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 2021  giugno 23 Mercoledì calendario


Andrea Muzii, 21 anni, campione di memoria

La sfida sta per iniziare. Andrea Muzii si piega sul computer, curva le spalle, alza i pugni. Per il campione mondiale di gara di memoria ogni partita è un combattimento. Per otto anni ha fatto boxe agonistica, ed è come se si facesse largo nella sua mente a sgomitate. 
Romano, 21 anni, studente in Informatica e management, domenica ha vinto per la quarta volta consecutiva la Memory League, che è la sfida più spettacolare nelle prove mnemoniche, uno contro l’altro, in una manciata di secondi memorizzano decine di numeri, nomi, carte o immagini e li rimettono nello stesso ordine con una precisione che sembra sovrumana, ma che in realtà dimostra quanto potente possa essere il nostro cervello se viene allenato. 
«Le tecniche sono le stesse da millenni, ci sono solo piccoli adattamenti» spiega Andrea. Lui utilizza soprattutto il «palazzo della memoria». «Consiste nel ricordare le informazioni collocandole in luoghi fisici conosciuti, come le case degli amici o dei parenti, ma anche le strade». 
Andrea è formidabile quando deve ricordare sequenze di numeri o immagini, il suo punto debole sono i nomi internazionali. «I numeri, per esempio, vengono convertiti in immagini, attraverso la conversione fonetica. Ogni numero diventa un suono, così costruiamo delle parole e creiamo delle storie». Può sembrare complicato, e certamente lo è, ma diventa quasi un automatismo se ci si applica con dedizione. «Mi preparo in media due ore al giorno. Utilizzo dei programmi al computer che simulano le competizioni». 
Ha iniziato per non avere brutte sorprese a scuola. «Dovevo prepararmi per la maturità, ho letto delle tecniche di memoria. Mi sono appassionato e ho iniziato a fare le prime competizioni». Con gli amici Alessandro de Concini e Vanni De Luca ha messo su dei corsi online e sta preparando una squadra di giovani atleti. «Nei Paesi asiatici si crede molto di più nella formazione dei team, mi piacerebbe che anche da noi si sviluppasse di più». 
Da qualche tempo tiene i capelli lunghi raccolti dietro, così hanno iniziato a soprannominarlo «Samurai». Domenica non ha avuto troppe difficoltà a mettere al tappetto Simon Reinhard, tedesco, 42 anni, un veterano della disciplina. È stato come al solito esuberante, nella concitazione si è pure tagliato il gomito. 
Nella prova dei 50 nomi, Andrea aveva commesso un solo errore. In realtà la parola la ricordava, ma aveva scritto «arruginito» con una sola g. Solo all’ultimo si è accorto del refuso. In chat ha subito ironizzato: «Errore di grammatica in mondovisione». Per vincere nei memory sports serve tecnica e concentrazione. Ma anche cultura personale.