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 2020  maggio 22 Venerdì calendario


La moda delle mascherine

Sulla bocca di tutti, letteralmente. E anche sul naso, a dire il vero. È la mascherina ha scalzato rapidamente gli altri accessori dalle prime posizioni dei mai più senza per uscire di casa. Ma quel rettangolo asettico non è di certo glamour e non valorizza alcun look. Soluzione: se non puoi uscire dal tunnel (della pandemia) arredalo. Con perle, pietre, fiori, colori sgargianti, che vestano le vie aeree più che coprirle e che, magari, aiutino a movimentare un mercato, quello della moda, duramente colpito dalla crisi Covid. «Per i prossimi mesi – racconta lo stilista Christian Siriano, dal suo atelier a Manhattan – si produrranno sopratutto mascherine». Col suo team di dieci sarte ne sforna circa duemila basiche al giorno, che dona a chi opera in prima linea. «Ma non dobbiamo smettere di sognare e di usare la fantasia. Inevitabile che questo sarà il nuovo accessorio e, così, ne ho fatte anche con applicazione di pietre o perle. Hanno avuto parecchio successo sui social, sono un modo sorprendente per dar vita a un nuovo tipo di gioiello». Il prezzo, in effetti, è quello di un monile: dai 585 dollari in su, ma totalmente devoluti in beneficenza. Al momento, sono disponibili solo negli Stati Uniti e unicamente su richiesta

DI TUTTO DI PIÙ
Ma chi anche in Italia desiderasse coordinare mascherina e maglietta, non si abbatta: le proposte non mancano. Senza osare troppo c’è quella di Wolford: è in tessuto traspirante a doppio strato e idrorepellente. Dotata di nasello, è lavabile, costa 20 euro e il nero, c’è poco da fare, va su tutto. Si sceglie tra più fantasie, quelle delle sciarpe Faliero Sarti, per le MonniFaceMask, nate da un’idea di Monica Sarti. Sono in cotone, seta, cashmere e modal e sono in vendita a 25 euro, complete di custodia coordinata, sul sito falierosarti.com. I modelli di Borbonese sono, invece, caratterizzati dal famoso motivo a occhio di pernice e vengono regalati ai clienti degli store monomarca e dell’e-commerce a ogni loro acquisto. Sono in raso e cotone e provengono da materiale avanzato della collezione primavera/estate. Stesso concetto di riciclo creativo che sta dietro a quelle proposte da Christopher Kane in tonalità sgargianti. Anche le mascherine firmate da Chiara Boni si rifanno alla collezione estiva della stilista, in particolare alle stampe animalier. Sono in jersey e si acquistano online a 45 euro, comprensivi di un euro donato in beneficenza.
Malo, brand specializzato in cashmere, propone copri naso e bocca in cotone e seta, nelle fantasie di collezione e riutilizzabili fino a venti volte. Se, invece, si desidera il pezzo unico, rivolgersi a Etai Drori, artista ventiquattrenne di casa a Los Angeles. In piena pandemia ha lanciato mascherine ricavate da asciugamani e tele monogram Louis Vuitton. Il logo è in bella vista e ha fatto impazzire molti influencer, che già avevano adocchiato i modelli in seta di Fendi (190 euro e antinquinamento), di Supreme e di Off White (poco meno di 87 euro), tutti irrimediabilmente sold out già da prima del lockdown.
Introvabili anche quelle alta moda di Jean Paul Gaultier, che ricalcano la storia della griffe: labbra, mariniere, corsetto. Sono infatti solo un progetto per la rivista francese Gala, che ha coinvolto anche Roger Vivier, New Balance, Lolita Lempicka e Boucheron. Questi ultimi due marchi hanno proposto creazioni in forma di bouquet fioriti: utopiche, ma di sicuro effetto. Tra le Cassandre della copertura del volto vanno anche inseriti GCDS, che aveva portato in passerella un modello con stampa di occhi stile manga, e Marine Serre, che ha rincarato la dose di face mask estive anche con la linea invernale del prossimo anno.

IL SIGNIFICATO
«Il fiorire di mascherine griffate le porta a essere un accessorio come tanti – afferma l’antropologo Riccardo Notte, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano – e indossarle aiuta a distinguersi dall’uniformità che questi oggetti comportano col loro nascondere una parte importante del volto. Portare la mascherina è un atto di conformismo dovuto a condizionamenti di paura o sanzionatori, optare per quella firmata ci fa uscire per un po’, e forse illusoriamente, da tale adeguamento. Inconsciamente questo oggetto non piace: nel nostro cervello abbiamo aree dedicate solo al riconoscimento dei volti. Rendere invisibile una porzione notevole del viso significa sedare una parte fondamentale dell’interazione umana. Nell’Islam accade per le donne, ha una motivazione religiosa e i lembi di stoffa hanno diversi significati, non ultimo quello seduttivo in caso di veli vedo non vedo». 
E aggiunge: «La mascherina è la foglia di fico che copre le nuove zone impudiche, naso e bocca. E paradossalmente tutto ciò avviene in estate, la stagione che per la nostra cultura è un momento di liberazione».