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 2021  novembre 25 Giovedì calendario


Il pop coreano con Beethoven



Cosa c’entra il pop coreano con Beethoven? Niente, se non fosse che l’esercito di fans dei Bts è infuriato con il caro vecchio Ludwig. Perché i loro idoli, sette ragazzi che sono diventati un fenomeno mondiale, hanno avuto una sola nomination ai Grammy, nonostante la loro hit Butter sia stata dieci settimane in cima alla Billboard Hot 100. Ed è una storia che si ripete: perché già negli anni passati i Grammy erano stati avari di candidature con la boy band sudcoreana. Sì, ma Beethoven?
Beethoven compare in ben quattro candidature ai Grammy: non lui, chiaramente, ma sonate e sinfonie incise e nominate tra gli album di musica classica, perché i Grammy mica premiano solo pop e rock. Anzi: c’è pure la sezione «miglior album parlato» e qui tra le nomination spunta nientepopodimeno che il nome di Barack Obama, per l’audiolibro del suo volume A Promised Land. L’ex Presidente degli Stati Uniti, se a gennaio dovesse vincere, si ritroverebbe in mano il suo terzo Grammy dopo quelli già vinti nel 2006 per gli audiolibri Dreams from My Father (in Italia, I sogni di mio padre) e due anni dopo con The Audacity of Hope (L’audacia della speranza).
Beethoven e Obama si sono così ritrovati in un attimo a scalare le classifiche delle tendenze sui social da parte degli indignati seguaci dei Bts. Con esiti grotteschi ed esilaranti: «Speriamo che i Grammy non siano in presenza, altrimenti Beethoven come fa?»; «Ma i Beethoven stan tutti bene? Come vi sentite raga dopo queste nomination? Vivi di nuovo?». Tra i meme che impazzavano, quello di Namjoon, uno dei Bts, che stringe la mano a uno scheletro: «Namjoon che stringe la mano a Beethoven alla cerimonia dei grammy». Grammy che in molti post sono stati storpiati in «Granny», nonni, cioè la generazione dei boomer colpevole di «riesumare i morti» piuttosto che premiare gli idoli dei teenager di tutto il mondo.
Questi ultimi però sono molto felici di un’altra notizia: la presenza dei Måneskin, che non hanno avuto nomination, ma annunceranno le candidature alla premiazione che si terrà il 31 gennaio. E i giovani di mezzo mondo sognano di vederli quella sera esibirsi tutti insieme, i Måneskin e i Bts e stanno inondando le due band di messaggi supllichevoli. E guai ai boomer che remeranno contro: qualche post con un’ironia superiore (e di qualcuno che forse ha passato l’adolescenza da un po’), suggerisce di sottoporli alla celebre «cura Ludovico» del film Arancia Meccanica di Stanley Kubrick: ma al posto della visione dell’ultraviolenza imposta al protagonista Alex sulle note del suo adorato Beethoven, obbligarli ad ascoltare i Bts e vedere in loop le curatissime coreografie dei loro balletti.