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 2021  novembre 24 Mercoledì calendario

Un anno senza Maradona

La memorabile vita e l’incredibile morte di Diego Armando Maradona, all’alba del 25 novembre di un anno fa in solitudine e abbandono, lasciano aperte quasi tutte le domande di allora. Ma nel frattempo abbiamo conosciuto risposte che, se possibile, rendono ancora più intollerabile la tristezza per una fine che non finisce mai. Ripercorriamole insieme.


La morte
L’autopsia ha dichiarato che Maradona è morto tra le 4 e le 6 di mattina del 25 novembre 2020 per arresto cardiocircolatorio, dopo un’agonia di almeno quattro ore durante le quali nessuno lo ha soccorso. Il campione soffriva di insufficienza cardiaca e renale, edema polmonare e cirrosi epatica. Il suo cuore era ipertrofico. Il muscolo cardiaco è stato prelevato e conservato dai periti autoptici, a disposizione del tribunale, e non è stato sepolto insieme al corpo di Diego.
Le analisi post mortem hanno escluso la presenza di alcol e droga: quando è deceduto, Maradona non era più vittima di dipendenze conclamate.


L’inchiesta
Sette gli imputati: il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Diaz, gli infermieri Dahiana Madrid e Ricardo Almirón, la coordinatrice dei servizi sanitari domiciliari Nancy Forlini e il responsabile dello staff infermieristico Mariano Perroni. Per alcuni di loro, in particolare i tre medici, il capo d’imputazione potrebbe trasformarsi da omicidio colposo in omicidio volontario: rischiano dagli 8 ai 25 anni di carcere. Il dottor Luque, medico personale di Maradona, è ora indagato anche per falso: avrebbe contraffatto la firma del campione per venire in possesso di alcune cartelle cliniche. Nella sua abitazione sono stati trovati numerosi fogli di carta in cui la firma di Diego Maradona era imitata, come per allenarsi a ripeterla.
Nel corso dei lunghi interrogatori da parte della Procura di San Isidro, gli indagati si sono accusati a vicenda. Ha dichiarato l’infermiera Dehiana Madrid: «Maradona è stato ucciso dai medici che hanno continuato a somministrargli psicofarmaci, nonostante fosse in tachicardia. Si capiva che sarebbe morto quella notte stessa e nessuno ha fatto niente per impedirlo. A me è stato più volte ripetuto di non disturbare Maradona ». L’infermiere Almirón ha confermato la deposizione della collega: «Mi ordinarono di non svegliare il malato, e forse era già morto». L’avvocato Mario Baudry, che cura gli interessi di Dieguito Fernando, il figlio più piccolo di Diego, ha presentato istanza di arresto contro Luque, Diaz, Cosachov e Forlini. Il legale ha dichiarato che al campione venivano portate droghe, e non solo farmaci, anche nei suoi ultimi giorni di vita. Tra i gialli da chiarire, le recenti accuse della trentaseienne cubana Mavys Álvarez: «Maradona mi violentò e mi obbligò a drogarmi quando stavamo insieme all’Avana».


L’eredità
Il tribunale civile di La Plata ha riconosciuto, con provvedimento a firma del giudice Susana Tedesco del Rivero, cinque eredi universali. Si tratta dei figli di Maradona: Dalma (34 anni), Gianinna (32), Diego junior (35), Jana (25) e Diego Fernando (8). Il test del Dna ha invece escluso che Magalì Gil (25) sia figlia naturale del fuoriclasse. Ancora non è stato tracciato il rendiconto completo dell’asse ereditario. Al patrimonio di Diego Armando Maradona appartengono beni immobili, denaro contante e titoli che ammonterebbero a circa 70 milioni di dollari. I conti bancari sono cinque tra Argentina, Dubai e Messico. Due casseforti ancora sigillate sono state ritrovate a Dubai. Fanno parte dei beni del campione la casa di Buenos Aires (780 mila dollari), l’appartamento di Mar del Plata (110 mila dollari), un anello di diamanti (300 mila dollari), la Rolls-Royce Ghost del 2014, la Bmw i8 con parabrezza autografato, la Hyundai H-1, il blindato Hunta Overcomer.
Tuttavia, la vera ricchezza della "holding Maradona" è rappresentata dallo sfruttamento commerciale dei marchi e dai diritti d’immagine, per i quali stanno combattendo in tribunale il manager italiano Stefano Ceci e l’avvocato Matias Morla, che registrò alcuni marchi all’insaputa di Diego. Intanto, le figlie di Maradona hanno ceduto allo società londinese Coolulu i diritti pubblicitari, ma anche su questo dovranno pronunciarsi i giudici. Nella feroce battaglia per l’eredità sono coinvolte sorelle e fratelli di Diego: Lili Maradona è stata sfrattata dalle figlie del campione, le quali intendono vendere la casa che la zia occupava a Villa Devoto (Buenos Aires) e che Maradona aveva regalato al padre.


L’asta
Il tribunale ha concesso all’agenzia d’aste "Adrian Mercado" di vendere all’incanto i beni di Maradona nel corso di un’asta pubblica internazionale online che avrà luogo il prossimo 19 dicembre. Il ricavato andrà ai cinque figli di Diego. Tra gli oggetti per cui sono state presentate le prime offerte entro il 15 novembre scorso, anche numerosi quadri, gioielli, orologi, palloni, maglie autografate, cappellini, scarpette da gioco, una chitarra, la celebre lettera di Fidel Castro, un tapis roulant e persino alcune paia di bretelle. Questo resta del più grande calciatore di tutti i tempi: bretelle all’asta.