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 2020  novembre 21 Sabato calendario


Il corpo di Giovanna Mezzogiorno è cambiato

La voce di Giovanna Mezzogiorno arriva da Torino, zona rossa: «Esco soltanto per comprare i generi di prima necessità», spiega l’attrice che vive nel capoluogo piemontese da quando ha sposato il macchinista cinematografico Alessio Fugolo e avuto i gemelli Leone e Zeno, 9 anni. I bambini sono andati a scuola e Giovanna racconta la sua vita, il suo lavoro, i progetti. A 46 anni rimane una delle attrici italiane più complete e internazionali, con una carriera a cavallo tra successi come L’ultimo bacio, il grande teatro di Peter Brook e film diretti da maestri come Wim Wenders, Marco Bellocchio, Gianni Amelio, Ferzan Ozpetek. Dopo una parentesi dedicata a fare la mamma, Giovanna è tornata al cinema e ogni sua interpretazione diventa preziosa: come Lisa, la matura donna borghese che seduce il figlio diciottenne dell’amica Valeria Bruni Tedeschi nel film di Leonardo Guerra Seràgnoli Gli indifferenti, dal capolavoro di Alberto Moravia e on demand dal 24 novembre. Non mancano le scene di sesso (con il giovanissimo attore Vincenzo Crea) in cui Giovanna-Lisa si mostra nuda senza complessi.
È stato imbarazzante?
«Beh, è stata un’impresa complessa. Soprattutto alla mia età: sai che poi, andando avanti negli anni, dovrai smettere con quel tipo di scene».
Si sente molto cambiata ora che ha superato i 40?
«Sì. È diversa la mia vita, la mia recitazione si è evoluta, il mio corpo non è più lo stesso di un tempo».
E questo le fa paura?
«No! La maternità mi ha migliorata. Oggi accetto il passare degli anni con benevolenza, senza un filo di angoscia».
Non avrebbe voglia di tornare ai 25-30?
«Proprio no. All’epoca ero troppo ragazzina. Oggi mi sento più matura e pronta ad interpretare anche ruoli piccoli ma destinati a lasciare il segno».
Cosa l’ha spinta a girare Gli indifferenti?
«È un film importante, interpretato da un grande cast. Parla di personaggi negativi, impegnati a crogiolarsi nell’apparente benessere, ma sono dei poveracci. Peccato che il regista abbia tagliato molto la mia parte».
Le è dispiaciuto?
«Sì, non me l’aveva detto. Sono saltate due scene forti: una che avevo girato con Edoardo Pesce e l’altra con il mio giovanissimo amante. Ma è stata una scelta del regista e non posso controbattere».
Eppure con Bellocchio, sul set di Vincere, gli scontri non sono mancati.
«È vero. Considero quel film una mia vittoria personale proprio perché è stato faticosissimo. Marco è un regista difficile, però l’ho spuntata io. Un attore deve battersi per far valere i propri principi e i propri diritti».
È giusto applicare le quote rosa anche al cinema?
«Assolutamente sì. Ma dalla parità siamo ancora lontani».
È mai stata pagata meno di un suo partner maschio?
«Certo! Servirà tempo per correggere lo squilibrio».
Che tipo di ruoli ama interpretare oggi?
«Mi chiamano per fare dei personaggi terribilmente drammatici, ma ho una gran voglia di interpretare una commedia. Sogno di lavorare con Carlo Verdone».
Pentita di aver messo in pausa la carriera per i figli?
«Nemmeno per un minuto. I bambini sono nati prematuri e andavano seguiti. Non ho avuto tate, nonne o altri aiuti. Per tre anni non ho lavorato, ora ho ripreso ma giro solo uno, due film all’anno. Sono stata felicissima di fare Tornare di Cristina Comencini e Lacci di Daniele Luchetti».
Come vive l’attuale crisi dello spettacolo?
«Sono preoccupata dalla pandemia come tutti, faccio un tampone dietro l’altro. Ho rifiutato di girare un film che poi si è interrotto perché c’erano una cinquantina di positivi... Mi spiace per il teatro che oggi è fuori gioco».
Prima o poi passerà alla regia?
«Certo, e porterò sul set l’ultimo progetto di mio padre Vittorio (scomparso prematuramente nel 1994, ndr). Me lo rigiro tra le mani da anni ma ora mi sento pronta».
Che immagine pensa di dare agli altri?
«Molti registi sono spaventati da me, mi considerano un’attrice troppo seria. Ma io sono aperta e disponibile. E ho tanta voglia di leggerezza».