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 2020  gennaio 15 Mercoledì calendario


Biografia di Catherine Ann Moss detta Kate


Catherine Ann Moss detta Kate, nata a Croydon, alla periferia sud di Londra, il 16 gennaio 1974 (46 anni). Modella. Stilista. Imprenditrice • «Definire la Moss soltanto una modella è da idioti. È una donna che ha inventato se stessa e la sua femminilità, né più né meno di come aveva fatto Brigitte Bardot mezzo secolo fa. Esattamente com’era stato per la Bardot, nella storia della bellezza femminile c’è stato un prima e un dopo Kate Moss» (Giampiero Mughini, Libero, 28/9/2010) • Ha sfilato, tra gli altri, per Gucci, Calvin Klein, Chanel, Bulgari, Dior e Yves Saint-Laurent. È finita sulle copertine delle riviste più di trecento volte, trentasei delle quali solo su Vogue Uk • Nel 2016, dopo 27 anni di collaborazione, ha lasciato l’agenzia Storm Models, che l’aveva portata al successo da ragazzina. Quindi, assieme alla sua agente Lucy Baxter, ha fondato un’agenzia di talent-scouting per modelli, cantanti, attori e ballerini • È una delle donne più ricche del Regno Unito: secondo Forbes, ancora nel 2014, a 40 anni, guadagnò 7 milioni di dollari. Stando al sito celebritynetworth.com, ha un patrimonio di 80 milioni di dollari • «Ha raggiunto uno status più spesso occupato da principesse, aristocratiche, mogli di ricchi uomini d’affari, potenti o star di Hollywood» (Natasha de Teran, Sette, 2001) • «Ha ottenuto contratti miliardari come testimonial di importanti griffe e case di cosmetici. Protagonista della cronaca rosa e del gossip, è considerata dai più un’icona di stile» (Treccani) • «Icona nevrotica e stupefacente (in ogni senso) di un paio di generazioni» (Massimo Gramellini, La Stampa, 24/9/2015) • «Fotografata in più di un’occasione negli anni novanta e duemila su di giri ai party. In quel periodo […] ebbe una relazione tormentata con il musicista Pete Doherty e una volta fu ripresa di nascosto dal Daily Mirror mentre sniffava cocaina. Da allora i tabloid la ribattezzarono “Cocaine Kate”» (Francesco Tortora, Corriere della Sera, 22/2/2019) • «Il segreto della longevità di Kate sta nel suo essere misteriosa. C’è in lei qualcosa di nascosto, ed ecco perché fotografi e giornalisti e artisti ne sono attratti. Perché faticano a dire esattamente chi o che cosa lei sia, e così le possono attaccare addosso le loro fantasie» (Anna Wintour, direttrice di Vogue America) • «Essere un personaggio non le interessa: “Vivo la mia vita, faccio il mio lavoro. C’è una differenza tra le due cose”. Non le va di “blaterare” sui fatti suoi come fanno tanti attori per promuovere i film: “Non c’è granché da dire”» (James Fox, Vanity Fair, 28/12/2012).
Titoli di testa «“Cielo, quanti appunti”, dice, guardando il mio bloc-notes. Li ho raccolti parlando con i suoi amici, l’hair-stylist James Brown, gli stilisti Marc Jacobs e John Galliano, la musa Amanda Harlech, e lei fa: “Ma allora non c’è bisogno che io dica nulla”» (Fox).
Vita «Croydon. Se avete mai avuto la sventura di iniziare il vostro viaggio in Inghilterra prendendo il treno da Gatwick, è possibile che ci siate passati. Per anni il suo nome è stato sinonimo di cattivo gusto suburbano, un caso disperato di non amato e non amabile, di meno lo si vede meglio è. Per coloro che vengono da lì, è il genere di posto da cui non si esce mai o, se lo si fa, non verrà mai più nominato. Eppure, è il luogo di nascita della first lady dello stile, Kate Moss. Non soltanto ci è nata: ha anche subito l’ignominia di esserci cresciuta» (de Teran) • Sua madre fa la barista, suo padre lavora per la Pan Am, da bambina la porta a Miami, New York, San Francisco. «E quando tornavo a Croydon, alla nostra auto senza aria condizionata, alla casa senza piscina, mi dicevo: io qui non ci resto» • Sui muri della sua cameretta, ha David Bowie e Rob Lowe, tante foto di ragazzi, una di Marylin • «Prima di diventare una modella, le piaceva la moda? Sognava di avere qualche vestito in particolare? “No, la mia passione era la musica. Ma anche la moda mi piaceva”» (Interview, 12/8/2013) • «Gli abiti mi sono sempre piaciuti, vestivo da bambina il mio fratellino Nick, lo chiamavo Sylvia. Ho ancora una sua foto con il neo, le tette finte, sembrava Liz Taylor. Lui non se l’è mai presa, anzi me l’ha regalata con la dedica “A Kate, ti voglio bene, Sylvia”» (Fox) • Quando ha 14 anni, va in vacanza coi suoi genitori alle Bahamas. Fa scalo all’aeroporto JFK di New York. Per caso, incontra Sarah Doukas, fondatrice dell’agenzia Storm, che la nota • «È piccola, ma con quel viso e quella grinta cercheranno di imitarla tutti» • Kate si presenta al provino con la divisa della scuola • «Mia madre […] quando ho iniziato a fare la modella mi diceva: “Non puoi essere normale?”. E io: “Perché, a te sembra di essere normale?”. La gente del quartiere è così, assurda, senza rendersene conto. “Non puoi uscire in questo modo, non fumare per strada, non metterti le scarpe con il cinturino, non ti fare la coda da una parte”. E io invece facevo tutto, perché erano le cose che facevano le ragazze fighe» (a Fox). È minorenne, ma va lo stesso al pub di Rue St. George. Si ubriaca di snakebit, un miscuglio di sidro e birra, e di black, un miscuglio di sidro, birra e liquore al ribes. «Ora l’hanno messo al bando: ti fa andare fuori di testa». Le risse sono frequenti. «Ma non è dalle risse che sono scappata, è proprio da tutta quella vita lì. Non ho mai pensato che fosse quello il mio destino» • Kate lascia la scuola: «Sapevo che avrei imparato di più fuori». Sua mamma è contraria. «Mi ha detto: “Basta, se è questo che vuoi fare, lo fai da sola”. E io: “D’accordo”» • Nel 1989 va a Londra, per un provino di John Galliano. Lei: «Ho preso il treno, senza dire a nessuno dove andavo. Era una vita parallela, che mi piaceva. Una vita in cui mi sentivo a mio agio». Lui: «Stavamo cercando ragazze nuove, selvagge, e quando la vidi pensai: wow, ho trovato il mio piccolo diamante grezzo. Era incredibile: ha infilato il vestito e lo ha capito subito, lo ha fatto suo. E poi la camminata, la postura, gli splendidi capelli lunghi: più che una bellezza, era un enigma. Già allora era guardinga. E credo che neanche oggi qualcuno sappia chi è davvero. […] È in grado di dire a un couturier che cosa funziona, e noi ascoltiamo. È l’unica musa che io abbia mai avuto. Capace di creare insieme a me» • Di nuovo lei: «Da quando avevo 14 anni, John mi ha suggerito come immaginarmi, tipo “Sei una ragazza cattiva che va in moto con i ragazzi”» • «Kate aveva 15 anni quando partiva da Croydon alle 11 di sera, da sola, per andare a Londra - con Galliano - al Quiet Storm, un nightclub. “Portavo scarpe da prostituta, minigonne inguinali e poco altro. Non mi sono mai divertita tanto. C’erano tutti: Boy George, Kylie Minogue, Michael Hutchence”. Spesso si fermava a dormire a casa di James Brown. “Andavamo alla cabina telefonica per avvisare sua madre, io ero paralizzato dalla paura”, ricorda l’hair-stylist, “e lei, tranquilla: ‘Mamma, non ti preoccupare, sono da Jimmy B., va tutto bene’”» (Fox) • Deve posare senza reggiseno: «Da adolescente le mie tette erano la parte del mio corpo che odiavo di più. Ricordo che piansi per anni. Detestavo le foto dove ero in topless. Avrei fatto qualsiasi cosa pur di non dovermi mostrare così» • «Avevo 15-16 anni, uscivo all’alba, andavo in treno a Gatwick, salivo sull’aereo, alle 9 di mattina ero sul set a Parigi. E non c’era nessuno a starmi vicino. Ecco perché tante persone mi hanno preso sotto l’ala. Non avevo nessuno su cui contare. Nessuno si è mai davvero preso cura di me» • «La prima volta che andai a Parigi per una sfilata di John [Galliano, ndr], nessuno sapeva nemmeno che fossi una modella. Le ragazze erano tutte in fila, ricordo che Stéphane Marais mi disse: “Sei nello spettacolo?”. Io risposi: “Già”. E lui “Chi saresti?”. “Lolita”» (a Interview) • «Gli esordi sono stati molto difficili per Kate, catapultata in una realtà nuova e totalmente diversa dalle sue origini» (Claudia Ricafari, Grazia, 29/5/2015) • Kate conosce Mario Sorrenti, un fotografo italiano che vive in America, tre anni più vecchio di lei • «Anni di bohème tra la capitale inglese e New York, in cui lui la fotografa senza tregua, e “vivevamo sui divani degli altri, per poter stare un po’ insieme”, e scappare dalla mamma di lei» (Michele Masneri, Il Foglio, 16/12/2018) • Conosce Liz Tilberis, che vuole rilanciare l’Harper’s Bazaar, la mette su una delle prime copertine e nelle pagine interne di quasi tutti i numeri. Conosce Fabien Baron, direttore creativo di Calvin Klein, che le offre un contratto di otto anni dopo un solo provino • «Era un fascino acerbo a cui il pubblico americano non era abituato, e la prima campagna scattata da Herb Ritts - lei e Mark Wahlberg, entrambi seminudi - generò una tempesta di proteste. “Lì ho avuto una crisi di nervi”, ricorda Kate. “Avevo 17 anni o 18, e non mi sentivo a mio agio, a cavalcioni su quel ragazzo mezzo nudo. Sono rimasta a letto per due settimane, pensavo di morire. Sono andata dal dottore, lui mi ha detto: ‘Ti prescrivo un po’ di Valium’. Grazie al cielo Francesca Sorrenti [madre di Mario, ndr] non ne ha voluto sapere: ‘Tu quella roba non la prendi’. Era solo ansia, ma nessuno si preoccupa di come stai psicologicamente. C’è un’enorme pressione che ti spinge a fare quello che devi fare”» (Fox) • «Nasceva il mondo delle supermodel, quella razza nata dalla fantasia di un gruppo di stilisti che avevano deciso di tirare fuori dall’anonimato le modelle da batteria. E poi c’era lei: Moss era uno strano esemplare in mezzo alle varie bonone globali. Aveva diciannove anni e fu tutto merito di Calvin Klein. “Era l’epoca delle super model, tutte molto formose, con dei corpaccioni, ma io volevo una donna più androgina, senza quei seni giganti, e lei era perfetta, era il contrario” ci disse lo stilista qualche tempo fa per Vogue […] Quegli scatti, con Kate Moss sdraiata su un divano nero sgarrupato, o a seno nudo su un fondale di nuvole, o dietro un’inferriata col fratello di Sorrenti, sono diventate autobiografia olfattiva (e in taluni casi onanistica) degli anni Novanta» (Masneri, Il Foglio, 16/12/2018) • Lei è pallida e emaciata. Sembra una drogata, dicono che il suo stile è l’“heroin chic”. Dicono che le sue foto esaltino anoressia, pornografia, pedofilia e droga • «Non avevo mai toccato l’eroina. Ed ero magra semplicemente perché lavoravo troppo. Ricordo che spesso dormivo a Milano in un bed and breakfast dove al ritorno dal lavoro non c’era niente da mangiare. Ero agli inizi, nessuno mi portava fuori a pranzo: solo Carla Bruni una volta fu davvero carina. Ma anoressica, mai”» (a Fox) • «Piano piano, una copertina dopo l’altra, una campagna pubblicitaria e un’ennesima sfilata, Kate cambia le cose. Cambia il gusto sulle donne, sul concetto stesso di bellezza e diventa il simbolo del nuovo che avanza. Tanto che ci sorge un dubbio: ma gli anni ’90 li ha inventati lei?» (C.M., Elle, 26/08/2017) • La sua storia con Sorrenti finisce. «Mi svegliavo al mattino e c’era lui già pronto a fotografarmi e io lo mandavo a quel paese. Ho dovuto stare sdraiata per circa dieci giorni, lui non la smetteva più di farmi foto in quella posizione. Quando vivi una relazione con un fotografo e lui inizia ad abusare della vostra storia per fare i suoi interessi è normale che decidi di mettere fine» (Racalfari) • Rimane sola, ma fa amicizia con Naomi Campbell e Christy Turlington. La prendono sotto la loro ala, girano insieme in limousine e dormono al Ritz • Racconta la Turlington: «In quel periodo si sentiva sola. Lavorava troppo ed era sballottata per il mondo, come capita alle ragazze che sono agli inizi e non sanno dire no. Girava in scarpe da tennis e jeans, con la sua valigetta per tutte le evenienze, tipo: dove dormo stasera? Poco dopo, incontrò Johnny» (da Fox) • «Kate si innamora di Johnny Depp e con lui forma una delle coppie più belle e invidiate degli anni Novanta. Una storia finita male, di cui la modella preferisce non parlare» (Racalfari) • Ormai è una delle modelle più famose del mondo • «Più che semplicemente in prima linea, lei è dove la moda è: uno zeitgeist della nostra epoca. [...] Sam Taylor Wood [...] la definisce “l’icona culturale della nostra epoca” [...] trascende ogni genere di barriera sociale in Gran Bretagna: è cool, bohémiènne, stupenda e fa ciò che la moda fa meglio: stare al bivio fra commercio e arte» (de Teran) • «Dallo Zingarelli: “bohème: vita libera, disordinata e anticonformista tipica di giovani artisti poveri”. E “bohémienne: chi segue una vita bohème”. Con Kate c’azzecca: libera, disordinata, giovane, “ma” certamente non povera (è miliardaria per via di una carriera da modella fra le più pagate al mondo) e artista (a meno che un’icona non sia un’artista)» (Pollo) • «Uno dei look più memorabili che abbia mai dovuto mettere insieme fu in occasione di una visita al famigerato KitKatClub di Berlino. “Mi ero portata dietro cose tutte nere e di pelle, per un servizio stile Cabaret. Nessuno voleva venire con me in quel locale, ma io dissi: ‘Non me ne vado da Berlino senza esserci stata’. Alla fine si offrì il mio autista. Solo che all’ingresso ci fermò il buttafuori: ‘Non potete entrare così, è la serata sadomaso’. Mi sono tolta il sopra, ho tolto la cintura dalla gonna di pelle e me la sono allacciata sulle tette, e l’autista si è tolto i pantaloni. Dentro era davvero strano: uomini vestiti di plastica trasparente, cose così. Vado da un tipo e gli faccio: ‘Mi piace la tua T-shirt’. Ma vedo che ha l’espressione strana, abbasso lo sguardo: si sta masturbando”» (Fox) • Viene soprannominata “The Tank”, la tanica, perché beve di tutto • Frequenta James Brown, Jen Ramey, Lucie de la Falaise, Carolyn Bessete, allora fidanzata di John Kennedy Jr., Marlon Richards, figlio di Keith, dei Rolling Stones • «“Certo che il cerchietto tra i capelli, dopo un po’, al mattino, ti dà il mal di testa...”. Così ha detto Kate Moss, sulla spiaggia Cabane Bambou di Saint-Tropez, dopo una nottata a base di vodka e champagne» (da Chi, n. 34, 25/8/2010).
Eccessi Fumava canne già dodicenne • «Il periodo più buio per Kate è stato quello in cui stava con Pete Doherty, il cantante con cui trascorreva nottate a base di droga e alcol. È in questa fase che Kate viene travolta dallo scandalo, quando su tutti i tabloid compaiono le foto di lei che sniffa cocaina» (Racalfari) • «Non che fosse una sorpresa, ma lei ebbe il coraggio di dire: “Non mi drogo più di tanti altri”. Uno dopo l’altro, i marchi cancellarono i suoi contratti. Sembrava che la sua carriera potesse finire. Ma il mondo della moda non la abbandonò. La rivista W continuò a metterla in copertina, Anna Wintour le fu particolarmente vicina, e alla fine tornarono anche le aziende. “La ripresi subito da Calvin Klein”, dice Fabien Baron. “E lei fece quello che doveva fare: disintossicarsi, ripulirsi”» (Fox) • «Ci sono persone che, qualunque cosa scriva la stampa, non tradiscono mai. Una è Anna Wintour. Combatte per te, anche se non è tenuta a farlo. Lei si è presa cura di me. Se la chiamavo in lacrime, era sempre pronta ad ascoltarmi».
Tatuaggi Lucian Freud, il pittore nipote di Sigmund, l’ha tatuata su una natica. «“Mi ha raccontato di quando, da giovane, era in marina e tatuava gli altri marinai”, ricorda Kate, “e si è offerto di tatuare anche me. ‘Mi piacciono gli uccelli’, gli ho detto. E lui: ‘Ce l’ho il disegno di un uccello’, e mi mostra da un libro un suo quadro con un pollo con la testa penzoloni. E io: ‘No, quello no’. E lui: ‘Forse dovrei disegnare te’. Ma ho pensato, una ragazza proprio lì? No, grazie. Alla fine ci siamo messi d’accordo su uno stormo di uccelli. Un Freud originale: quanto lo pagherebbe un collezionista? Qualche milione?”» (Fox).
Uomini Ha detto: «Gli uomini sono tutte puttane, non bisogna mai prenderli sul serio» • «I suoi amori sono un elenco di belli & dannati degli anni ’90 e 2000. […] Ha amato anche Robert Del Naja dei Massive Attack, Lenny Kravitz e Mark Wahlberg, […] che all’epoca faceva il rapper col nome di Marky Mark. Nel 2002 arriva Jefferson Hack, il direttore di Dazed & Confused, bibbia dei Kateofili e di una certa idea di moda. Con Hack ha la sua unica figlia, Lila Grace» (C.M.) • Sta anche con Evan Dando, cantante, Daniel Craig, attore, Jonny Lee Miller, attore, Jamie Dornan, modello, Rhys Ifans, attore, Russel Brand, comico, attore e conduttore televisivo • Nel 2011 ha sposato Jamie Hince, chitarrista dei The Kills, in una chiesa nel Gloucesters. Lei lo aveva scelto guardando foto di uomini su Google. Dopo averla conosciuta lui ha smesso di essere vegano • «La manager di Kate, Jen Ramey, aveva dubbi sulla cerimonia in chiesa: “Con le stronzate che abbiamo combinato, credevo che saremmo stati avvolti dalle fiamme dell’inferno”» (James Fox) • Divorziano nel 2016 • Da allora frequenta Nikolai von Bismarck, di dodici anni più giovane, fotografo, discendente di Bismarck, ex alcolista pentito.
Figlia Lila Grace (n. 2002), aspirante modella • «La guardo adesso e lei ha 15 anni, e pensare che a quell’età ho posato in topless... È pazzesco» • «La sosterrò ovviamente. Sarò il suo manager. E la sua mamma. Se vuole, la sosterrò in qualsiasi cosa lei voglia fare».
Curiosità «Abita su una collina di pini affacciata sulla baia di Pampelonne e su quella di Saint- Tropez. Un alto cancello di legno si apre su ulivi, vigne e siepi» (James Fox, nel 2012) • Dicono si sia rifatta il naso • Le piacciono la regina Elisabetta e la famiglia reale • Le piacciono Arancia Meccanica di Stanley Kubrick e Oltre il giardino, il penultimo film di Peter Sellers, quello in cui non fa ridere • Non le piace parlare in pubblico • Frequentava Carla Bruni, ma la chiamava «Boring Carla», cioè Carla la noiosa, perché lei voleva andare a letto presto la sera • Nella Storia della bellezza di Umberto Eco figura al fianco di capolavori del Rinascimento • Il museo delle arti figurative di Parigi le ha dedicato una mostra: Le mythe Kate Moss • Lo scultore inglese Marc Quinn l’ha ritratta in posizione yoga in una statua d’oro che pesa 50 chili e vale 1 milione 900 mila euro • Nel 2014 è stata la prima modella a scrivere sull’edizione britannica di Vogue • Non le piacciono i social network, non ha Twitter. Su Instagram il profilo della sua agenzia ha 1 milione di seguaci, ma lei non ha un account personale. O meglio, ne ha uno segreto, con uno pseudonimo. La seguono solo 25 persone. «Non voglio che la gente sappia dove sono. Non voglio che la gente sappia cosa sto facendo» • «Se potesse andare a cena con tre personaggi del passato, chi sceglierebbe? “Lucian Freud, Elvis Presley e Marilyn Monroe”» (Michele Neri, Vanity Fair, 23/9/2015).
Titoli di coda «Sa caricare una lavastoviglie e una lavatrice? “Ma certo... C’è qualcuno che non ne è capace?”» (Neri).