Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2021  luglio 21 Mercoledì calendario


L’ufficio di Agnelli è in vendita

Stellantis e il de profundis per la Fiat. Nessun rimpianto, perché i tempi cambiano e anche le economie e i suoi protagonisti.
Ma è giusto celebrare un semplice Amarcord proprio oggi che sull’edificio-simbolo, quello di via Nizza 250, a Torino, viene issato il cartello: vendesi. Qui avevano gli uffici Gianni Agnelli e poi Sergio Marchionne. Era quindi il quartier generale dei Condottieri.
La storia dell’auto italiana, ma anche della politica e non solo, è stata scritta qui, in una palazzina di 20mila metri quadrati che prese il posto della sede di corso Marconi, perchè più comoda e spaziosa. In un certo senso anche adesso scrive un suo capitolo di storia.
La vendita, decisa da Stellantis, in pratica decreta simbolicamente la fine della Fiat, risucchiata dalla nuova società. Gli ordini non partono più da Torino e quindi la palazzina storica non serve più, i gioielli di famiglia si possono vendere. E quel cartello che annuncia la vendita esplicita che un’era è definitivamente tramontata e nella globalizzazione non c’è posto per la memoria.
La famiglia Elkan-Agnelli ne ha preso atto. Un primo distacco avvenne nel 2014, quando la sede legale della Fiat venne spostata da via Nizza in Olanda in seguito all’acquisto della Chrysler e della nascita di Fca.
Però qui era rimasto l’ufficio di John Elkann, una specie di presidio. Ora ha fatto gli scatoloni e lasciato via libera a Carlos Tavares, il ceo di Stellantis, che vuole incassare, anche se a metterci lo zampino è la Sovrintendenza, che ha vincolato l’edificio, datato 1926.
A Torino rimangono gli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco. Il resto della presenza Fiat bisognerà leggerlo sui libri di storia. Ha scritto lo scrittore polacco Stanislaw Jerzy Lec: «Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi».