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 2020  marzo 05 Giovedì calendario

Marta Vincenzi, condannata per non aver previsto il futuro

Premesso che l’epidemia da coronavirus si è ormai rivelata grave e pericolosa ed è chiaro che l’allarme non è stato eccessivo, cogliamo spunto da un fatto di cronaca di questi stessi giorni per ricordare a noi stessi come funzionano, ormai, i giochi politico-mediatico-giudiziari nel nostro Paese in caso di calamità naturali. E quali mostri possono partorire. Il fatto di cronaca riguarda Marta Vincenzi, ex sindaca di Genova, Pd, condannata in appello (con pena ancora da definire il prossimo 27 marzo, virus permettendo) per disastro e omicidio colposo plurimo. Per quale misfatto, in particolare? Quello di non aver chiuso le scuole e le strade di Genova dopo l’allerta meteo che aveva annunciato gli imminenti nubifragi che determinarono l’alluvione del novembre 2011, in cui morirono 4 donne e 2 bambine travolte dalle acque esondate del torrente Bisagno.Era un allerta di categoria 2, e (come disse la sindaca, a caldo) «a seguito dell’Allarme 2 ricevuto dalla protezione civile, e quest’anno a noi segnalato 6 volte, abbiamo seguito un protocollo che però non prevede la chiusura di tutte le scuole né il blocco di tutta la città». Chiaro? La Protezione civile lancia l’allarme meteo, e lo qualifica (non avendo neanch’essa la sfera di cristallo) con un grado di pericolosità compatibile con la normale attività cittadina. La sindaca ne prende atto e si comporta di conseguenza. Il diavolo ci mette la coda e sei persone muoiono. La sindaca diventa il capro espiatorio.
Facciamo un balzo in avanti al 2016. Il 3 giugno la Protezione civile ligure lancia l’allerta meteo giallo, il livello più blando, per previsti acquazzoni sul Tigullio. Gli albergatori della zona s’inalberano e denunciano i meteo-terroristi. E due anni prima un gruppo di loro colleghi romagnoli aveva denunciato alla Procura alcuni siti meteo per procurato allarme… Chiaro? Come fai, sbagli. Un paese debosciato, viziato da uno Stato divenuto nei decenni sempre più paternalista con proporzionalità inversa alle calanti competenze della classe dirigente: un popolo di piagnoni dimentichi del valore del buon senso e della prudenza. Amministrarlo non è difficile: è pressoché impossibile. Amministrarlo bene, sfiora il miracoloso. Amministrarlo bene ed essere per questo apprezzati è pura utopia.
Perciò, quale meraviglia se oggi (in presenza di un fenomeno come l’epidemia da Covid-19, inedita e ignota) si alzano barriere di prevenzione civica così severe? Probabilmente servono a tutti noi, per non allarmarci e, se continua così, per morire semmai di fame da disoccupazione ma non d’influenza. Sicuramente servono a chi le alza a non fare la fine dell’incolpevole Vincenzi.