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 2020  gennaio 14 Martedì calendario


IL KILLER SILENZIOSO – IL TUMORE AL PANCREAS UCCIDE 95MILA PERSONE ALL’ANNO IN EUROPA E IL NUMERO È DESTINATO AD AUMENTARE. A CINQUE ANNI DALLA DIAGNOSI SOPRAVVIVE APPENA IL 9% DEI PAZIENTI – LA RICERCA SUI FARMACI NON RIESCE A DECOLLARE E SOLO NEL 20% DEI CASI SI PUÒ INTERVENIRE CHIRURGICAMENTE. ENTRO IL 2030 POTREBBE DIVENTARE… – VIDEO -

Talmente aggressivo e insidioso, che quasi non dà via di scampo. È il tumore del pancreas, una patologia che secondo le stime uccide 95 mila persone l' anno solo in Europa. E il numero, purtroppo, sembra destinato ad aumentare: la forma più comune, l' adenocarcinoma pancreatico, è la quarta causa di morte per tumore e potrebbe diventare la seconda entro il 2030, visto che l' incidenza è in aumento e le novità terapeutiche continuano a latitare.

A cinque anni dalla diagnosi sopravvive appena il 9% dei pazienti. Colpa anche di una diagnosi difficile, in quanto la malattia rimane asintomatica per lungo tempo e solo il 7% dei casi viene diagnosticato all' inizio. «Anche quando compaiono, i sintomi sono aspecifici e difficili da riconoscere.

Parliamo di indizi - spiega l' oncologo Michele Reni, direttore del programma strategico di coordinamento clinico al Pancreas Center dell' Irccs Ospedale San Raffaele di Milano - come la comparsa del diabete da adulti, dolore allo stomaco simile alla gastrite, dolore dorsale, calo di peso non giustificato da diete o altri fattori. Sintomi comuni a molte altre patologie, che meriterebbero però accertamenti anche per un possibile tumore del pancreas».

Gli esami in questo caso sono la tac del torace e dell' addome e l' ecoendoscopia, che devono essere effettuati in centri ad alta specializzazione. Test di screening al momento non ce ne sono e l' unica popolazione a rischio nota riguarda chi ha la mutazione Brca, che predispone anche al tumore al seno e alle ovaie.

Sul versante delle opzioni terapeutiche non va meglio. Nonostante la rilevanza in termini di mortalità si tratta di una malattia "rara", con un' incidenza annua di 12 persone ogni centomila. Questo rallenta la ricerca e non aiuta ad attrarre l' interesse delle aziende farmaceutiche. «Il numero dei pazienti con tumore del pancreas non è sufficientemente ampio da suscitare un forte interesse da parte delle aziende. La maggior parte dei progressi sono stati infatti compiuti dalla ricerca accademica », dice Reni.

Attualmente, sottolinea l' esperto, non ci sono grandi studi in corso in questo campo, probabilmente perché quelli svolti negli ultimi anni hanno dato risultati deludenti. A eccezione dell' ultimo progresso fatto con il farmaco sperimentale olaparib, destinato a un piccolo sottogruppo di pazienti (circa il 6%) che hanno una mutazione genetica ereditaria Brca, in questo momento ci si sta focalizzando su una migliore gestione della malattia.

«L' unica cura che può ambire a guarire il paziente è l' intervento chirurgico in combinazione con terapie oncologie», dice Massimo Falconi, primario di Chirurgia del Pancreas e direttore del Pancreas Center all' Ircss Ospedale San Raffaele. Secondo Falconi per questa neoplasia sono necessari sia un approccio sia una competenza multidisciplinari. «I tumori del pancreas - osserva Reni - vengono seguiti un poco dappertutto ma queste malattie hanno molte complicazioni e richiedono competenze trasversali di diversi specialisti che non sono disponibili ovunque».

Solo nel 20% dei casi il tumore del pancreas è asportabile con intervento chirurgico. «Sebbene la resezione chirurgica sia rilevante bisogna considerare che anche se il tumore apparentemente è in fase iniziale, in realtà più dell' 85% dei pazienti ha già disseminato cellule metastatiche nel corpo, spesso non visibili», dice Reni. Per questo, ci si sta orientando nel sottoporre i pazienti alla chemioterapia prima dell' intervento chirurgico per bersagliare le micrometastasi non visibili.