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 2021  novembre 29 Lunedì calendario


Il Natale di Mariah Carey

NEW YORK – «Vorrei avere la polvere di stelle di Campanellino e poterla spargere sul mondo», dice Mariah Carey quando la incontriamo per parlare de Il Natale di Mariah: la magia continua, lo speciale natalizio in arrivo su Apple Tv+ il 3 dicembre. Quindici album, cinque Grammy Awards, più singoli al numero uno nel mondo di qualsiasi solista. Solo un anno fa al Guardian aveva dichiarato: «Mi danno della diva? Proverò a comportarmici».
Non si è smentita. L’incontro stampa tra la megastar e giornalisti di tutte le nazionalità parte con tre ore di ritardo. Carey è “una militante della perfezione”, oltre a essere l’artista con la voce da cherubino più vicina a quella di Whitney Houston, dai suoni ai movimenti con le mani. Gli occhi rivolti verso il cielo e una dissolvenza tra i glitter della Mela dello streaming, dopo il successo del suo Magical Christmas special, sempre per Apple Tv+, e quel moderno classico delle vacanze del 1994 che è diventato All I want for Christmas is you, che come ogni anno in questo periodo inizia a scalare di nuovo le classifiche, Mariah non ha dubbi: «It’s tiiiiime!».
È il momento di reclamare il titolo di “Regina del Natale”.
Trent’anni di carriera e un anno e mezzo di pandemia dopo, con quale spirito Mariah Carey si avvicina al Natale? L’anno passato ha posto tutti davanti a una sfida.
«Da artista, non potendo avere a disposizione teatri, arene o stadi, ho cercato di reagire creando Magical Christmas special, pensato per lo streaming. Ora ci attende un dicembre diverso. Più magico e pieno di speranza. Ed eccomi di nuovo su Apple Tv+ con La magia continua, uno speciale dove potrete ascoltare una nuova canzone, Fall in love at Christmas, incisa con Khalid – ho ascoltato il suo primo singolo,
Location, e gli ho scritto di getto una lettera – e Kirk Franklin, talento vibrante, leggenda del gospel. Non mancherà un’interpretazione inedita di Christmas (Baby please come home). Ho concepito un sacco di pezzi natalizi, sono a quota due album per le festività ( Merry Christmas e Merry Christmas II you, ndr ) e Fall in love at Christmas, così nostalgica, segna una rinascita. Il messaggio? A Natale, c’innamoreremo tutti di nuovo.
Della vita, di noi stessi, di chi abbiamo accanto. Del tempo che ci è stato donato e che non va mai sprecato».
Com’era l’atmosfera dietro le quinte?
«Provavamo costumi, ci lanciavamo sulla neve di scena, addobbavamo il set con festoni. Io e Khalid – lo vedrete nel backstage dello speciale – ci siamo concessi dei momenti esilaranti con il liquore di mia produzione: si chiama Black Irish, in omaggio a mio padre, di colore, e a mia madre, di origini irlandesi. È uno di quei liquori cremosi che va bene per le feste».
Nel suo memoir, “The meaning of Mariah Carey”, parla di abuso e razzismo. Prima, però, dedica un capitolo al Natale.
«Definirei la mia infanzia disfunzionale, se non violenta. Non c’erano momenti di sano divertimento in casa ma la Mariah bambina non si arrendeva e sperava che le cose potessero cambiare. Di quel periodo, ricordo una ghirlanda sul tavolo, un calendario dell’avvento con le caselle da aprire piene di cioccolato e mia madre alle prese con leccornie, fondute e vin brulé. A Natale mettevamo in pausa i traumi della nostra esistenza e questo rendeva l’atmosfera speciale. Io ero solo una bambina che desiderava avere un’infanzia. Ora, come madre, cerco di rendere il Natale un momento indimenticabile per i miei figli, ed egoisticamente per me stessa. I gemelli Moroccan e Monroe, 10 anni, appaiono nel video Fall in love at Christmas. Adorano il Natale ma se fuori nevica preferiscono restare in camera coi videogiochi».
Parliamo di sfarzo.
«Nello show Il Natale di Mariah: la magia continua indosserò un abito disegnato da Dolce e Gabbana ricoperto di gioielli. Lo strascico pesa più di venti chili, sfido chiunque a portarlo. Credo si sposi benissimo con la scenografia e le linee geometriche Art Déco dello speciale Apple Tv+».
Rob Stringer, a capo della Sony Music Group, sostiene che “All I want for Christmas is you” sia una canzone senza tempo.
«Ho scritto All I want for Christmas is you nel 1994, venivo dal successo del mio terzo disco, Music box. Non dimentico quel piccolo studio di registrazione, la tastiera, il momento in cui ho iniziato a pensare il testo insieme a Walter Afanasieff. Mi chiedevo: «Ma perché sto scrivendo una canzone di Natale? Non è presto a vent’anni?». È un brano partorito con purezza di intenti. Le mie canzoni natalizie del cuore sono per lo più quelle del passato, e per passato intendo i canti della tradizione inglese datati Sedicesimo secolo, come God rest ye merry gentlemen.
Seguono Joy to the world, Hark!
The herald angels sing, l’era di Nat King Cole con
The Christmas song del 1947. Ho lavorato su vari adattamenti, da O come, all ye faithful a Hallelujah chorus in cui duetto con mia madre».
Trarrà un film
dal suo memoir?
«Ne sto parlando con il mio amico Lee Daniels, che mi ha diretta in
Precious. Circolano film biografici a distanza di anni dalla morte dell’artista. Non sappiamo quanto siano autentici. Io sono ancora in vita: la mia voce soltanto può raccontarvi chi sono stata e chi sono oggi».
A chi le chiede se è arrivato il momento di andare in pensione come Regina del Natale, cosa risponde?
«Darling, c’mon.... Non si può andare in pensione da Mariah Carey».