Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2020  novembre 28 Sabato calendario


Biografia di Guido Longo

Il nuovo commissario che dovrà gestire la sanità della Calabria, che da lunedì esce dalla fascia rossa per entrare in quella arancione, è Guido Longo, 67 anni, ex prefetto in pensione da due anni. «Un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità», scrive il presidente del consiglio Giuseppe Conte. «Ho accettato – risponde lui – come atto d’amore verso la Calabria, la regione in cui mi sono formato professionalmente. Il mio è anche un dovere istituzionale verso il governo, che mi ha scelto e che ringrazio».
Catanese, sigaro sempre in bocca, Longo ha aperto e chiuso la sua carriera proprio in Calabria, dalla prima nomina nella mobile di Reggio al ruolo di prefetto a Vibo Valentia. Il suo è un nome conosciuto nella lotta alla criminalità organizzata. Ma ancora di più il suo soprannome – Ghostbuster, acchiappafantasmi – per il lungo elenco di latitanti arrestati che ha nel curriculum. Era il numero due della mobile di Palermo quando catturò Salvatore Madonia, l’assassino di Libero Grassi. Era il numero uno della Dia di Napoli quando strinse le manette ai polsi di Angelo Nuvoletta, il mandante dell’omicidio di Giancarlo Siani. Fu sempre lui, alla guida del gruppo Yanez, a restare tutta la notte in una villetta di Casal di Principe alla ricerca di Francesco Schiavone, detto Sandokan, fino a quando il boss venne fuori dal suo bunker sotterraneo. E toccò sempre a lui, da questore di Palermo, vietare per motivi di ordine pubblico i funerali di un altro boss, Bernardo Provenzano. Un nome al di sopra di ogni sospetto, insomma. Anche se qualche polemica ci fu nel periodo in cui era stato consulente della commissione parlamentare sul caso Telekom Serbia.
La sua nomina arriva dopo l’uscita di scena per il ruolo di commissario di Agostino Miozzo, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid. Il governo non ha accettato le sue richieste e in particolare quella di essere richiamato in servizio effettivo dalla pensione, assieme a quella di avere una squadra di «almeno 25 persone». Era tornato in lizza anche il nome di Narciso Mostarda, direttore di una Asl romana, non gradito però al Movimento 5 Stelle per il suo passato da assessore del Pd al Comune di Frosinone. Ed era circolata anche l’ipotesi Rosy Bindi, che nel suo lungo curriculum ha anche i ruoli di ministro della Sanità e di presidente della commissione Antimafia. Ma alla fine il governo ha preferito un nome più neutro, comunque non politico.
I compiti del nuovo commissario sono in tutto 26. Vanno dalla riorganizzazione della rete ospedaliera alla razionalizzazione della spesa sanitaria, dalla definizione dei tetti per i contratti con i privati, alla «completa implementazione dei flussi informativi in termini di completezza e qualità». Visti i sospetti sui dati «addomesticati» trasmessi dalla Calabria sul Covid, Ghostbuster serve anche qui.