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 2020  agosto 01 Sabato calendario


Dagli anni 60 in Italia temperatura su di 2 gradi

L’Italia sta bollendo nel weekend più torrido e afoso (finora) di questa strana estate, ma mentre il termometro lambisce i 40 gradi in una dozzina di città da Nord a Sud (ieri erano 14), l’effetto collaterale della canicola rischia di essere rovinoso in senso opposto forse già da domani: quanto più forte l’ondata di calore, tanto più violenti i temporali previsti se, come annunciano le previsioni meteo, l’anticiclone africano che ci sta opprimendo si sgretolerà davanti al fronte freddo proveniente dall’Atlantico. Insomma, proprio in conseguenza della calura ci aspettano venti di tempesta, una situazione contingente che rimanda però ad analisi sempre più allarmate sul surriscaldamento del pianeta, e del nostro Paese in modo particolare: come quella diffusa da Stopglobalwarming che rivela come, nel 65% delle province italiane, nell’ultimo mezzo secolo la temperatura sia cresciuta mediamente di 2,2 gradi, superando il dato europeo che è di poco inferiore ai 2.
Come tutte le medie, ovviamente, anche questa oscilla fra picchi massimi e minimi, e allora si scopre che Brindisi e Roma sono oltre i 3 gradi, Sondrio li sfiora, Milano insegue a più 2,8° seguita a ruota da Latina, Vicenza, Monza, Bolzano e Lecce, tutte a ridosso se non oltre i 2,7° in più. In sintesi, 72 province italiane su 110, più o meno equamente distribuite su tutte le regioni italiane, si trovano nella zona rossa della classifica che si colloca sopra gli 1,99° dell’incremento medio europeo. Le zone più risparmiate, sempre secondo l’osservatorio citato, Sono Olbia-Tempio in Sardegna, dove l’aumento è stato "solo" di un grado, Trapani (più 1,2°) e Pisa (più 1,3°). Una condizione complessivamente preoccupante che sta mobilitando premi Nobel, scienziati e personalità della cultura e dello spettacolo nella raccolta di un milione di firme per chiedere alla Commissione europea di elaborare una legge che tassi le emissioni di anidride carbonica e riduca quelle sul lavoro, come da proposta del movimento Eumans! per la campagna Stopglobalwarming.eu.
Quanto agli elementi specifici che emergono dall’indagine sull’aumento delle temperature nel nostro Paese, la tendenza evidenziata trova riscontro anche in altri dati storici: «L’Italia, con tutto il Mediterraneo, è quello che viene definito un hot spot per quanto riguarda il riscaldamento globale - commenta Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr, autore de L’equazione dei disastri (Codice edizioni) -. Se il mondo, nell’arco di un secolo, si è riscaldato di un grado, in Italia la temperatura è cresciuta del doppio, due gradi...». I motivi attengono ai grandi mutamenti climatici che stanno interessando il nostro pianeta e rimandano, tanto per cambiare, all’azione umana: «E’ cambiata la circolazione dell’aria, per cui l’anticiclone che è sempre stato sul Sahara ha rimpiazzato il famoso Anticiclone delle Azzorre dei tempi del colonnello Bernacca - aggiunge l’esperto -. E’ un effetto dell’antropizzazione, dell’aumento dei gas serra in particolare, ecco come si spiegano i due gradi in più in cento anni». Ma siccome i guai non vengono mai soli, il contrappasso del surriscaldamento generale, di cui la canicola di questi giorni è solo l’ultima manifestazione, comporta anche fenomeni estremi come quello che probabilmente ci attende già da domani: «Temo che fra lunedì e martedì, se entrerà il flusso di aria fredda previsto, potrebbero verificarsi dei disastri, anche perché la cementificazione comporta minor assorbimento delle piogge, per non parlare dei soliti problemi di manutenzione dei tombini», dice Pasini. Un surplus di energia, dovuto al fatto che l’anticiclone africano è più caldo del suo predecessore (quello delle Azzorre, ndr), che potrebbe scaricarsi sul territorio in maniera violenta, secondo la dinamica classica di eventi estremi sempre più frequenti.
Intanto, le città si attrezzano per limitare gli inconvenienti del caldo asfissiante. Come a Milano, dove il Comune ha varato l’applicazione "Global Extrema": «Vi sono mappate fontanelle e case dell’acqua, ma anche i percorsi più freschi per arrivarci - dice Pietro Pelizzaro, della direzione Città resilienti Milano -, oltre ai musei, che sono gratuiti per gli over 65, e i centri sociali antisolitudine, per gli anziani, che sono i cittadini più esposti alle ondate di calore». Un piccolo aiuto per idratarsi, ma di qui al 2030 il progetto è piantare tre milioni di alberi nell’area della città metropolitana, per contrastare il cemento dilagante.