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 2020  giugno 30 Martedì calendario


Marina Caprotti a capo di Esselunga

Svolta in casa Esselunga. Marina Caprotti è il nuovo presidente esecutivo della società, una delle più grandi realtà della distribuzione organizzata. La decisione è stata presa all’unanimità dal consiglio di amministrazione convocato ieri mattina a Milano per delineare la nuova composizione del board. È un cambiamento che riflette il riassetto societario concluso a marzo e che vede adesso Giuliana Albera – seconda moglie del fondatore Bernardo Caprotti – e la figlia Marina proprietarie al 100 per cento di Esselunga dopo l’acquisto della quota di minoranza pari al 30 per cento dai fratelli Giuseppe e Violetta Caprotti.
Il ruolo della famiglia Caprotti si consolida così al vertice di una realtà tutta italiana che è un modello di organizzazione e qualità sui mercati. Marina Caprotti, 42 anni, già vicepresidente del gruppo dal 2017 e nel board dal 1996, guiderà un gruppo in pieno sviluppo che conta 25mila collaboratori senza contare l’indotto, ha una rete di 159 supermercati in otto regioni e un fatturato di oltre 8 miliardi.
Dopo quattro anni di impegno intenso in azienda, con una presenza costante e discreta che l’ha vista disegnare, con al fianco il marito Francesco Moncada di Paternò, le linee di sviluppo di Esselunga, si appresta ora ad assumere in prima persona con il management le decisioni strategiche che guardano al futuro della società. Vicepresidente sarà Carlo Salza, in Esselunga dal 2002 e per undici anni ceo prima dell’arrivo di Sami Kahale, l’ex manager di P&G che da gennaio 2020 gli è subentrato nel ruolo.
È stato proprio Salza, nominato nel luglio 2019 come presidente in pectore, a invitare Marina Caprotti ad assumere l’impegno gravoso e non certo simbolico della presidenza, per rafforzare ancor di più il segno della famiglia Caprotti al timone del gruppo, chiamato a sfide importanti nella crescita della rete di supermercati.
Le prossime aperture previste sono a Montecatini, in Toscana, e in piazze fino ad oggi mai toccate dalla catena fondata nel 1957 da Bernardo Caprotti come Genova, Mantova e Livorno. A questo si aggiunge il progetto dei negozi di prossimità con insegna LaEsse (due quelli aperti a Milano e altri seguiranno nel corso dell’anno), oltre a proseguire nello sviluppo dell’e-commerce che vede Esselunga giocare un ruolo chiave anche in questo settore.
Raggiunta al telefono dal «Corriere», la neo presidente commenta con orgoglio l’incarico ricevuto dal consiglio di amministrazione: «Sono consapevole di quanto sia importante, per Esselunga, continuare a offrire alle famiglie italiane qualità e convenienza, senza dimenticare temi come la sostenibilità e la lotta agli sprechi. Il nostro Paese, così come Esselunga, ha affrontato mesi terribili e ora deve ritrovarsi unito nei valori che lo contraddistinguono da sempre. Per me, da donna e da madre, è uno stimolo ulteriore a lavorare in questa direzione».
Parole chiare, che lasciano spazio anche a una considerazione più generale sullo stato dell’economia nazionale messa sotto pressione dallo stop delle attività imposto dalla pandemia: «Vedo troppe difficoltà, troppa burocrazia per chi cerca quotidianamente di fare impresa e promuovere lo sviluppo. In Italia per aprire un superstore servono in media dodici anni, in Spagna tre e purtroppo l’elenco dei problemi potrebbe continuare. Serve maggiore collaborazione tra il mondo dell’economia e quello delle istituzioni, altrimenti il rischio è di far perdere quella centralità positiva di cui il sistema paese ha tanto bisogno. Siamo ogni giorno a contatto con milioni di famiglie e siamo consapevoli delle loro esigenze e preoccupazioni, ma percepiamo anche grande voglia di futuro e serenità; ed è verso questi obiettivi che dobbiamo impegnarci tutti».
L’inizio del 2020 è stato particolarmente sfidante per Esselunga, impegnata a conciliare sicurezza e servizio alla clientela durante la fase più acuta dell’emergenza, ma al tempo stesso contribuendo alla “tenuta” del sistema, specie nelle aree maggiormente colpite, con donazioni e agevolazioni per le fasce più a rischio e gli operatori sanitari.
Adesso anche per il gruppo parte una nuova fase, con una governance chiara e un progetto di crescita lineare per valorizzare il ruolo di Esselunga come gruppo di distribuzione ma anche del food, attraverso la propria produzione gastronomica e le eccellenze come la pasticceria Elisenda, oltre che nel confermare i record di redditività per metro quadro premiati dalle ricerche indipendenti.
Oltre alla presidente Marina Caprotti e al vicepresidente Carlo Salza, il nuovo consiglio di amministrazione di Esselunga conferma la presenza dell’avvocato Vincenzo Mariconda, anch’egli nel ruolo di vicepresidente. Sono inoltre confermati nel board Francesco Moncada di Paternò, Sami Kahale, il Generale Carlo Gualdi, Stefano Tronconi, Gabriele Villa e il Prefetto Paolo Francesco Tronca. Un ritorno è invece quello di Lorenzo Piaget, il professionista esperto di tematiche fiscali e societarie che già era stato in consiglio di amministrazione dal 2010 al 2016, nominato all’epoca da Bernardo Caprotti, e che ora completa la squadra di vertice della società la cui presidenza onoraria resta a Giuliana Caprotti Albera.