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 2020  gennaio 25 Sabato calendario


L’Alzheimer colpisce più le donne

I numeri disegnano con chiarezza i contorni del fenomeno e fa quasi impressione doverli dare. In Italia, ci sono 1,2 milioni di malati conclamati di Alzheimer. Ma andiamo avanti: oltre 700 mila persone ancora non sanno di essere malate. Nel mondo i malati sono addirittura 49 milioni, «il che equivarrà a dire tra 10 anni un nuovo malato ogni tre secondi», sottolinea il report del Rotary Club Roma Capitale che ha evidenziato i numeri della patologia. Ma dall’analisi delle cifre emerge anche un altro spunto, forse meno noto. Sono le donne ad essere più colpite rispetto agli uomini dai sintomi della memoria che vacilla, del cervello che non mette più insieme i pezzi. Si ammalano il doppio rispetto agli uomini. «È evidente il gap a sfavore delle donne, le quali presentano una incidenza del 6%, doppia rispetto al 3% degli uomini», spiega l’analisi. La scienza si è data risposte diverse a un trend confermato da anni di studi e ricerche. La più comprovata è legata a un fattore genetico. «Nella donna si riscontrano fattori di rischio, che possono comprometterne le facoltà cognitive fino allo sviluppo di demenza, diversi rispetto al sesso maschile. Nello specifico nelle donne può incidere negativamente la positività ad alleli specifici dell’Apolipoproteina E (APOE). L’APOE (Alipoproteina E) è il più forte fattore genetico conosciuto che predispone allo sviluppo di Alzheimer», ha spiegato il prof. Paolo Maria Rossini, Capo Dipartimento Neuroscienze IRCCS San Raffaele Roma. Inoltre, spesso, nella ricerca scientifica la predisposizione del sesso femminile nei confronti dell’Alzheimer è stata attribuita anche alla menopausa: la perdita degli ormoni sessuali ovarici e la fluttuazione dei livelli degli estrogeni si assocerebbero in questo senso ai disturbi cognitivi e a un aumento nella probabilità di rischio di sviluppo della malattia. Anche i meno istruiti sono i più predisposti a contrarre l’Alzheimer. Secondo i dati emersi, l’insorgenza della malattia è diffusa prevalentemente tra gli individui con un livello di istruzione più basso (6%, 1 punto percentuale sopra la media) con una quota doppia rispetto a chi ha un’istruzione media (3%) e meno diffusa presso gli individui altamente istruiti (1%). «È consigliabile», spiega Rossini, «tenersi sempre in allenamento fisico e cognitivo. Fare 45 minuti di attività fisica al giorno e tenersi impegnati mentalmente, leggendo, scrivendo e studiando, sono abitudini che possono ridurre il rischio di contrarre l’Alzheimer. Avere uno stile di vita sano, tenere a bada il diabete, evitare di incorrere in obesità, sono altri consigli che possono aiutare». «L’incidenza dei malati di Alzheimer tende ad aumentare con l’avanzare dell’età: la patologia interessa lo 0,4% degli individui che hanno tra i 65 e i 69 anni, l’1,9% degli individui tra i 70 e i 74 anni, il 3,4% di chi ha tra i 75 e i 79 anni per arrivare a toccare l’11,5% degli anziani che hanno 80 anni e più», spiega inoltre l’analisi del Rotary. È in Lombardia la regione che detiene il primato di malati con 120mila affetti dalla patologia. Seguono i 109mila nel Lazio e subito dopo i 106mila in Emilia Romagna. Scendono i malati di Alzheimer in Puglia (104 mila), Veneto (100 mila), Campania (98 mila), Piemonte (95 mila), Sicilia (90 mila), Toscana (85 mila) e Calabria (68 mila). Poi ci sono le Marche (42 mila), Sardegna (40 mila), Friuli Venezia Giulia (36 mila), Liguria (33 mila), Abruzzo (25 mila), Trentino Alto Adige (15 mila). Le regioni più fortunate sotto il profilo dell’incidenza della malattia sono Umbria (13 mila), Basilicata (9 mila), Molise (8 mila) e per ultima la Valle d’Aosta dove si contano solo 4mila malati. Ancora preoccupanti invece sono i tassi di mortalità. Anche questi variano da una regione all’altra. I più alti si presentano in Valle d’Aosta (48%), in Piemonte (36%), in Sardegna (36%), in Veneto (36%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (36%). Mentre per le province, il tasso più alto si registra a Carbonia-Iglesias (46%). Seguono Treviso (39%), Cuneo (38%) e Trapani (38%).