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 2020  settembre 16 Mercoledì calendario


Come voteremo ai tempi del Covid

Per votare domenica o lunedì prossimi serviranno tre cose: la tessera elettorale, un documento di riconoscimento e la mascherina. Senza una protezione di naso e bocca non si potrà entrare nei seggi. Se non saranno obbligatori i guanti bisognerà fare di tutto per evitare assembramenti rispettando la distanza minima di un metro in particolare verso i membri del seggio. Gli anziani (e le donne in stato interessante) avranno il diritto a superare ogni attesa. Ma proprio per evitare file il governo ha deciso di prolungare per un tempo lunghissimo (dalle 7 di domenica alle 15 di lunedì ad eccezione della notte) l’orario di apertura dei seggi.
Votare comunque sarà facilissimo e rapido e dunque sarebbe sbagliato spaventarsi e rinunciare al diritto di voto a prescindere perché una cosa è sicura: i seggi saranno meno frequentati di un supermercato qualsiasi.
Innanzitutto per cosa si vota? In tutt’Italia per il referendum sul taglio dei parlamentari. In sette regioni per le Regionali, in alcune centinaia di Comuni per il sindaco e poi in due collegi senatoriali, uno in Sardegna e l’altro nel Veneto, per eleggere due senatori nei collegi uninominali.
STOP ALLA PAURA
Come detto la novità vera di questa tornata elettorale sono le mascherine e la distanza di un metro che in Toscana è stata ampliata a due metri.
Le mani dovranno essere igienizzate più volte, utilizzando il gel che sarà messo a disposizione in tutte le sezioni elettorali: all’ingresso, prima di ricevere la scheda (o le schede) e la matita e magari anche dopo il voto.
Non sarà misurata la temperatura: la responsabilità a non presentarsi in sezione, se si avverte qualche linea di febbre è affidata al singolo elettore. Ma come detto l’accesso dall’esterno alle sezioni elettorali sarà organizzato, anche con l’aiuto del volontariato, in modo da evitare l’affollamento di troppe persone all’interno dei locali e il rispetto delle distanze. Nei locali e sulle superfici di contatto, ovvero tavoli e cabine, saranno previste periodiche operazioni di pulizia e igienizzazione. 
Un’altra novità di rilievo è quello del voto a domicilio che sarà riservato a chi si trova in quarantena (perché positivo) o in isolamento fiduciario perché entrato in contatto con un malato o rientrato dall’estero da Paesi a rischio. 
Quanti sono in isolamento e non potranno necessariamente recarsi ai seggi, per votare a domicilio hanno dovuto mandare, anche per via telematica, come previsto dalle norme nazionali, una richiesta al sindaco accompagnata da un certificato dell’Asl.
 
LA RACCOLTA
Le operazioni di raccolta del voto a domicilio sono effettuate dai componenti di un seggio speciale. Qualora i Comuni non riescano a trovare il personale necessario, la norma nazionale prevede che possa essere composto da medici o infermieri reperiti tra il personale delle Unità speciali di continuità assistenziale della Asl, più note come Usca, o da volontari.
Tutte le Regioni si sono già attivate per reperire eventualmente personale specializzato. Sarà cura di questi scrutatori speciali raccogliere il voto a casa e consegnare poi le schede, raccolte in una busta apposita, al presidente della sezione elettorale a cui saranno accorpati.
Il voto a domicilio, poiché le sezioni speciali faranno capo a quelle ospedaliere, potrà essere garantito per le Regionali e il referendum ma non per tutti i Comuni al voto, se non sede di ospedale. Lo prevede anche stavolta la normativa nazionale.
Dopo ogni votazione domiciliare visiere ed occhiali indossati dal personale di seggio dovranno essere sanificati. All’elettore, se sprovvisto, sarà fornita mascherina chirurgica. Seggi speciali saranno istituiti anche presso le Rsa con l’obiettivo di ridurre i rischi di esposizione al Covid degli anziani.