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 2020  agosto 01 Sabato calendario


Delia Owens, in classifica da 99 settimane

È cambiata la copertina, non la magia. O il mistero. Non il fascino di Kya, che ha imparato a cavarsela da che era una bambina, a convivere con la natura, a conoscerla e rispettarla, a temere gli uomini e non gli animali, a starsene da sola, nascosta. Protetta dai canneti, selvatica e timida. Quella giovane donna, nata dalla fantasia di Delia Owens (Americus, Stati Uniti, 1949), è entrata nel cuore dei lettori con il suo passo leggero. E costante: La Ragazza della Palude è un caso editoriale da sei milioni di copie nel mondo, il romanzo più venduto del 2019 negli Usa (più di John Grisham, Margaret Atwood e Stephen King insieme), il libro che ha appena raggiunto le 99 settimane di permanenza nella classifica del «New York Times» – sul podio, non in fondo, scavalcata ogni tanto da pesi massimi come Michael Connelly o James Patterson per poi riprendersi lo scettro, come adesso – e ottenuto consensi dal Canada alla Germania alla Francia. Uscito nell’agosto 2018 da G.P. Putnam’s Sons, nel marzo 2019 da Solferino nella traduzione di Lucia Fochi, ora il volume viene riproposto in Italia (sempre da Solferino, in brossura) con una nuova cover, quella dell’edizione americana, una canoa condotta da una donna di spalle, davanti a lei un tramonto rosa. E una storia incredibile.
Era una scommessa. Un’esordiente settantenne che aveva fatto la zoologa per tutta la vita – famosa per i suoi saggi sull’Africa e sull’etologia – aveva un romanzo nel cassetto. Voleva raccontare la vita di una giovane nel North Carolina degli anni Cinquanta e Sessanta, costretta a crescere in totale solitudine, nella palude appunto, malvista da un paese diffidente e becero che – a parte qualche splendida eccezione – non l’ha mai aiutata, figuriamoci sostenuta. Ma Kya ha la forza vitale di Tom Sawyer e Huckleberry Finn, la curiosità di Scout Finch del Buio oltre la siepe, l’innocenza di Anna Shirley (dai capelli rossi), la caparbietà di Jo March (Piccole donne), quel Dna di frontiera che si riconosce nei grandi ragazzini della letteratura americana. Coraggiosi e avventurosi. Intelligenti. Anche quando le cose si mettono male e Kya, la bambina cresciuta a piedi nudi che è stata a scuola solo per un giorno, diventa una bellissima ragazza osservata e desiderata. E, dunque, prima sospettata quando viene trovato il cadavere del ricco Chase Andrews.
In fondo la storia della Ragazza della Palude — che questa settimana è ancora prima in classifica nella sezione Hardcover Fiction (romanzi rilegati) del «New York Times», prima nelle vendite da gennaio a giugno 2020, seconda tra i bestseller di Amazon dietro al memoir di Mary L. Trump, nipote del presidente americano – è molto semplice. La «strega» disprezzata e ambita che deve difendersi da un’accusa di omicidio. Da sola, come sempre. Eppure l’autrice, che osserva azioni ed emozioni di Kya con la precisione di un documentarista e la grazia di una scrittrice matura, rende questa «storia già vista» nel suo crudele svolgimento nuova e rivoluzionaria. Avvincente e struggente. È naturale che Reese Witherspoon si sia conquistata subito i diritti cinematografici di questa avventura – i fan sono in attesa di sapere chi sarà l’attrice protagonista del film – che è un giallo, un thriller, un inno alla natura, alla forza delle donne, un romanzo d’amore (perché a un certo punto quello vero arriva, finalmente) e di emancipazione.
«Volevo esplorare gli effetti dell’isolamento su una ragazza che non aveva mai avuto un gruppo di riferimento», aveva detto l’autrice-etologa l’anno scorso a «la Lettura». Le reazioni, i desideri. Come un animale in pericolo, Kya si difende. Feroce e libera. Per alcuni aspetti assomiglia alla sua creatrice: Delia Owens si definisce una outdoor-girl, ama gli spazi aperti, dal Kalahari a un ranch sperduto dell’Idaho alle montagne del North Carolina dove vive, «orsi, cervi e volpi intorno a me». Abituata a lunghi periodi di solitudine, nei mesi della pandemia la scrittrice americana ha scelto di uscire il meno possibile: «Faccio molta attenzione, la spesa mi arriva a casa e continuo a lavorare sul prossimo romanzo». Da sola. Ma a differenza della sua eroina, segnata da ferite profondissime, l’autrice è cresciuta in una famiglia affettuosa e presente, ha trascorso l’infanzia ascoltando le parole della madre che la spronava ad andare là «dove cantano i gamberi» (Where the Crawdads Sing è il titolo originale del romanzo): «Il suo era un invito a spingersi oltre, a esplorare e non avere paura, anche se certo, i gamberi non cantano».
Le ragioni della natura e quelle della morale. Di chi non ha diritti e di chi decide in nome di questi. La legge degli uomini e quella dei predatori. Senza dare giudizi, Delia Owens nel suo romanzo d’esordio – in classifica da quasi due anni, «è così elettrizzante, 99 settimane...» – affronta tutti questi temi: il branco, il terrore, l’abbandono, il pregiudizio. Affida la sua storia alla palude. E alle conchiglie, «le più brave a tenere i segreti».