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 2020  marzo 26 Giovedì calendario


L’unico luogo sulla Terra ancora non colpito: l’Antartide


C’è un solo continente ancora libero dal coronavirus. È l’Antartide, dove ventotto nazioni hanno installato basi per ricerche scientifiche. Circa 4 mila residenti tra tecnici, scienziati, militari, medici. C’è anche una spedizione italiana, installata nella Stazione Zucchelli tra i ghiacci del Polo Sud. Ha raccontato il capo missione, Alberto Della Rovere: «I colleghi dall’Italia mi hanno detto via Whatsapp: resta dove sei, sei al sicuro lì».
La base italiana è al centro di un servizio del Washington Post, alla ricerca di notizie rassicuranti per i lettori americani in ansia virale. In Antartide le spedizioni scientifiche si installano stabilmente da ottobre a fine febbraio, la stagione primaverile ad estiva laggiù. Non ci sono stati contatti con il resto del mondo in questi mesi e per questo il personale internazionale è rimasto alla larga dal nuovo coronavirus esploso a Wuhan a dicembre e poi diventato pandemico. «Sì, al momento questi ghiacci sono il luogo più sicuro della terra», ha detto il tecnico italiano. Sono state prese comunque precauzioni supplementari: «La dottoressa della nostra base ci ha dato fiale con gel disinfettante per le mani».
Mantenere l’Antartide pulito dal Covid-19 è un impegno decisivo per consentire la permanenza scientifica dell’uomo nella regione: in quelle condizioni curare un paziente aggredito dal virus sarebbe estremamente difficile ed evacuarlo richiederebbe tempi lunghi. Ma ora arriva l’inverno: Della Rovere e gli italiani di Stazione Zucchelli si sono messi in viaggio per rientrare in Italia, su una nave sudcoreana che li porta in Nuova Zelanda. Sbarco previsto il 9 aprile. Non dovranno fare quarantena, al contrario di chiunque altro entri ora nel Paese, proprio perché l’Antartide è ritenuto al momento libero dal Covid-19. Non è ancora stato deciso come il gruppo proseguirà dalla Nuova Zelanda verso l’Italia. Il capo spedizione ha messo su Twitter il suo saluto, accompagnato da una fotografia: «Buongiorno signori, questa è l’ultima notte che siamo a MZS. Questo è quello che si vede alle 22, c’è bisogno di accendere le luci altrimenti non si vede nulla»