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 2020  settembre 15 Martedì calendario


QQAN60 Il sesso fra animali

QQAN60

Fanno regali alla partner per sedurla, le offrono la cena per penetrarla, la leccano per ammansirla, la lasciano perché hanno altre da conquistare: che animali. Come noi, dell’umana specie. Ce lo racconta Vincenzo Venuto ne Il gorilla ce l’ha piccolo, saggio di etologia spinta e sesso pure. Sì, perché “l’evoluzione non seleziona solo i più adatti a sopravvivere, ma soprattutto i più adatti a riprodursi”: dai batteri alle balene, il sesso muove il mondo.
Il bestiario parte dal poco dotato gorilla: due metri per 180 chili e appena tre centimetri di pene. In erezione. D’altronde, di lunghezza non ha bisogno: è l’unico maschio del gruppo; non si pone problemi di rivali. Il parente scimpanzé fa sesso, invece, cento volte più di lui, ha i testicoli sedici volte più grandi di lui e vive di “competizione spermatica”. Il parente uomo sta più o meno a metà tra i due; non è così promiscuo, ma vanta un pene tra i più grandi del regno animale: “Questo ci dice che nelle donne il piacere è molto importante”. Sono infatti le femmine ad averne determinato le dimensioni – grazie alle scelte evolutive dei partner –, condannando invece all’estinzione il baculum, l’ossicino interno che manteneva costante l’erezione. Anche le “colleghe” di altre specie sono molto esigenti quando scelgono un compagno: alcune preferiscono la forza bruta (cervo); altre la bellezza (pavone e vedova gigante); altre la grandezza (la chela del granchio Uca); altre ancora l’arte (i nidi floreali degli uccelli giardinieri o gli spettacolini della paradisea superba); altre infine la prestanza (le vibrazioni acquatiche del coccodrillo).
Sono le femmine a guidare l’evoluzione, o a decretare l’ estinzione: infatuandosi di dettagli bizzarri o ingombranti del partner, possono portare la specie alla sparizione. È il caso dei magaloceri, cervi dalle corna enormi – adorate dalle cerve, ma faticosissime da portare – scomparsi 10mila anni fa. Cornuti e mazziati. La monogamia è una bestia rara, in natura, e interessa le specie in cui i maschi e le femmine sono (quasi) indistinguibili: i pappagalli, ad esempio, vivono amori lunghi e stabili, cantano insieme e si regalano preliminari e coccole durante l’amplesso, che dura fino a un’ora. Molto affettuosi sono i cavalli, anche per non rischiare un calcio sul muso dalle rispettive puledre, a cui leccano le zampe e la schiena per rabbonirle. I pipistrelli si concedono vicendevolmente lunghe sessioni di sesso orale, mentre i coccodrilli si strofinano il muso e si spalmano d’olio l’un l’altra; alla fine, però, a crescere i figli ci pensano le mamme single perché i padri spariscono.
La poligamia è tanto più spinta quanto più i maschi sono diversi dalle femmine, come tra gli elefanti marini e i leoni. Per altri, invece, il sesso è un pericolo; il ragno, per riprodursi, rischia la vita: va incontro alla partner con un sacchettino pieno di liquido seminale da deporle dentro. È un’impresa, e infatti in un’altra zampina porta con sé un regalo, qualcosa da mangiare per la ragnetta e distrarla… Molti di loro barano, altri, vedi il ragno pavone, tendono agguati alla femmina per evitare di diventare il loro pasto. O copulano o sono fritti, come il maschio della mantide religiosa che eiacula solo una volta decapitato, o come la femmina di squalo, addentata sulla schiena e penetrata da uno dei due peni disponibili.
Di stranezze se ne intendono i nostri amici della Terra: la femmina dell’orango si fabbrica un “dildo anatomico” intrecciando liane; gli elefanti amano masturbarsi contro rocce e tronchi; la lucertola dalla coda a frusta si feconda da sola, ma per farlo ha bisogno di eccitarsi, perciò simula l’accoppiamento con altre compagne; i serpenti giarrettiera si danno alle orge; i bonobo fanno sesso ricreativo, soprattutto per sedare i conflitti e abbassare la tensione sociale (leggasi: sesso di gruppo). I più promiscui, tuttavia, sono i coralli, le cui ammucchiate vanno avanti per tutte le notti di luna piena in autunno. Uccelli e rettili hanno la “cloaca”: ovvero, tutto insieme, pipì, escrementi, spermatozoi (o uova). Solo il 3 per cento di loro ha un pene: da record quello del gobbo argentino (anatra), che ce l’ha di 42 centimetri e mezzo. Lungo anche quello di ricci e istrici per aggirare le schiene spinose delle compagne, mentre il più allupato è un topolino, l’antechino di palude: fa sesso 12 ore al giorno, tutti i giorni, con chi capita. Alla fine muore.
Diversamente umani appaiono anche alcuni comportamenti: le famiglie omogenitoriali degli albatri; le scimmie che adorano il porno; i tradimenti di rondini, passere scopaiole (sic) e cinciarelle. Infine, gli animali non disdegnano la violenza: i delfini sono capaci di masturbarsi con pesci morti, stordirsi con invertebrati velenosi, stuprare in gruppo una femmina. Anche le lontre e i germani reali conoscono l’abuso; addirittura, alcuni pinguini sono necrofili e pedofili (cioè stuprano i pulcini). Tra i tossici, infine, ci sono lemuri e orsi che si sballano con funghi e rospi allucinogeni. Che animali: pure drogati. Come noi.