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 2021  luglio 21 Mercoledì calendario


I politici vaccinati e quelli no

 In Senato Andrea Marcucci, ex capogruppo del Pd, fa la sua proposta: «Visto che sull’essere vaccinati abbiamo il dovere di dare l’esempio, chiedo un intervento ai questori su quali siano le nuove regole, anche in vista della green card». Mentre Marcucci parla, Ignazio La Russa presiede l’assemblea di Palazzo Madama. Il colonnello di Giorgia Meloni in Senato gli risponde dallo scranno più alto: «Io le dico che sono vaccinato, a caldo la mia idea sarebbe di mettere i non vaccinati nella parte alta dell’emiciclo, con la mascherina e distanziati». E se tutto questo succede nel corso di una seduta parlamentare, dentro e fuori il palazzo si discute su quanti politici risultano essere immunizzati. E su quanti ancora si mostrano dubbiosi. Alcuni procrastinano la decisione di effettuare l’iniezione a data da destinarsi, anche per ammiccare al mondo no vax. 
Gli scettici
Claudio Borghi, euroscettico del leghismo, prende di mira i cronisti che lo incalzano: «Terzo giornalista che chiama per sapere se sono vaccinato. Perché questi eroi la prossima volta che intervistano un Lgbt non gli chiedono se è sieropositivo e se fa profilassi?». Spara ad alzo zero: «Stiamo andando verso una deriva pericolosa, sto vedendo nascere le stesse dinamiche mosse contro gli ebrei». Ma alla fine Borghi si è vaccinato? Risposta inevasa. Gianluigi Paragone, ex grillino, oggi senatore del Misto, è netto: «Non mi vaccino. Ho avuto il Covid, la memoria degli anticorpi non me la dà un atto burocratico». In casa leghista altri indecisi. Come Massimiliano Romeo, capogruppo in Senato. O ancora, Simone Pillon che la mette così: «Mi fa piacere che tutti siate attenti alla mia salute. Mi sono riservato di valutare la cosa assieme al mio medico». Posizione non dissimile per Giovanbattista Fazzolari, senatore meloniano: «Penso che un cittadino non sia tenuto a rendere nota la cartella clinica». 
Nel governo
Poi, certo, ci sono i vaccinati. Il premier Mario Draghi ha completato le due dosi un mese fa. Come del resto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e il titolare dell’Economia Daniele Franco. Mariastella Gelmini ha completato il ciclo con Pfizer la scorsa settimana. Giancarlo Giorgetti ha fatto Moderna. Come il collega di partito Massimo Garavaglia, ministro del Turismo. Mara Carfagna, ministra del Sud, è a metà percorso, farà la seconda dose fra 7 giorni. Marta Cartabia ha preferito il monodose J&J quando era ancora possibile. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, due dosi alla Spezia, dove vive. Vittorio Colao (Innovazione e Transizione digitale) in ossequio alla sua cifra di innovatore ha il green pass sull’app Io. Renato Brunetta (Pubblica amministrazione) è immunizzato e tifa per l’estensione del green pass. Domani in Consiglio dei ministri forse si parlerà dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico. Maggioranza bulgara di sì vax.
I leader politici 
Tra qualche giorno il presidente in pectore dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, farà il richiamo. «Non ho pensato a fare foto, ma se fosse necessario per orientare in questa direzione lo farei». Lo ha fatto Enrico Letta, segretario del Pd, che ha pubblicato sui social un autoscatto davanti a un hub: «Stamani mi sono vaccinato». Anche Peppe Provenzano, classe ‘82, il suo vice, ha mostrato il selfie: «Vaccinarsi è un dovere, bello e giusto da dichiararsi». Beppe Grillo, contattato, ha preferito non esprimersi. In settimana Luigi Di Maio farà la prima dose con Pfizer. Mentre Vito Crimi ha completato il ciclo con Pfizer. Stesso discorso per il vicepresidente azzurro Antonio Tajani: doppia iniezione di Pfizer. Giorgia Meloni, leader di FdI, ha ribadito che «si vaccinerà» ma non lo ha ancora fatto. Attendista. Come Matteo Salvini: «Lo farò nei prossimi giorni». Matteo Renzi punzecchia il leader della Lega e intanto invita gli under 40 a coprirsi. Carlo Calenda è immunizzato e ha invitato la sindaca di Roma, Virginia Raggi che compete con lui alle amministrative, a venire allo scoperto. La senatrice leghista Giulia Bongiorno ha fatto solo una dose: «Perché ho avuto il Covid, ho 6.670 di carica anticorpale, la più alta del Parlamento».