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 2020  agosto 01 Sabato calendario


Mappa dei circoli di lettura in Italia

Ecco una notizia che sconvolgerà gli allergici alla cultura. Ci sono sparsi per il Paese lettori accaniti che si incontrano, neppure troppo furtivamente, per parlare di libri. Sono tantissimi e si organizzano in gruppi di lettura tutt’altro che carbonari, anche se meno instagrammabili degli happy hour o dei tramonti. Questi circoli di bibliomani distribuiti da nord a sud sono talmente numerosi che fino ad oggi nessuno è riuscito a censirli, mentre sarebbe utile farlo. Certo mapparli è complicato, esistono nei borghi più impensati, si vedono in biblioteche, librerie, tinelli di casa, parchi e musei. Saranno centinaia, c’è chi azzarda un migliaio, diversi tra loro, dai più strutturati, come i circoli storici di Milano e Torino, a quelli più casarecci che tra tè e pasticcini s’infiammano in discussioni che possono andare avanti ore e proseguire in pizzeria. Sono loro i protagonisti del Torneo di Robinson, i giudici mobilitati a recensire i titoli proposti di round in round. Abbiamo chiesto ad alcuni di raccontarsi per dare una faccia a quei lettori forti che sentiamo spesso nominare quando si parla di libri e dei quali sappiamo molto poco.
La ritualità mensile
Quasi tutti i gruppi raccolgono dalle 10 alle 25 persone. In genere s’incontrano una volta al mese, gran parte nelle biblioteche comunali che li agevolano con il prestito dei libri. Altri preferiscono bar o librerie o vedersi a casa. Molto spesso la discussione avviene disponendosi in cerchio e passandosi la parola a giro, un po’ come si faceva da piccoli nel gioco delle sedie. «Serve a facilitare i più timidi, perché così nessuno ha una posizione predominate», racconta Alice Raffaele, coordinatrice di MiseraLibri di Chiari ( Brescia). Alice legge sei libri al mese, ha 28 anni e una laurea in ingegneria informatica. Al momento è all’ultimo anno di un dottorato in Ricerca operativa, una branca della matematica applicata: «I numeri e i libri difficilmente mi hanno delusa». Insieme al suo gruppo ha disegnato una mappa delle letture fatte: «Mettiamo le bandierine sugli Stati come se li avessimo conquistati: il Canada e La versione di Barney di Mordecai Richler, l’Argentina e Chatwin e così via».

Un universo femminile
Agli incontri partecipano insegnanti, pensionati, commessi, albergatori, librai. L’età media è sui 40 anni, prevalentemente donne. E tra donne appassionate si possono creare anche divertenti incidenti di percorso. A raccontare un episodio che oggi verrebbe forse rubricato come “cancel culture”, è Laura Lepri, editor di lungo corso che dirige il Circolo dei lettori di Milano. Il circolo, che ha il privilegio di incontrarsi nella casa museo di Manzoni di via Morone, tempo fa aveva organizzato un incontro su Paolina Bonaparte dal titolo Paolina e le altre: né prone, né supine, reclinate con grazia. Apriti cielo, arrivarono molte mail di protesta: «Ne ricordo una che diceva: dopo il femminismo siamo ancora a parlare delle donne sdraiate! Mi lasciò un’allegra amarezza, anticipava i tempi. Il politicamente corretto esclude la curiosità e quando si esclude la curiosità finiscono i libri».

Le discussioni animate
Quello dei gruppi è il regno delle passioni calde. «Ci scanniamo», confessa divertita Teresa Stefanetti, libraia trapanese animatrice del Club delle lettrici indipendenti. Ma Lisa Contini, bibliotecaria sarda di Ittiri, è convinta che sia questa spontaneità la forza dei gruppi: «Non facciamo mica fredda critica letteraria». Ogni gruppo conserva il ricordo di una discussione più infervorata delle altre. Alice Raffaele il dibattito su Gli assalti alle panetterie di Murakami. Lisa Contini la volta che i due gruppi da lei coordinati, quello di Ittiri e l’altro di Porto Torres, erano venuti ai ferri corti battibeccando su Stoner di John Williams: «Ancora oggi quelli di Porto Torres nominano Stoner per indicare una cosa brutta ( ride) ». Serena Materassi, impiegata in un albergo e nel tempo libero guida del gruppo di lettura Ghost Readers di Vicchio (Firenze), non dimentica la querelle infiammata sulla Trilogia della città di K. di Agota Kristof. Perfino in una realtà come quella romana, in cui ci sono 32 circoli di lettura legati alle biblioteche comunali, ci si scalda senza fingersi blasé: «Le donne soprattutto sono accanite. Arrivano col quadernetto delle recensioni. Schiette, anche troppo. Un giorno hanno detto a un noto scrittore che era antipatico e che il libro non gli era piaciuto», ricorda Simona Cives, responsabile del coordinamento delle attività culturali delle Biblioteche del comune.

I sogni son desideri
Che si litighi o si rinsaldino alleanze a partire da un romanzo può essere materia di studio per gli uffici marketing editoriali che dovrebbero fare un giro tra i gruppi più sperduti per capire come coinvolgere i lettori. Scoprirebbero storie molto diverse non riducibili a grafici sulle quote di mercato. Quella di Marianna Repele, per esempio, trentanovenne coordinatrice del gruppo di Chiampo (Vicenza), di professione sarta di abiti da sposa insieme alla mamma, laureata in Beni culturali: «La lettura e gli abiti da cerimonia sembrano due cose distanti ma per me non lo sono. Le accomuna la creatività. In fondo come sarta aiuto le persone a sognare altri mondi, proprio come fanno i libri». Durante il lockdown Marianna e gli altri hanno registrato a turno su WhatsApp Il mastino dei Baskerville di Conan Doyle, come fosse un audiolibro casalingo a puntate e a più voci: «Alla fine l’ho anche passato a mia zia che era a casa sola, per farle compagnia». Anche Clara Acerbi, proprietaria ad Aosta della libreria “à la Page” dove coordina la sera un gruppo di 12 lettrici ha realizzato un desiderio: «Il sogno di mia madre era aprire una libreria ma non c’era riuscita. Un giorno passeggiando abbiamo visto una profumeria in vendita e abbiamo pensato: è arrivato il momento». La madre di Clara è una professoressa di francese: «È diventata “il capo supremo” del gruppo di lettura”. Clara ride con affetto. Maria Gabriella Caruso, medico nutrizionista, da anni faro dell’associazione barese “Donne in corriera… visite alle cantine dei libri” ha invece saputo trasformare gli incontri sul terrazzo di casa in una realtà che coinvolge 150 donne e che organizza tra le tante cose viaggi letterari ribattezzati BookandParty. Ma è Elena Loewenthal, scrittrice e direttrice del prestigioso Circolo dei lettori di Torino a restituire l’atmosfera di uno dei luoghi più amati della città, dove si va a nutrirsi di cultura ma anche a passare tempo, incontrare amici, lavorare al computer. Un luogo incantato, «frequentato dagli studenti e della madame torinesi», ricco di tanti gruppi di lettura, che rappresentano il cuore pulsante delle svariate attività: «Quest’anno ne introdurremo molti nuovi, tra cui uno dedicato alla Bibbia e un altro al social reading. Ne stiamo progettando uno anche sulla lingua dei segni».
A causa del lockdown e del virus tutti i gruppi si sono dovuti fermare. Dopo l’estate anche per loro si aprirà speriamo la Fase 3 e potranno contare su un pubblico nuovo: quello conquistato in Rete nei mesi di chiusura.