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 2020  marzo 25 Mercoledì calendario


Gli oligarchi russi fanno incetta di respiratori

Se prima il giocattolo più ambito per i super ricchi russi erano gli yacht da ancorare sul fiume di Mosca dove non c’è nemmeno spazio abbastanza per farli virare, ora sono arrivati i ventilatori polmonari. Per oligarchi e ricchi in generale, la cosa peggiore in questo Paese è sempre stato il pericolo di finire in ospedale in mezzo a gente comune o, addirittura, tra i poveri. Così molti si stanno organizzando per evitare questa eventualità che ritengono peggiore della malattia. Si sono ritirati nelle loro dacie di campagna (spesso veri e propri castelli) e le stanno attrezzando con mini reparti di terapia intensiva, magari realizzati nei bunker atomici fatti costruire in passato. Intanto chiedono di modificare i filtri del sistema di aerazione per rendere il rifugio a prova di virus. Ma la questione più delicata è acquistare privatamente ventilatori polmonari che sul mercato sono diventati quasi introvabili. Una azienda del settore, la Technomed, ha detto ai media russi che la domanda è salita di dieci volte e che i prezzi sono più che raddoppiati. Dinara Yanokayeva, sales manager della società Oxy2.ru, ha raccontato al Moscow Times: «C’erano talmente tante chiamate che abbiamo dovuto smettere di accettare ordini». I medici spiegano che senza adeguata assistenza un ventilatore è inutile. Ma nelle strade dei super ricchi alle porte di Mosca, molti hanno già assoldato medici e infermieri. E alle porte di Tver, tra Mosca e San Pietroburgo, è stata messa in vendita una villetta alla quale si accede tramite un ponte che attraversa una palude. «E da lì un tiratore abile può tenere a bada eventuali nemici per settimane».