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 2020  maggio 22 Venerdì calendario


I concerti con la realtà virtuale

Se la tecnologia, in qualche modo, parla di chi siamo, la scelta di un colosso come Sony di puntare tutto sulla realtà aumentata e, in particolare, sul suono, dice molto di quelli che saremo. Kenichiro Yoshida, presidente e CEO di Sony, spiegando alcuni dettagli della nuova consolle dei desideri, PlayStation 5, ha rivelato la visione della società nipponica sul nostro futuro. Un futuro che, secondo le sue previsioni, a livello globale ci vedrà a lungo distanti: tra noi, ma, di conseguenza, anche da concerti affollati, teatri e cinema, almeno per come eravamo abituati a concepirli. Un problema, questo del distanziamento sociale che impatta sullo spettacolo, che la tecnologia si sta affrettando se non a risolvere, almeno a interpretare, scommettendo sull’aumento sensibile di eventi in streaming. 
Se gli spettatori non possono esserci dal vivo, si può fare in modo che almeno si sentano presenti, attraverso tutte le possibilità del virtuale. Scenari distopici che fanno rabbrividire non solo i più romantici, ma che la pandemia ha reso più vicini e plausibili, tanto che Yoshida ha dichiarato al Financial Times: «Il suono è una parte molto importante dell’immersività. Installando un’unità di elaborazione dell’audio abbiamo reso possibile proporre esperienze di audio 3D diversificate e sofisticate... C’è molto spazio per i progressi nella realtà virtuale. Dobbiamo continuare a migliorare la nostra tecnologia». Che punta ad essere sfruttata non solo da chi con la consolle gioca, ma anche da chi utilizzerà questi dispositivi per partecipare a eventi concepiti in modalità 2.0. 
Gli appuntamenti di intrattenimento virtuali sono già una realtà, al cui costante aumento si somma la propulsione che arriva dalla pandemia. I BTS, band coreana dei record, in risposta alla cancellazione del loro mastodontico tour (37 concerti solo negli Stati Uniti), ha annunciato che il 14 giugno pubblicherà un live streaming di novanta minuti. E sarà a pagamento. 
Dopo i primi appuntamenti sperimentali – dal concerto organizzato da Lady Gaga, One World al nostro Primo maggio, andato in onda in versione a distanza di sicurezza – non sono pochi gli artisti che si stanno convincendo a pensare al virtuale come una possibilità e non più un’ultima spiaggia. 
Il grande scoglio tecnologico è trovare una soluzione per rendere la realtà virtuale più sociale, quindi non più un’esperienza per una sola persona ma per un gruppo. Tutto in un mondo in cui lo spettacolo si deve reinventare velocemente, per rispondere a una crisi che rischia di essere devastante. Il potenziale danno, solo per gli autori e per gli editori musicali, è stimato da Siae per il 2020 in circa 200 milioni di euro. Cifra destinata a crescere finché non si tornerà alla normalità. Uno scenario senza precedenti, in cui il virtuale potrebbe rivelarsi un potenziale, piccolo, appiglio.