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 2020  novembre 21 Sabato calendario


Kimberly Ng, la prima general manger del baseball Usa

La passione per il baseball cominciò per lei prestissimo, quando ancora ragazzina giocava per strada davanti a casa sua insieme al padre. Kimberly Ng (pronuncia: Ang) era la più grande di cinque sorelle, e ancora sperava di seguire il cammino del padre e della madre ed entrare in finanza o in politica. Mai avrebbe pensato, allora, teenager negli Anni Settanta, che nel 2020 sarebbe diventata la manager di una squadra di baseball. Mai avrebbe sognato che sarebbe stata lei la prima donna a ricoprire questa posizione, e anche il primo manager di origini asiatiche in un settore ancora a schiacciante maggioranza maschio e bianco, nonostante poi sul campo i giocatori siano nel 40% esponenti di minoranze.
EX YANKEES
Kimberly Ng, più nota come Kim, è stata scelta per guidare i Miami Marlins, da quel Derek Jeter che l’aveva conosciuta quando lei lavorava come assistente manager degli Yankees alla fine degli anni Novanta. Jeter era allora lo short-stop della quadra di New York, ma oggi, insieme a Bruce Sherman, è proprietario dei Marlins, e nel suo lavoro per migliorare le prestazioni della squadra, ha ripensato a quella giovane che nel corso dei decenni si è fatta un nome, ha ottenuto ammirazione e rispetto ma non aveva ancora ottenuto una carica dirigenziale. In un mondo che conta un numero crescente di donne in posizione di leadership, la nomina di Kim Ng rimane comunque storica, una rottura col passato, e la squadra ha atteso con una certa trepidazione la risposta del pubblico. Ma sui social sono solo venute congratulazioni, e un tweet di buon augurio di un fan ha entusiasmato i Marlins: «You cannot spell ring without ng», «Non puoi scrivere ring senza la ng», un riferimento al «championship ring», l’anello del campionato che viene donato ai membri della squadra vincitrice.

STAGISTA AI WHITE SOX
Kim Ng ha cominciato la sua carriera nel baseball mentre era ancora all’università. Nata in Indiana, cresciuta a New York, ha fatto l’università a Chicago, nella cui squadra di softball è stata per quattro anni di fila nominata Mvp. Pur laureatasi in Scienze Politiche, subito dopo l’università ha chiesto e ottenuto di essere presa come stagista dai White Sox, che l’assunsero a tempo pieno l’anno seguente come analista dei progetti speciali, e poi come vice direttrice delle operazioni di baseball. E da lì è cominciata una carriera sempre più brillante. Tre anni come Assistant General Manager degli Yankees, a 29 anni la più giovane d’America, poi vicepresidente e Assistant General Manager dei Dodgers di Los Angeles, per atterrare infine nell’ufficio del Commissioner della Mlb come senior vice president. Nel corso di questi anni, Ng è stata candidata alla carica di manager di quattro altre squadre, i Seattle Mariners, i San Diego Padres, gli Anaheim Angels, e i San Francisco Giants, ma nessuno dei colloqui di lavoro si è risolto con una assunzione. All’inizio dell’anno, prima ancora che scoppiasse la pandemia, Kim Ng era stata intervistata dal canale tv canadese SportsNet, e le era stato chiesto se il baseball fosse pronto per una donna Gm, la sua risposta era stata ottimista: «Dovrebbe esserlo! Vediamo donne leader nel mondo, segretarie di Stato, dirigenti di industria. Non c’è ragione per cui non ci possa essere una donna general manager. Ma credo che ci vorrà un proprietario coraggioso che crede nella parità fra uomo e donna».