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 2020  febbraio 13 Giovedì calendario

Biografia di Lucio Presta


Lucio Presta, nato a Cosenza il 14 febbraio 1960 (60 anni). Agente di spettacolo • «Il manager dei vip» • «Nume tutelare degli artisti più pagati» • «L’eminenza grigia» • Rappresenta, tra gli altri, Roberto Benigni, Paolo Bonolis, Antonella Clerici, Ezio Greggio, Lorella Cuccarini, Amadeus, Belen Rodriguez, Marco Liorni, Rita Dalla Chiesa, Stefano Bettarini, Elenoire Casalegno, Nancy Brilli, Melissa Satta, Elisabetta Canalis, Carlotta Mantovan, Stefano De Martino, Elena Santarelli • «Sono due i nomi da tenere presente nel mondo dello showbiz televisivo italiano: quello di Beppe Caschetto è uno. L’altro è quello di Lucio Presta. Insieme detengono i contratti manageriali di quasi tutto il mercato, secondo una nota logica di bipolarismo all’italiana. Il resto esiste, c’è, ma è roba da gruppo misto per intenderci» (Simona Voglino Levy, Rolling Stones, 2/9/2019) • «Un vero “cartello”» (Francesco Merlo, Gq, 7/2/2014) • «È diventato un ricco, potente e temuto signore della televisione. Dicono sia uno squalo nel mondo degli agenti (non diverso da altri). Che impone i suoi assistiti col pugno di ferro, che offre pacchetti di stelle prendere o lasciare giocando sulla concorrenza tra Rai e Mediaset. E sui contratti milionari ha la sua percentuale, ovviamente. Ma a parlarci sembra gentilissimo, quasi timido» (Goffredo De Marchis, la Repubblica, 21/9/2019) • «Si occupa dei suoi artisti, dei programmi, degli orari di messa in onda, delle contro programmazioni sulle altre reti, del target, dell’impaginazione degli spot. Invita quelli della sua scuderia a disertare festicciole, paparazzate, scandali senza stile» (Valeria Braghieri, il Giornale, 21/2/2010) • «Lucio è dottor Jekyll e mister Hyde. Straordinario nel lavoro, con qualche ingenuità politica. Abbiamo avuto litigate formidabili. Non sembra un vero calabrese, non conosce il rispetto. Lo amo come un fratello minore, ma lo prenderei volentieri a calci nel didietro» (Cesare Lanza) • «Di lei è stato scritto che è misterioso, minaccioso, che gira con la pistola…
 “Non esco con la pistola e non mi piace quest’immagine. Mi sorprende sempre come tanti siano frettolosi nei giudizi. Se sei sincero e dici quello che pensi, passi invece per arrogante”» (Candida Morvillo, Corriere della Sera, 15/2/2019) • «“Vivo tranquillo, non vado per locali, ho una barca molto bella, ma lo sa solo chi ci è salito, vivo da solo, in una casa media, ho i miei libri, le mie abitudini, il mio cane. E mi occupo dei miei figli”. Anche i tuoi artisti fanno questa vita monacale? “Se vogliono lavorare con me, niente discoteche e vernissage”. Rinunciano a tanti soldi. “Non me ne frega niente. Questi signori guadagnano molto più di quanto abbiano mai sognato da bambini”» (Claudio Sabelli Fioretti, Corriere Magazine, 2/6/2005) • È anche agente di Paola Perego, sua attuale moglie e azionista al 20% della sua agenzia, che si chiama Arcobaleno Tre s.r.l • «Io sono un maggiordomo di alto livello. Sulla mia carta d’identità non posso neanche scrivere “agente”. Il mio mestiere non esiste. La mediazione tra uomini è vietata. Siamo stati tacitamente accettati e non veniamo perseguiti. Ma non abbiamo un albo né un sindacato».
Titoli di testa «Allora, signor Presta, lei è potente? Quanto è potente? “Innanzitutto diamoci del tu”» (Sabelli Fioretti).
Vita «Benigni ama ascoltare i miei racconti, dice che ho cinque o sei vite» • «Sua madre Lucia morì dandolo alla luce a Cosenza il giorno di San Valentino del 1960. “So’ costato caro”» (a Stefano Lorenzetto, Il Giornale, 2/12/2007) • «Ho dovuto imparare a dirmi che sono nato con la camicia, perché la fortuna è la cosa peggiore che può capitare a un bimbo. Ho dovuto dimostrare che una cosa che ti fa male può diventare il motore del tuo successo. Perdere la madre nell’istante in cui nasci vuol dire che la prima cosa che avverti, nascendo, è la morte e che quella sensazione ti si riproporrà per tutta la vita» (alla Morvillo) • Lucio viene allevato da una zia, Lilia, che ha 23 anni e fa la commessa a Milano. Per lui torna al Sud • «Lilia era la sorella di mia madre che si era presa cura di me e mia sorella Pina, poi papà l’aveva sposata, forse per gratitudine, ma per me era la mamma» (Morvillo) • «“La mia vita era iniziata in salita, quindi da quel momento non poteva che andare in discesa. In tv era facile: c’erano Lassie, Rin tin tin, La freccia nera. Il mio eroe era Zorro. Ogni tanto, grazie ai nonni, pilastri indissolubili della mia infanzia, andavo a letto dopo Carosello e guardavo un po’ della prima serata, in bianco e nero”. Era più monello di adesso? “Il film Monello ha segnato la mia generazione: eravamo disubbidienti. Comunque sono proprio stronzo, magari fossi solo monello...” (ride)» (Antonella Luppoli, Libero, 5/12/2016)• Con il padre, Michelino, Lucio va poco d’accordo • «A 11/12 anni, per un incidente a cavallo, ho perso il cristallino dell’occhio sinistro e malgrado oggi si possa fare molto con la chirurgia non l’ho mai sistemato, proprio per ricordare che nella vita accadono cose che possono cambiare la nostra esistenza per sempre» (Giovanni Terzi, Il Giornale, 9/6/2018) • «“Lui non venne mai in ospedale: 40 giorni in cui temevo sarei rimasto cieco e urlavo. Col tempo, ho pensato mi incolpasse della morte della donna che amava perdutamente”. Era così?
 “No. Credo che, se avesse potuto scegliere, avrebbe salvato mamma: è umano. O forse era solo inadeguato a quel dolore e si è stordito fra interessi, viaggi, amanti”» (Morvillo) • Al parco Lucio conosce un bambino e scopre che è suo fratellastro • «Un giorno, arriva una donna in cortile. Sostiene che papà le dice da anni che si sta separando. Rivedo ancora il nonno che assiste alla sofferenza della figlia e di noi nipoti... […] i pianti silenziosi di Lilia quando papà spariva» (alla Morvillo) • La famiglia si trasferisce da Cosenza a Praia di Mare. Per lui sono anni difficili • «Facevo le elementari, soffrivo i silenzi, le liti. Ero ribelle, discolo. Papà mi mise in seminario. Presi a parolacce il prete per farmi espellere e fui spedito a La Spezia, dai Salesiani. Mi trovai a mille chilometri, fra ragazzi che il venerdì tornavano a casa. Fra le mie bravate, armai una banda con sedici lime da me trasformate in pugnali. Devo tanto a don Bruno, che mi ha dato subito uno scappellotto, facendomi capire che esistono le regole» (alla Morvillo) • «Io sarò sempre grato ai Salesiani per avermi formato al rispetto degli altri e a comportarmi eticamente e moralmente» • «Mio padre mi voleva a tutti i costi nella sua impresa di lavori pubblici. Per sottrarmi al destino già segnato, a 14 anni andai a fare il cameriere in giro per il mondo» • «Primo impiego nel ’73 all’hotel Mondial di Praia a Mare. Ho capito cos’è l’indipendenza e, da allora, ho sempre lavorato» (alla Morvillo) • «Qualche anno fa, in vacanza a Maratea, ho incontrato la Contessa Rivetti che è rimasta sbalordita quando le ho raccontato di essere stato uno dei camerieri di suo padre. Pensava la prendessi in giro» (alla Luppoli) • «La danza è stata una disubbidienza? “Certo. Era il ’75, sono andato a teatro a vedere uno spettacolo di musica sacra con Jon Lei e Flora Torrigiani: la folgorazione. Qualche sera dopo, ero a cena con Jon. Gli ho raccontato del mio innamoramento e mi ha invitato in sala prove. Ho iniziato a studiare 8-9 ore al giorno» (ibidem) • «Due anni dopo a Milano vado a cena al ristorante Quattro Mori. E lì chi t’incontro? La Torrigiani. La mattina dopo ero nella sua scuola, a via del Carmine 1. Ho debuttato in tv con Sceneggiato italiano di Edmo Fenoglio. Ho fatto cinque edizioni di Fantastico. Sono stato il primo ballerino di Renato Zero. Dieci anni della mia vita. Ho conosciuto tutti, da Rudolf Nureyev a Carla Fracci» (a Lorenzetto) • «Quando facevo il ballerino, ero quello che faceva le battaglie per l’aumento della diaria che all’epoca era di seimila lire. Chiesi di portarla a dodicimila. Mi ritrovai solo a scioperare» (Il Tempo, 5/12/2019) • «Papà, a suo modo, mi voleva bene. Quando ballavo con Renato Zero, venne a vedermi, pigiato fra i sorcini, e non me lo disse. Agli amici, parlava di me con orgoglio e io l’ho saputo solo quando non c’era più» • «Perché ha mollato? “Ho capito che senza di me la danza non avrebbe perso nulla e che potevo essere utile all’arte in altro modo”» (Luppoli) • «Siccome ero legatissimo a Franco Miseria e a Heather Parisi, organizzai per loro, che avevano lasciato il manager Vincenzo Ratti, una piccola tournée in Svezia, Danimarca, Germania. Andò benissimo. Io però mi rendevo conto di essere un dilettante. Allora sono andato a conoscere Vincenzo Ratti, ho convinto Heather a tornare con lui e Vincenzo mi ha preso con sé. Nel giro di due anni ero suo socio al cinquanta per cento. Lui aveva Benigni, D’Angelo, Carmen Russo» (a Sabelli Fioretti).
Amori «Tecnicamente non bello, ma alle donne muove sangue» (Braghieri) • «Si è sposato tre volte e confessa colpi di fulmine ottocenteschi» (Morvillo) • Prima moglie: Simonetta. «L’ho vista e sono andato da suo padre a chiederne la mano. Dopo 40 giorni, eravamo sposati» • Seconda moglie: Emanuela, madre dei suoi due figli: Beatrice (n. 1990) e Niccolò (n. 1993), morta nel 2006. 
«L’amore più grande della mia vita, le devo tutto. Mi ha conosciuto che facevo il ballerino e mi ha spinto lei a diventare agente. Mi è stata vicina in un modo pazzesco […] Ci siamo lasciati restando legatissimi. Quando si è ammalata, io ormai stavo con Paola […] si cresce in modo diverso mentre la mia evoluzione nel lavoro era esponenziale, lei faceva solo la mamma. Ci siamo lasciati, ma lei diceva “puoi venire?” e io correvo. Paola ha sopportato tanto. Anche che, con la malattia, pur sentendoci noi tutti i giorni, io sia tornato da Emanuela, che è morta un anno e mezzo dopo […] convinta che fossimo tornati insieme» • Terza moglie: Paola Perego, artista della sua scuderia, sposata con rito civile nel 2011, dopo quindici anni di fidanzamento e tre di convivenza. Abiti Giorgio Armani per entrambi, Lucio in completo scuro, Paola vestita di rosa, presenti i figli di lui (Niccolò e Beatrice) e i figli di lei (Riccardo e Giulia, che l’hanno accompagnata all’altare). Testimoni di lei: l’amica d’infanzia Ada Basso e Mara Venier. Testimoni di lui: Paolo Bonolis e Paolo Castriota. Tra gli invitati Mara Venier, Bonolis, Fabrizio Del Noce, Maria De Filippi e Maurizio Costanzo, Federico Moccia, Alessia Marcuzzi con Francesco Facchinetti, Gigi D’Alessio e Gianni Morandi • La Perego lo ha soprannominato “Wolf” (come il personaggio di Pulp Fiction) «perché tutti si rivolgono a lui per risolvere un problema». Quando litigano, lei chiama lui «Presta», lui chiama lei «Ovviamente Perego. Poi facciamo pace e torniamo a essere Lucio e Paola» (lei) • «Non potrei mai lavorare con artisti che non amo. Una l’ho anche sposata» (lui).
Denari «Non ho niente da dire – risponde Presta quando gli chiede di raccontare l’architettura societaria del suo gruppo – Con i giornalisti parlo solo del mio lavoro. Come sono divise le mie società lo devo spiegare allo Stato, lo Stato lo sa molto bene» (Maria Silvia Sacchi, Corriere della Sera, 28/2/2011).
Bastoni Ha litigato con un sacco di gente • Di Antonio Ricci dice «La mia storia con lui è fatta di sentieri tortuosi» e «Crede di essere il dottore della televisione. Invece è la malattia. Per andare dritto alla meta non ti dico che ammazzerebbe i figli ma tutti quelli che ci sono prima sì» • Di Beppe Grillo: « Aveva attaccato pubblicamente Benigni coinvolgendo anche me. Gli scrissi una lettera di fuoco di dieci pagine, dove gli ricordavo, tra l’altro, quando andava all’estero per convention, quando con la sua barca, che andava a nafta non a idrogeno, si incagliò in una zona protetta della Sardegna» • Di Renzo Arbore: «È insopportabile. Non vuole mai rischiare nulla e poi critica gli altri» • «Sono state scritte molte cose false su di te? “Non molte, ma tutte da Concita De Gregorio su Repubblica”. Vi siete chiariti? “Io sono salesiano. Prima mi vendico poi perdono”. Quale sarà la vendetta? “Prima o poi magari darò una notizia che per lei è importante a qualcun altro del suo giornale”» (Sabelli Fioretti) • «Rivolto al direttore del Corriere, ha minacciato la disdetta dei “molti abbonamenti al suo giornale”, se Grasso insistesse nelle sue accuse. Dal canto suo, mai sceso su Twitter, Grasso per ora non replica» (Maurizio Caverzan, il Giornale, 2/1/2013) • Presta difende la moglie: «Ha sempre lavorato, anche prima di sposarmi. Non l’ho mai favorita, anzi qualche volta l’ho danneggiata. Lo ammetto e me ne dispiaccio molto» • «“Non scrivo per essere letto da Gerry Scotti, Celentano, Fazio, la Clerici... Neppure per compiacere i loro nemici”. Ma conquisti tutti gli altri? “Di sicuro non li imbroglio”» (Aldo Grasso a Francesco Merlo, Cq, 7/2/2014).
Politica «Presta vota? “Regolarmente, ma non le dico cosa. Sono stato attaccato da destra e da sinistra e mi sono convinto di essere davvero un uomo libero”» • Nel 2016 si era candidato senza primarie a sindaco di Cosenza con una lista civica vicina a Matteo Renzi • Ebbe a dire: «Non è Presta che è andato dal Pd, è il Pd che è venuto da Presta» • Ha ritirato la sua candidatura «per motivi familiari» prima del voto. Quelli del partito non lo hanno voluto. È rimasto comunque vicino a Renzi, ha prodotto il suo documentario Firenze secondo me. Secondo Goffredo de Marchis di Repubblica Renzi lo sente spesso per farsi consigliare le strategie di marketing.
Curiosità Ex ciccione. Il dietologo di Desio Alberico Lemme, lo stesso da cui sono andati Berlusconi, Brignano, Romina Power, Briatore e Paola Perego, gli ha fatto perdere trenta chili • Ha 65 mila seguaci su Twitter e quasi 50 mila su Instagram • «Perché un manager del suo calibro è attivissimo sui social? “Non posso andare in analisi tutti i giorni, allora un po’ me la faccio da solo” (ride)» • «Gli Artisti con la A maiuscola non hanno subito alcuna trasformazione, tanto che alcuni di loro (i più bravi) usano pochissimo i social. È vero che arrivano in tv anche artisti che provengono dai social, ma è altrettanto vero che spesso in poco tempo vi fanno ritorno» (a Terzi) • Le vacanze di Natale le passa a Malindi con Flavio Briatore, di cui è molto amico • Colleziona orologi ma non ne indossa • Dorme poco • Ha scritto un’autobiografia, Nato con la camicia (Mondadori, 2019) assieme alla cugina Annamaria Matera • Da bambino voleva arruolarsi in marina • Tifa per il Cosenza. In serie A per la Roma • Dice di svegliarsi presto la mattina e di andare spesso in chiesa • «Preferisco Mediaset alla Rai. La Rai è come un palazzo d’epoca, Mediaset è architettura contemporanea» • Preferisce il Tg di Mentana al Tg1 • Non gli piacciono i reality • Gli piacciono The Affair, Narcos e House of Cards • «Hai detto: “Prima di passare alla storia è meglio passare alla cassa”. “La battuta è di un grande autore di giochi, Popi Perani. Io l’ho solo ripetuta e Guia Soncini ci ha scritto un pezzo”. Tu ne sei convinto? “No. Io sono convinto che noi tutti dobbiamo tentare di scrivere la nostra piccola parte di una nostra piccola storia del nostro piccolo mondo”» (Sabelli Fioretti).
Titoli di coda «La gente mi conosce come un uomo molto duro e ora che la mia autobiografia è in libreria, sto sulle spine e mi chiedo: ma era il caso di far vedere anche l’anima?».