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 2021  giugno 10 Giovedì calendario


INDEBITARSI CON UN TOCCO DI "CLASS" - NO DEI REVISORI AL BILANCIO DI "CLASS EDITORI": CI SONO TROPPE PERDITE, IL PATRIMONIO È NEGATIVO E IL GRUPPO STA IN PIEDI SOLO GRAZIE ALLE BANCHE FINANZIATRICI - BAGNO DI SANGUE PER LA SOCIETA' A CUI FANNO CAPO "MILANO FINANZA", "PMF NEWS" E "RADIO CLASSICA": PERSO UN QUINTO DEI RICAVI, ROSSO DI 20 MILIONI E DEBITI FINANZIARI A 78 - NEL 2020 " CLASS EDITORI" NON HA SALDATO LE RATE DEI PRESTITI BANCARI E MANTIENE A BILANCIO I VALORI DELLE TESTATE E DEGLI AVVIAMENTI SENZA SVALUTARLI… -

Sopravvive sul filo del rasoio ormai da anni, con perdite che si cumulano implacabili e debiti che non accennano a rientrare. Ma questa volta i revisori contabili hanno detto basta. Il bilancio 2020 di Class editori, lo storico gruppo quotato attivo nell’editoria finanziaria e noto soprattutto per i marchi Mf/MilanoFinanza, non ha ricevuto l’ok dalla società di revisione Bdo. Bilancio bocciato data “l’impossibilità di esprimere un giudizio per i troppi elementi di incertezza”.

La frase canonica con cui i revisori respingono al mittente i bilanci. Il 2020 è stato un altro anno critico per il gruppo. Ha perso un quinto dei ricavi scesi a poco meno di 65 milioni contro gli 80 milioni del 2019. E da lì in poi i conti sono stati una slavina. Margine lordo di soli 500mila euro, utile operativo in rosso per 14 milioni e una perdita netta per 20,3 milioni.

Ogni 100 euro incassati, 30 si trasformano in una perdita secca. Non solo ma il patrimonio netto si è dissolto, sceso in negativo per 9,9 milioni e il solo debito netto finanziario pesa per 95 milioni, che scendono a 78 milioni solo in virtù dei principi contabili Ifrs. Un bagno di sangue che vede molte delle testate del gruppo in rosso. Da Mf che perde 1,1 milioni all’agenzia Pmf News in perdita per 2,7 milioni.

La divisione pubblicità è in rosso per 2 milioni e persino Radio Classica pesa sui conti in negativo per 1,3 milioni. Neanche l’ingresso in Class avvenuto pochi anni fa del Gambero Rosso di Paolo Cuccia, oggi secondo azionista di Class dopo il primo azionista e fondatore Paolo Panerai, ha portato a una svolta. Le attività connesse al marchio del gusto hanno segnato un rosso per 1,77 milioni nel 2020. Il resto a portare il bilancio in negativo per 20 milioni l’hanno fatto gli ammortamenti per oltre 12 milioni.

Per Class, che inanella perdite costantemente, tanto da cumulare oltre 100 milioni di passivo negli ultimi sette anni, il no secco dei revisori è dovuto soprattutto al fatto che nel 2020 il gruppo non ha saldato rate di prestiti bancari. Certo i vertici del gruppo hanno rassicurato spiegando che sono in corso contatti con le banche per trovare un accordo su una moratoria. Accordo che probabilmente si troverà, non tanto per l’affidabilità del debitore, quanto per la forza implicita che esprime un editore, anche se piccolo, che si occupa di poteri finanziari.

Non è la prima volta che Class ha a che fare con le banche finanziatrici per ristrutturare i debiti. Il debito con gli istituti rimane lì inalterato da anni. Rinnovato ogni volta, anche quando (ed è una costante) i flussi di cassa e i margini risicati non consentirebbero tale esposizione finanziaria.

Ma i revisori puntano il dito anche sul fatto che Class mantiene a bilancio i valori delle testate e degli avviamenti senza svalutarli, nonostante il pessimo andamento di ricavi e la collezione delle perdite. Il gruppo ha a bilancio testate e marchi per un valore complessivo di 64 milioni tra valore e avviamento.

Di fatto quasi un terzo dell’attivo è fatto da valori che visto l’andamento economico degli ultimi anni forse andrebbero riportati a valori più attinenti alla realtà. Alla fine, dopo aver bruciato tutti gli aumenti di capitale degli ultimi anni e con un capitale netto negativo per quasi 10 milioni, Class sta in piedi solo grazie ai finanziamenti bancari. Fosse un’azienda normale forse gli istituti di credito avrebbe già staccato la spina. Non per l’editore di MF/ Milano finanza. Potenza dell’influenza della stampa finanziaria.