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 2021  aprile 07 Mercoledì calendario


Niente soldi pubblici agli aeroclub perché inquinano. Lo ha deciso la sindaca di un comune francese

«I soldi pubblici non devono più finanziare le attività basate sul consumo di risorse non rinnovabili». Così, durante un consiglio comunale, Léonore Moncond’huy, sindaca di Poitiers, ha giustificato la sua decisione di sospendere i fondi municipali concessi ai due aeroclub, che esistono (uno dal lontano 1924) nella sua città. Plausibile, visto che Moncond’huy è un’esponente del partito dei Verdi (Europe Ecologie Les Verts, Eelv), che, alle elezioni comunali dell’anno scorso, ha conquistato il potere in una lunga serie di centri francesi. Peccato, però, che la sindaca abbia voluto giustificarsi: «È triste, ma oggi l’aviazione non deve più far parte dei sogni dei bambini». Da grande vuoi fare il pilota? No, per carità.Ecco, quelle parole hanno scatenato un putiferio, tanto più che il video ha iniziato a girare sui social. E nel Paese dai 650 aeroclub associativi e dove mezzo milione di persone lavorano nell’industria aeronautica (il colosso Airbus e i suoi fornitori, oggi in difficoltà per il Covid), la rivolta è stata politicamente trasversale. Jean-Baptiste Djebbari, ministro dei Trasporti ed ex pilota di linea (un macronista di ferro), ha postato un tweet ricordando le parole di Antoine de Saint-Exupéry, aviatore celeberrimo e autore de «Il piccolo principe»: «Fai della tua vita un sogno e di un sogno, una realtà». Aggiungendo: «Lontano da queste elucubrazioni autoritarie e moribonde». Marc Fesneau, ministro dei rapporti con il Parlamento, ha puntato il dito sulla propensione «a dire come si deve pensare, quello che si deve amare, ciò che può emozionarci o farci sognare».Sintetico (ma lapidario) il tweet di Jean-Luc Mélenchon, leader della gauche radicale: «Ciao Poitiers! I sogni sono sempre liberi. Firmato, Icaro». Mentre Marine Le Pen, la zarina dell’estrema destra, ha reagito così: «Proibire, punire, frenare l’innovazione, distruggere le filiere d’eccellenza industriale come il nucleare e l’aeronautica, prendersela con i sogni dei bambini: ecco il vero volto di questi Verdi». Per dovere di cronaca va detto che l’accenno della sindaca era una risposta a una consigliera comunale (macronista), che le ricordava il coinvolgimento degli aeroclub di Poitiers nel progetto «Reves de gosses» («Sogni di bimbi»), che fa vivere a dei disabili l’ebbrezza di un volo su un piccolo aereo. Per questo i colleghi di partito della Moncond’huy parlano di strumentalizzazione e di un pretesto per dare contro a una forza politica in ascesa.Dati per finiti, i Verdi conquistarono a sorpresa il 13% dei consensi alle europee del 2019. E l’anno scorso hanno vinto nelle principali città del Paese (e a Parigi la socialista Anne Hidalgo ha avuto bisogno del loro appoggio per essere confermata sindaca). Uno dei loro leader, Yannick Jadot, potrebbe vincere le presidenziali dell’anno prossimo. Ma da qualche mese passano da una gaffe all’altra. Ha iniziato Grégory Doucet, sindaco di Lione, che ha definito «inquinante e maschilista» il Tour de France. Poi, il primo cittadino di Bordeaux, Pierre Hurmic, ha rifiutato d’installare il solito albero di Natale gigante in piazza, giustificandosi che «è solo un albero morto». Quanto a Jeanne Barseghian, alla guida di Strasburgo, ha appena approvato un contributo pubblico di 2,5 milioni per la nuova moschea, costruita da un’associazione vicina a Erdogan e tacciata di derive islamiste. E adesso gli aeroclub e il «furto» dei sogni ai bambini. Le polemiche non finiscono mai. —