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 2020  maggio 23 Sabato calendario


A Cuneo militare fa fuoco sulla compagna

«Ho ammazzato una donna, le ho sparato. Sono un militare, ho due pistole con me. Voglio costituirmi, venite a prendermi, non farò resistenza». La telefonata al 112 l’ha fatta dal parcheggio dell’Auchan di Cuneo, quasi mezz’ora dopo l’omicidio. Barcollava fra le auto, in stato confusionale - una mano ferita - farfugliava frasi sconnesse. Poco più in là, sulla sua Panda 4x4 bianco panna, il corpo senza vita di una donna, riversa sul lato passeggero. Tanti clienti del grande centro commerciale lo avevano già notato. Erano da poco passate le 17 quando sono arrivate le volanti della polizia e della Digos. L’hanno riconosciuto subito, si sono avvicinati, hanno aspettato di capire che non fosse più armato. E lui si è consegnato. «Eccomi, vi ho chiamato io - ha ammesso -. Sono stato io». Lui è Francesco Borgheresi, 41 anni, nato a Firenze e residente a Pinerolo (Torino), militare, divorziato. Lei è Mihaela Apostolides (43), romena di Bucarest, da anni in Italia. Abitava a Saluzzo, ma da tempo si era trasferita a Cuneo, lavorando come cameriera in locali notturni e badante. I due si conoscevano da almeno due anni. Dopo un’iniziale amicizia, era nato qualcosa di più, ma della loro relazione si sa poco. Avevano dovuto attendere la fine del lockdown per potersi di nuovo incontrare, forse per chiarire la situazione. Ieri pomeriggio, sono andati insieme all’Auchan. Borgheresi ha fermato l’auto nel parcheggio, non lontano dal distributore di benzina. Avrebbero parlato a lungo, poi il violento litigio: lui ha estratto una pistola 635 di piccolo calibro che teneva nell’abitacolo. E ha fatto fuoco. Almeno quattro colpi. Tre hanno raggiunto Mihaela al petto, uccidendola in pochi istanti. Un quarto ha invece ferito l’uomo a una mano. Lei avrà cercato di difendersi, forse di afferrare l’arma dalle mani del suo assassino, che nella colluttazione si è ferito. Gli agenti lo hanno accompagnato all’ospedale Santa Croce dov’è stato operato per rimuovere il proiettile. Le sue condizioni non erano gravi e in serata è stato sentito dal sostituto procuratore di Cuneo, Alberto Braghin. Non è ancora chiaro il movente: facile immaginare che c’entrino la gelosia e la lontananza. Rimossa la salma di Mihaela (trasferita all’obitorio di Cuneo per l’autopsia), nel bagagliaio della Panda è stata rinvenuta una seconda pistola, calibro 38 special, che l’uomo, appassionato di armi, aveva regolarmente denunciata, così come l’arma del delitto.