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 2021  febbraio 23 Martedì calendario


I daft Punk si separano

PARIGI In uno dei momenti più assurdi (e tutto sommato riusciti) della loro carriera durata 28 anni, nel 2019 Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo hanno visto un medley dei loro pezzi – One More Time, Get Lucky, Harder Better Faster Stronger – essere suonato dalla banda militare francese alla parata del 14 luglio, in place de la Concorde a Parigi, davanti a un Donald Trump esterrefatto e a un Emmanuel Macron invece entusiasta. Una specie di consacrazione in patria e in vita per il duo elettronico più celebre del Pianeta, che ieri ha annunciato lo scioglimento.
I fan speravano di vedere i Daft Punk sul palco l’8 febbraio scorso, nell’intervallo del Super Bowl durante l’esibizione di The Weeknd, con il quale avevano collaborato nel 2016 per il singolo Starboy e due anni fa per l’omaggio a Michael Jackson I Feel It Coming. Non solo l’attesa è andata delusa, ma ieri sul loro canale YouTube è apparso un video di quasi otto minuti dall’eloquente titolo «Epilogue». Nessuna nuova immagine ma un estratto del film del 2006 Electroma e un’ultimo fotogramma con la scritta definitiva 1993 – 2021. L’addetta stampa Kathryn Frazier ha confermato alla rivista americana Pitchfork la fine artistica dei Daft Punk, senza fornire spiegazioni sulle cause.
Campioni della French Touch, vincitori di cinque Grammy Award nel 2014 con la hit globale Get Lucky firmata assieme a Nile Rodgers e a Pharrell Williams, i due Daft Punk si sono incontrati al liceo a Parigi e hanno formato il primo gruppo – Darlin’— assieme a Laurent Brancowitz futuro chitarrista dei Phoenix. Dopo la nascita dei Daft Punk nel 1993 e le prime esibizioni, Thomas e Guy-Manuel hanno smesso di mostrare i volti in pubblico per indossare caschi diventati irrinunciabili. «Sono diventati una sorta di micro-mitologia, una costruzione divertente – hanno detto durante una delle rare interviste, nel 2007 al Matin di Ginevra —. Una scelta personale e artistica che ci ha permesso di conservare la nostra anima infantile. Questa immagine fa sognare il pubblico più di quanto farebbero i nostri volti, è un culto del progetto artistico senza culto della personalità».
Nei giorni dell’epilogo, chi volesse ripartire dall’inizio o quasi dell’avventura Daft Punk può ascoltare su YouTube le quasi tre ore di registrazione del loro set del 18 novembre 1995 al Privé di Avignone, grazie ai nastri ritrovati – un mese fa, in fondo a uno scatolone – dal figlio del proprietario del locale.