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 2020  agosto 01 Sabato calendario


Il Gran Premio del Libro

Il grande Gianni Mura, prima dei campionati, chiedeva lumi alla Palla di Lardo. A noi tocca una più modesta Palla di Carta.

C’è un campionato alle viste da qualche parte?
Il Romanzo Popolare del 2019. Il più bel libro di narrativa dell’anno scorso.
Un premio letterario?
Per carità. Non ci sono premi. Una specie di sondaggio, o di inchiesta. Giornalismo.
No, perché dopo Strega, Viareggio, Campiello e le altre centinaia di premi letterari... Lei crede allo Strega e al resto?
Certo.
Lei non è di quelli che dice: è tutto truccato, si mettono d’accordo prima, nessun giurato ha mai letto i libri in gara, è la solita solfa italiana degli amici, e degli amici degli amici...? Per carità. Premi degnissimi, giurati degnissimi, autori degnissimi, libri degnissimi.
Quindi?
C’è solo questo: a questi premi concorrono solo i libri che gli editori candidano, poi tra questi libri una commissione di esperti ne sceglie alcuni, e i giurati devono alla fine proclamare un vincitore all’interno di questa rosa ristretta.
Nel nostro caso, invece?
Corrono tutti.
Cioè?
Il Romanzo Popolare 2019 discende dalla rubrica che teniamo ogni settimana nelle ultime due pagine di
Robinson. Qui, come sa, parlano solo i lettori, non c’è spazio per critici, storici della letteratura, giornalisti colti e brillanti, esperti ecc. Quindi, volendo trovare il Romanzo Popolare 2019 – vale a dire il più bel libro di narrativa dell’anno scorso – era escluso per definizione che si mettesse in piedi una commissione di bene introdotti. Tocca ai lettori arrivare a una rosa ristretta, all’interno della quale poi...
Sta dicendo che lei costringerà il popolo a leggere tutta la narrativa dell’anno scorso?
Qualcosa del genere.
Di quanti romanzi stiamo parlando?
848. Tutti di autore italiano vivente. Ed è certo che ce n’è sfuggito qualcuno.
848 autori hanno chiesto di partecipare...?
No, editori e scrittori non hanno chiesto niente. Siamo noi, di nostra volontà, che abbiamo messo in gara tutti quelli che abbiamo trovato. Voglio dirle che nella decisione di far correre “tutti” si nasconde anche la seguente idea. Gli editori stampano decine di libri, e però quando si tratta di promuovere, lo sforzo degli uffici stampa e dei soffietti pubblicitari si concentra di massima sui soliti nomi, lasciando che chi non s’è già fatto notare in qualche modo faccia da sé. Ma chi mi dice che all’interno di questo universo di romanzi pubblicati e subito dimenticati non ci sia qualche perla? E che gli scrittori che vanno per la maggiore non siano così splendidi come si crede? Chi mi dice che noi tutti non ci buttiamo sui nomi più noti per una sorta di riflesso condizionato? Ecco la ragione di questa indagine totale.
Come funziona?
Bisogna arrivare da 848 a 1. Si procede per forza attraverso una severissima selezione. Il sistema è quello che adottiamo sempre: facciamo leggere due libri e i lettori devono votare per uno o per l’altro. Se guarda il tabellone, capisce tutto.
Ho visto. Da un certo punto in poi sembra un tabellone di tipo tennistico. Che cosa sono le Q e le G?
La Q significa “Qualificazioni”. La G vuol dire “Gironi”.
I numeri 64 e 32 sono le necessarie potenze di 2, inevitabili quando si deve costruire un tabellone a eliminazione diretta. Dividendo 64 per 2 e poi ancora per 2 e poi ancora per 2, e così via, si ottengono sempre numeri pari e alla fine si arriva proprio al 2, la finale, la sfida degli ultimi due rimasti.
Quindi è stata organizzata una fase di qualificazione, una di gironi e infine l’ultima, a eliminazione diretta.
Giusto?
Giusto. Si sono divisi gli 848 titoli in: 1. Sedici teste di serie 2. 192 autori più noti 3. 640 autori meno noti I 640 autori meno noti sono stati suddivisi (estraendo a sorte) in 64 gironi di dieci. Questi 64 gironi dovranno qualificare 64 libri ed eliminarne 584. Già passare questa fase, per un libro, è un bel risultato.
Poi?
I 64 qualificati saranno aggregati ai 192 autori più noti. 192+64 fa 256. Il numero 256 è uguale a 32 moltiplicato 8. Si sono organizzati così 32 gironi composti ciascuno da 8 libri. I vincitori dei 32 gironi si confronteranno tra di loro e i vincitori di questi scontri diretti se la vedranno finalmente con le 16 teste di serie.
Parliamo delle teste di serie.
Per le teste di serie s’è tenuto conto della chiara fama riconosciuta dai critici e del successo sul mercato. Si tratta sempre di scelte opinabilissime, naturalmente. Ma tant’è, si è opinabili ogni volta che si sceglie. Detto questo, non c’è molto da discutere, e in ogni caso, continuando a sfogliare Robinson, lei troverà i ritratti dei magnifici 16 e dei loro libri. Noterà che ci sono Moccia, Fabio Volo, la Casati Modignani, autori che la critica intellettuale disdegna. Ma qui non ci sono né alzate di sopracciglio né pregiudizi, e le chiare fame intellettuali dovranno verificare il loro valore con quelli che di sicuro sanno vendere.
Come ha deciso quali autori sono più noti e quali meno noti?
Via, che domanda sciocca. Le star della televisione – come Bonolis o la Zanicchi o la Parietti – o quelle della politica – come Walter Veltroni – stanno nei Gironi. I più noti e i meno noti si sanno.
Non ha fatto torti a nessuno?
Sono cosciente di qualche torto. È stata dirottata nelle Qualificazioni, per far quadrare le maledette potenze di 2, la Claudia Durastanti, che certo non è così sconosciuta. E speriamo che passi il turno. Anche a Jonathan Bazzi, che s’è coperto di gloria allo Strega, forse è stato fatto un torto. L’abbiamo messo nella Qualificazione numero 28. Se il libro vale, passerà sicuramente alla fase dei Gironi.
Altro?
Beh, c’è il caso di Maurizio de Giovanni. Il suo Nozze per i bastardi di Pizzofalcone sta nella Qualificazione numero 16.
Chiaramente uno sbaglio.
No, ci sono autori che hanno pubblicato, nello stesso anno, più di un libro. Si è fatto in modo, preparando Qualificazioni, Gironi e Eliminazioni dirette, che almeno dagli ottavi ogni autore concorra con un solo testo. De Giovanni ha un romanzo nelle Qualificazioni, due romanzi nei Gironi e il quarto romanzo è testa di serie. Altri casi: due libri della Ferrante, due di Mughini, tre di Andrea Vitali, eccetera. Saranno i lettori a decidere con quale titolo, eventualmente, ciascuno di loro andrà avanti.
Come funzionano Qualificazioni e Gironi?
Torneo austriaco, girone all’italiana...
Che diavolo è il torneo austriaco?
L’abbiamo chiamato “austriaco” noi, per via delle nostre nostalgie risorgimentali. Si mette insieme un numero pari di concorrenti, li si divide in due gruppi, tutti quelli del primo gruppo affrontano tutti quelli del secondo gruppo, poi si fa una classifica unica.
Che senso ha? Perché non fare un torneo all’italiana, tipo serie A di calcio?
Un campionato all’italiana tra dieci soggetti si sviluppa in 45 partite. Per l’austriaco ne bastano 25.
Venticinque coppie di libri da far leggere a venticinque lettori. Affideremo ciascuna coppia a un solo lettore che deciderà tra i due. Nessun lettore leggerà la stessa coppia, ma ogni libro sarà giudicato da cinque lettori. Passeranno il turno i 64 col punteggio più alto.
Lei dice “lettori”, ma in realtà sappiamo che ha chiamato in causa i circoli di lettura.
Una realtà meravigliosa, di cui lei può rendersi conto leggendo l’inchiesta di Raffaella De Santis a pagina 4.
In Italia ci sono migliaia di circoli di lettura.
Funzionano così: il coordinatore del circolo, magari dopo averne discusso con i soci, sceglie un titolo, che leggono tutti. Poi si riuniscono – di solito una volta al mese – e ne discutono. Fantastico. E quello che più mi piace è che è molto attiva la provincia, specialmente i piccoli centri. Quella che i sociologi considerano la vera Italia.
Per esempio?
Ma che so, cittadine come Vicchio, Carmagnola, Monopoli, Ossi, Palmanova, Aprilia, Lamezia Terme, Cassina de’ Pecchi, Magenta, Ozzano dell’Emilia...
Naturalmente abbiamo una quindicina di circoli romani, una decina di milanesi, tre o quattro a Bologna e Torino. A Torino ha dato un forte contributo il Circolo dei Lettori di Elena Loewenthal, a Roma quello delle Biblioteche comunali di Maria Rosaria Senofonte e Simona Cives, a Milano il Circolo dei Lettori di Laura Lepri, a Bologna il circolo Le Torri di Merlino di Lucia De Michele, a Napoli quello organizzato da Gigi Agnano intorno alla libreria Iocistò, a Bari quello coordinato da Maria Gabriella Mancuso, un medico con il virus della lettura, a Trapani quello che ruota intorno a una straordinaria libraia che si chiama Teresa Stefanetti. Circoli in tutt’Italia, da Aosta a Caltanissetta. E persino ad Amman, dove la signora Elisa Gironi, veronese moglie di un medico giordano, ha messo insieme un gruppo di italiane che legge a tutto spiano ed è stata chiamata a votare anche per lo Strega.
Come faccio, prima dei risultati finali di sabato prossimo, a sapere come stanno intanto andando le partite?
Sul mio blog, ogni giorno, risultati, classifiche e aggiornamenti. Indirizzo: https://torneoletterariodirobinson.blogautore.repub blica.it/.
In effetti, è proprio un campionato.
Sabato prossimo i risultati delle Qualificazioni?
Proprio così. A sabato prossimo.