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 2020  febbraio 14 Venerdì calendario


È giapponese l’uomo più vecchio del mondo

Sorridere allunga la vita, o per usare una celebre frase di Tonino Guerra, «l’ottimismo è il profumo della vita», che il poeta vissuto fino a 92 anni recitava in uno spot televisivo. Anche gli scienziati hanno studiato la longevità e finalmente ce l’hanno fatta ad associarla a uno stato d’animo gioioso. I malmostosi, accigliati e scontrosi possono anche far carriera, purtroppo capita talvolta, ma sono cupi e apparentemente malaticci. Poveretti, mai una risata che arrivi dal cuore, mai uno slancio spontaneo e gratuito. Sprizzano tristezza da ogni poro. Di tanto in tanto li senti che emettono dei gridolini isterici, tanto per rimpolpare il proprio stress. Sono brutti dentro e fuori. Infatti uno studio della Penn State University rivela che quando si sorride si è più attraenti di quando si è truccati. Insomma, meglio una risata di un rossetto. La stessa ricerca spiega che uno smile rende più piacevoli e cortesi ma anche più competenti. E conferma: ridere spesso aumenta la produttività.

FA BENE AL CUORE
Sorridere in fondo è una droga naturale che attiva le endorfine, proprio come la cioccolata, ma a differenza delle tavolette di cacao non fa ingrassare. Inoltre, fa bene al cuore, abbassa la pressione sanguigna e rafforza il sistema immunitario. Ne sa qualcosa il giapponese di 112 anni, Chitetsu Watanabe, che è stato dichiarato «l’uomo più vecchio del mondo» dal Guinness World Records. L’anziano, nato il 5 marzo del 1907 a Niigata, nel nord-ovest del Giappone, ha ricevuto la certificazione del Guinness nella casa di riposo dove risiede, nella sua città natale. Padre di cinque figli, risponde «non arrabbiarsi e mantenere il sorriso» a chi gli chiede il segreto della longevità. Il suo piccolo peccato è quello di concedersi ogni tanto un budino al caramello. Il precedente detentore del record era Masazo Nonaka, un altro giapponese: è morto il mese scorso a 112 anni e 266 giorni. La longevità sembra parlare giapponese: anche la donna più anziana del mondo viene dal Paese del Sol Levante. Si tratta di Kane Tanaka, una vecchina che vive a Fukuokaa – sulla costa settentrionale dell’isola di Kyushu, famosa per gli antichi templi, le spiagge e i moderni centri commerciali – e che surclassa i centenari maschi con le sue 117 candeline già spente, grazie alle quali ha conquistato il titolo di persona più anziana del mondo. Prima di lei, un’altra donna giapponese, scomparsa di recente, sempre a 117 anni di età. 

CENTENARI
Il Giappone ha una delle più alte aspettative di vita nel mondo: sono oltre 70.000 i centenari nel Paese, su una popolazione totale di circa 126 milioni di abitanti. Il primato mondiale per la longevità maschile è andato infatti a un altro giapponese, Jiroemon Kimura, morto nel 2013 poco dopo il suo 116mo compleanno. Tuttavia, secondo il Guinness, il record assoluto spetta alla francese Jeanne Calment, deceduta nel 1997 all’età di 122 anni e 164 giorni. Per dirla con le parole di Coco Chanel «La felicità non è altro che il profumo del nostro animo». Un benessere interiore che si rispecchia con un sorriso, al quale è dedicata una giornata, il World Smile Day che si celebra ogni anno, dal 1999, il primo venerdì di ottobre. Una festa ideata da Harvey Ball, l’illustratore statunitense, inventore dello “Smile”, famosa faccina sorridente. Il suo obiettivo: «Migliorare il mondo». Perché come spiega la master coach Marina Osnaghi, «il sorriso rappresenta una porta aperta alla relazione e al benessere. Se nasce spontaneo, facilita la disponibilità interiore di chi sorride e quella dell’interlocutore che lo riceve. Se è di cortesia e formalismo non può avere lo stesso effetto». Passare poi dal sorriso alla risata è un potente antistress naturale. A costo zero. Altro che sedute dallo psicologo.