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 2020  ottobre 17 Sabato calendario


Dove e come nasce un profumo

Rosa centifolia, gelsomino sambac, ylang-ylangcon sentori di tuberosa di Grasse. Ed ancora: le note calde di cedro e legno di cashmere che si fondono con dei sentori speziati; l’aroma di fiori di zagara di Sicilia che si miscela con legni pregiati akigalawood e patchouli. Sono queste le tendenze dei profumi autunno inverno di questo 2020 che i più importanti brand di settore hanno da poco immesso sul mercato. Una piramide olfattiva completamente nuova: dove sentori, aromi e fragranze dei profumi sono sempre più capaci di sedurre il consumatore in cerca di novità, disposto a spendere cifre considerevoli pur di impadronirsi di quelle sensazioni che solo un profumo può trasmettere. Ma chi c’è dietro queste fragranze che fino a qualche anno fa era impensabile realizzare? Il naso: nomen omen... è proprio il caso di dirlo. Lo scopritore, il creatore, l’assemblatore di essenze che solo la sua sensibilità ed inventiva riescono a trasformare queste in profumi e fragranze, alcune di queste conosciute da anni nel mondo. Nasi si nasce, ma molto si diventa attraverso accademie e scuole specializzate: per uscirne ed essere accaparrati dai grandi nomi della profumeria mondiale.
Famosissima in Italia la scuola di formazione Mouillettes & Co, vicino a Novara, in cui vengono offerti corsi didattici su più livelli. Poi l’eccellenza assoluta, la parigina Cinquième Sens, creata nel 1976 dalla maestra profumiera Monique Schlienger, in cui si sviluppano le proprie conoscenze olfattive attraverso laboratori interattivi. Infine a Grasse, cuore pulsante del profumo nel cuore della Provenza, il Grasse Institute of Perfumery ogni anno organizza corsi, stage e workshop anche di una sola settimana per aspiranti profumieri. Per poi diventare come Jean Paul Guerlain, uno dei nasi più famosi, rispettati e prolifici al mondo; o l’inglese Rojoa Dove; il francese Chistroph Laudamiel co-creatore delle 10 principali fragranze impiegate dalle aziende produttrici più famose; a Laura Bosetti Tonatto famosissima creatrice di essenze e mélange. «La figura del profumiere in un mondo sempre più orientato al 4.0 è quella di un artista in grado di riuscire a rendere tangibile un’emozione e dare rappresentazione olfattiva delle più svariate sensazioni rendendole immagini concrete: come un pittore davanti alla tavolozza di colori o un compositore di fronte ad uno spartito bianco, il profumiere ha la possibilità di creare infiniti accordi olfattivi andando a miscelare e unire tra di loro le diverse materie prime, dal mondo della frutta passando all’universo dei fiori per arrivare delicatamente a legni e spezie che profumano di mondi lontani», dice a Il Giornale Fabio Rossello, amministratore delegato dell’Azienda Paglieri, il cui talco con l’impiego della felce Azzurra è entrato da diverse generazioni nelle case degli italiani. I grandi brand chiedono sempre di più nuove fragranze: che fanno moda, tendenza nelle diverse età e sia per donna che per uomo. Un fiore all’occhiello del made in Italy nella profumeria è l’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella a Firenze, nota in tutto il mondo, anche per essere inserita in uno scrigno d’arte rinascimentale, dove da oltre 400 anni prendono vita profumi, essenze, creme, balsami unici al mondo per una clientela che ama bellezza e qualità.
«La preparazione e la maturazione sono le fasi più importanti nella produzione di un profumo. Seguendo scrupolosamente la formulazione, le essenze vengono miscelate con alcol ed acqua in un mescolatore. Il profumo ottenuto ricorda Eugenio Alphandery al timone dell’azienda – attraverso dei condotti arriva nei recipienti di stoccaggio, dove rimane per un mese sotto azoto, a temperatura controllata. Questo è il tempo necessario per permettere al profumo di affinarsi e stabilizzarsi esplicando al massimo le sue note olfattive».
Trascorso un mese di maturazione, il profumo passa all’inflaconatrice, dove personale qualificato opera un’azione di controllo sull’intero processo. Ogni bottiglia viene tappata, sigillata e confezionata manualmente. Così come l’Acqua di Parma, altro fiore all’occhiello tutto italiano in questo settore: le diverse linee di produzione quali le Fragranze, le Nobili, Blu Mediterraneo, Signatures of the sun hanno nomi ed essenze ricche di fascino e seduzione come «cipresso di Toscana», «mirto di Panarea», «fico di Amalfi», ma anche Rosa, Peonia e Magnolia tutte «nobili». Profumi da sogno dove il lusso e le essenze si fondo sulla fragranza della seduzione.
Infine il packaging: ha il suo ruolo fondamentale, incide non poco sul prezzo della confezione, deve sempre essere accattivante colpendo il cliente Al giorno d’oggi, in un mercato saturo di offerta, il packaging di un prodotto influenza significativamente la propensione all’acquisto dei consumatori, ed è spesso il fattore determinante che spinge alla scelta di una determinata marca a discapito di un’altra. Il packaging rappresenta il vero e proprio biglietto da visita di un prodotto, soprattutto in un mercato altamente concorrenziale come quello delle linee cosmetiche e dei profumi, realizzati con materiali di alta qualità e dal design estremamente curato.