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 2020  maggio 23 Sabato calendario


Intervista al deputato Riccardo Ricciardi

Onorevole Ricciardi, l’ha chiamata qualcuno dopo la baraonda in Aula?
«Sì, mia mamma, era un po’ preoccupata». 
E a parte congiunti e affetti stabili? Conte? Di Maio? 
«Ma no, io poi parlo con tutti, sono vicecapogruppo». 
Riccardo Ricciardi è il deputato dei 5 Stelle che ha scagliato il suo j’accuse contro la Lega, dopo l’informativa del presidente Giuseppe Conte. 
Ha scatenato il finimondo. Era l’obiettivo? 
«No, l’obiettivo, sembrerà banale e enfatico, è quello di dire la verità ai cittadini». 
Un po’ enfatico, sì. Le hanno dato dell’«estremista da centri sociali». 
«Mai frequentati. Anche volendo, a Massa non c’è mica il Leoncavallo». 
Votava a sinistra almeno? 
«No, mai votato prima dei 5 Stelle. Solo ai referendum». 
Lei è regista teatrale. In Aula ha messo in scena uno spettacolo d’impatto: sembrava un oratore futurista, con barba luciferina e occhi dardeggianti. 
«Sì? In effetti ho fatto anche l’attore». 
Un po’ fuori parte, visto che il premier Conte aveva appena teso la mano all’opposizione. 
«Conte fa benissimo ad aprire, abbiamo tutti uno spirito di collaborazione. Ma i leghisti avevano appena finito di definirlo dittatore e di invocare la resistenza antifascista. Che dialogo è?». 
Si coglie un accenno di acrimonia tra Lega e M5S. E pensare che fino a un attimo fa eravate al governo.
«Io però non ho mai nascosto le mie critiche ai provvedimenti della Lega». 
Vero, però siete rimasti insieme, fino al dietrofront di Salvini.  
«E m’inorgoglisce essere stato in un governo che ha portato a casa la legge contro la corruzione e il reddito di cittadinanza». 
Conte sapeva del suo intervento? Chi l’ha letto? 
«No. Nessuno. Ne ho discusso con i miei, naturalmente, ma il testo è mio». 
Ha «speculato» sui morti lombardi? 
«Ma figuriamoci, medici e infermieri lombardi sono eroi. Ho solo criticato la gestione della Regione Lombardia. Mi chiedo perché, se la Lega attacca il governo non è una critica all’Italia, mentre se io critico la giunta regionale è un attacco ai lombardi». 
Dal Pd non hanno apprezzato. Speranza ha dato ragione a Giorgetti. 
«Lei dice? Non so, non mi fido dei retroscena». 
Orlando però l’ha detto in tv che lei ha fatto un favore alla Lega. 
«Lo ringrazio di aver espresso stima, che è reciproca. Ci sta che lo consideri un passo falso. Ognuno fa le sue valutazioni». 
Molto diplomatico. Ma perché attaccare a testa bassa la Regione Lombardia? 
«Perché Fontana ha fatto due errori gravi: la lettera all’Rsa dell’8 marzo e l’inutile ospedale in Fiera». 
Il governo non ha commesso errori? 
«Non mi pare ne abbia fatti, sulla gestione sanitaria. Vedremo più avanti, sia per le Regioni sia per il governo». 
Sulla Lombardia non ha aspettato molto tempo. 
«Perché è l’unica che ha fatto errori marchiani. Ci serve dirlo, per cambiare rotta. Vogliamo costruire un nuovo modello di sanità e dobbiamo capire gli errori del sistema ospedalocentrico e delle troppe concessioni ai privati. Le mie critiche non erano nello spirito della gogna. E dico tranquillamente che Zaia ha fatto meglio». 
Il governo andrà avanti, nonostante Renzi?
«Credo proprio di sì, ne abbiamo bisogno. E Conte è un grande presidente».