ai mercatini di Natale. Ed è fallito anche Mozart.