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 2021  luglio 21 Mercoledì calendario


Periscopio


Ho vissuto quasi tutta la mia vita lontano dall’Italia. Al mio ritorno l’ho trovata a pezzi. Rino Passigato, 77 anni già nunzio apostolico. Stefano Lorenzetto. l’Arena.La vittoria degli italiani da Wembley è forse la più importante che si ricordi. Ci ha fatto sentire felici, orgogliosi di essere italiani. E orgogliosi pure di essere stati noi a rappresentare, in quel contesto non proprio amico, l’Europa. Michele Brambilla. QN.
Come apòta so di avere un pensiero incompleto e decentrato, ma come italiano sono convinto che non meritiamo l’ignobile classe dominante (maggioranza e opposizione) che ci ritroviamo. Draghi la parola chiave l’ha detta “ricuperare il gusto del futuro” pur sapendo, facendone parte, che le élite bottegaie attuali hanno solo interessi ed energie per difendere il passato, non certo per rischiare sul futuro. Confesso, e l’ho sempre scritto, che non ne potevo più dei Premier che si sono succeduti dopo il minigolpe gentile di Napolitano-Merkel del 2011. Riccardo Ruggeri. Italia Oggi.
Non è un mistero che in Italia il prezzo della benzina è già salito a 1,66 euro al litro, con un balzo del 17,5% sull’anno prima. Inoltre, nell’ultimo trimestre le bollette elettriche sono aumentate del 20% a causa del forte rialzo dell’Ets (Emission trading scheme), sigla che indica il prezzo del carbonio a carico delle aziende inquinanti, salito da pochi dollari a tonnellata a ben 50 dollari, con tendenza a salire. Tino Oldani. ItaliaOggi.
PUBBLICITÀCome conciliare il rispetto delle libertà costituzionali con il diritto costituzionale alla salute della popolazione? Cominciamo dai medici e dagli insegnanti. È impensabile che non sia vaccinato chi è in contatto con i malati e con gli alunni. Eppure 45mila medici e 220mila insegnanti ancora non lo sono. Bruno Vespa. QN.
Da un certo punto di vista sono rimasto sorpreso dalla rivolta che è scoppiata a Cuba. Nell’isola caraibica il motto è: niente cambia, niente succede. La staticità è il connotato di un regime che controlla ogni foglia che si muove. Ma la situazione è drammatica, il Covid ha dato l’ultimo colpo a una società stremata e che ci sia oggi una reazione non controllata è nel novero delle cose. Quanto sta accadendo è il segnale che qualcosa scricchiola nel regime, che non è riuscito (ancora) a riportare tutto all’ordine precostituito. Un segnale per tutta l’America latina. Così come è nel novero delle cose purtroppo che la rivolta venga sedata. Loris Zanatta, docente di Storia dell’America Latina all’università di Bologna. (Alessandra Ricciardi). ItaliaOggi.
«Il Conte bis è durato quanto hanno deciso i poteri internazionali che lo hanno voluto. In Italia pochi hanno notato un fatto rilevante. Il 23 agosto scorso, davanti ai colleghi delle banche centrali, Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, portando le prove del rallentamento dell’economia globale, dopo aver citato la recessione in Germania, le difficoltà della Cina, le tensioni a Hong Kong e il rischio di una hard Brexit, ha parlato della dissoluzione del governo italiano. Perché, mi sono chiesto, con quello che accade in Iran e la guerra dei dazi, il più potente banchiere del mondo parla della crisi del governo italiano?». E come si è risposto?«Mi sono risposto che il caso italiano ha un’influenza notevole nello scacchiere globale con i suoi precari equilibri. La nostra stampa però, sempre ripiegata sui due Mattei, Di Maio e Zingaretti, non se n’è accorta. Ma il mondo non è su Rete4 e su La7». Roberto D’agostino, direttore di Dagospia.
Sbaglierebbe chi dovesse ritenere che il problema del M5s deriva dal carattere dei due ultimi contendenti (Grillo e Conte) o all’assetto da dare al vertice del grillismo morente. Il problema vero è nel senso che non ci sono più i 5 Stelle. Sopravvivono i parlamentari (sempre di meno, se è vero che in tre anni sono andati via in 100 e più) di quella che è stata la più formidabile illusione elettorale del mondo occidentale. Raffaele Marmo. QN.
Che cosa esce fuori della destrutturazione del Pci che risale agli anni 70? Quella che Augusto Del Noce chiama la società opulenta, fondata sui diritti dell’individuo e sul relativismo che tende a diventare nichilismo. La sinistra post-marxista capisce di poter sfruttare il moto distruttivo, volgendolo contro l`identità nazionale e la tradizione, che sono i suoi nemici storici. Negli anni `90, con l’aggiunta dei processi di globalizzazione, è proprio questa sinistra globalista e individualistica a trionfare. A quel punto, però, si pone il problema della pars construens che la sinistra non ha saputo fare. Sono rimaste sole le macerie. Giovanni Orsina, Luiss (Paolo Bracalini), il Giornale.
Nell’attuale apparato di Fratelli d’Italia, per ora, non trova spazio una classe dirigente di riferimento, nonostante nel bel libro, “Io sono Giorgia” la stessa affermi «quanto contino i burocrati e quanto sia importante sapere dove sono nascosti i gangli del potere». Ma verso questo potere, che lei ascolta con genuino interesse, c’è quella ritrosia che rende difficile la creazione di una squadra come quella che anni fa che Francesco Rutelli lanciò con con i 300 manager per Roma. Luigi Bisignani. Il Tempo.
Poi, siccome la fortuna evidentemente era finita, al ladro della Gioconda, Peruggia, tocca di combattere nelle trincee della prima guerra mondiale: a Caporetto finisce prigioniero dagli austriaci. Tornerà in Francia sotto falso nome solo nel dopoguerra: lì lavorò e visse un’esistenza anonima morendo per un infarto, a soli 44 anni, nel giorno del suo compleanno. Sì, la fortuna – ammesso che ne avesse mai avuta – era proprio finita. Maurizio Pilotti, Libertà.
Zurigo. Una fortezza del benessere. Una città teatro in cui lo spettacolo della perfezione va in scena indisturbatamente da secoli per un pubblico di soli ricchi, replicando con successo un’impeccabilità lontanissima dal cuore. Zurigo una capitale mancata, profumata dal vento e prediletta dal destino in cui tutto accade in maniera talmente prevedibile e rassicurante che la morte accidentale di un piccione, schiacciato lungo i binari del tram rappresenta uno scempio: un evento insopportabile che rende necessario chiamare con urgenza gli uomini della nettezza urbana, affinché puliscano subito, rimuovendo in fretta dalla strada la spaventosa presenza di quel cadavere dilaniato: che turba, macchia e rovina l’armoniosa serenità d’intorno. Nicola Lecca (Studi Cattolici).
La scialuppa di salvataggio di un matrimonio è l’adulterio. Roberto Gervaso.