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 2021  gennaio 07 Giovedì calendario

Occupazione preferita dei canadesi durante il lockdown? Farsi le canne d’erba

In Canada, durante il lockdown, sono stati molti a tentare di calmare l’angoscia da pandemia facendo uso di cannabis, che nel Paese è legale da un paio d’anni. Tanto che le vendite sono cresciute del 118% nel 2020. Pascal, un operaio edile rimasto senza lavoro a causa della chiusura dei cantieri, ha ammesso di aver acquistato qualche grammo di «pot», come i canadesi chiamano la cannabis, per riuscire a rilassarsi, a dormire, e a avere illusione di non vivere la crisi. Ha speso al’incirca 80 euro (125 dollari canadesi) per qualche grammo, sufficiente per qualche giorno.I consumatori si sono rivolti principalmente ai siti internet. Ontario cannabis Store, che ha il monopolio delle vendite online in questa provincia che rappresenta il più grosso mercato della cannabis in Canada, ha registrato il 3 aprile il record di ordini: 14 mila. Di solito, viaggia intorno a 2 mila ordini al giorno. Tra marzo e aprile 2020 gli acquisti di cannabis e altri prodotti derivati dalla marijuana hanno registrato un’impennata del 600%. Nel secondo trimestre 2020 le vendite, in valore, hanno raggiunto il record di 120 milioni di dollari, contro i 566 milioni dello spesso periodo 2019, secondo i dati forniti dalla società del Québec per la cannabis, unica impresa, sotto controllo pubblico, abiliatata a vendere la cannabis in questa provincia del Paese. Su scala nazionale le vendite avrebbero raggiunto 2.600 milioni di dollari canadesi (1,66 miliardi di euro) contro i 1.190 milioni relativi all’anno precedente, in crescita del 118% in un anno secondo Statistics Canada, l’agenzia statistica governativa.
Il mercato nero, che prima della pandemia rappresentava l’80%, è apparso meno sicuro ai consumatori rispetto al commercio legale. È una buona notizia per le finanze pubbliche viste le tasse imposte dalle signole province. Intanto, l’aumento del consumo preoccupa il centro per le dipendenze.