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 2020  giugno 30 Martedì calendario


Il confidente Federico Fashion Style

La settimana scorsa, quando ho letto che c’è stata una lite all’interno del negozio di Anzio di Federico Lauri per un conto troppo salato («Chi critica deve capire che il prezzo è calibrato sulle richieste che vengono fatte. Se vai al supermercato un etto di mortadella ti costa due euro, ma se prendi anche altre cose più costose è ovvio che è il prezzo sale»), sono subito corso a cercare la terza stagione de Il salone delle meraviglie (Real Time e DPlay).
La puntata che inaugura ad Anzio la ripresa dopo la quarantena (vi prego, ad Anzio!) è un piccolo capolavoro, a cominciare dalle riflessioni pensose di Federico Fashion Style («La quarantena è un momento di grande riflessione dove ho capito i veri valori della vita»). È probabile che per lui i veri problemi della vita siano i prezzi alti, ma questo è un dettaglio. Per ora deve trovare la giusta cornice per l’igienizzante. FFS non è un parrucchiere, un semplice coiffeur pour dames, è qualcosa di più: un confidente, un confessore, il santo taumaturgo della ricrescita, il padre spirituale dell’extension, tanto che una cliente gli dice: «Ti do tutto il libero arbitrio che vuoi per le ciocche».
È prodigo di consigli: al suo staff, per la riapertura, a Claudia la receptionist (è la sua «bomba sexy»), a una cliente: «Ricordati che adesso la mascherina è una questione di stile, guarda la mia che è tutta Swarovski». E quella: «Voglio la Swarovski anch’io!». La puntata è molto ben costruita, su tre diversi piani. La casa piena di confort e barocchismi dove FFS trascorre la quarantena con la fidanzata Letizia (mai nominata, solo intravista a cucinare) e la figlia Sophie Maelle; il negozio di Anzio (il priore di Anzio, per citare Totò) dove, fra le signore, va molto di moda il leopardato; il bar di fronte, dove due clienti che non si sono prenotate aspettano tutto il giorno per poter entrare. Nell’attesa, trasformano il tutto in chiacchiericcio.