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 2021  aprile 07 Mercoledì calendario


Huber, il capo della Gestapo diventato spia dell’Occidente

La giustizia non ha mai bussato alla sua porta. Nonostante la sua responsabilità come generale delle SS dislocato a Vienna dal 1938 in sostegno all’operazione di Adolf Eichmann in Austria, nonostante il suo ruolo di responsabile del cosiddetto “Ufficio centrale per l’emigrazione ebraica” che si occupava della deportazione degli ebrei austriaci, Franz Josef Huber non ha mai subito alcun processo. È morto nel 1975 nella sua città d’origine, Monaco, accanto alla sua famiglia, senza mai aver cambiato nome. Come è potuto accadere?
A rivelare la sua storia sono centinaia di documenti declassificati usciti dagli archivi del Bnd, i servizi segreti esterni della Repubblica federale tedesca, oggetto di un documentario andato in onda ieri su la tv pubblica «Ard». Dopo una comparizione al processo di Norimberga nel 1948 come testimone (non come accusato), in cui sostiene di non avere mai saputo nulla dei campi di sterminio, Huber entra nell’ombra.
Nel 1955 viene arruolato dai servizi segreti esterni della Repubblica federale dove rimarrà in servizio fino al 1967. La sua vera identità come ex nazista era nota non solo ai suoi diretti datori di lavoro, ma in primis ai servizi statunitensi, riportano documenti datati ancora prima del suo «arruolamento» ufficiale. «Pur non essendo ignari dei pericoli che comporta mettere in gioco un generale della Gestapo» afferma un appunto della Cia del 1953 ripreso dal New York Times «crediamo, in base alle informazioni in nostro possesso, che Huber potrebbe essere usato in maniera proficua da questa organizzazione». Del resto «il contesto storico è che in un periodo di nascente “Guerra fredda” naturalmente si cercavano prima di tutto persone di provata fede anticomunista e purtroppo li si cercava e trovava troppo spesso tra gli ex nazionalsocialisti» racconta lo storico del Bnd, Bodo Hechelhammer. L’11 aprile ricorre il 60 esimo anniversario del processo ad Eichmann a Gerusalemme, un processo per cui il comandante delle SS ha ricevuto la pena capitale in Israele. Qualche giorno fa è morto l’ultimo testimone oculare del processo ad Eichmann Mordechai Ansbacher. Ma la storia non sembra finita qui. —