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 2020  gennaio 13 Lunedì calendario


SERRAJ, CI FAI O CI SEI? - IL PREMIER LIBICO SI RIFIUTA DI INCONTRARE HAFTAR A MOSCA: CI SARÀ SOLO IL GENERALE CON PUTIN ED ERDOGAN. DOVEVANO FIRMARE UN DOCUMENTO VINCOLANTE - INTANTO CONTE È CON ERDOGAN A ISTANBUL: ''TUTTI RICONOSCONO IL RUOLO DELL'ITALIA''. PER FARCI FESSI E CONTENTI, E TI CREDO. L'EUROPA NON HA MANCO DECIDERE SE MANDARE UN INVIATO SPECIALE (FIGURIAMOCI CHI) E INTANTO GLI ALTRI SI SPARTISCONO IL PAESE -

LIBIA:MEDIA,SARRAJ RIFIUTA D'INCONTRARE HAFTAR A MOSCA  (ANSA) - Il capo del Governo di accordo nazionale (Gna) libico, Fayez al Sarraj, ha respinto con decisione la proposta di incontrare il comandante dell'Esercito nazionale libico (Lna) Khalif Haftar a Mosca. Lo ha detto il capo dell'Alto consiglio di Stato, Khaled al Mishri, citato dalla televisione panaraba Al Arabiya. "Abbiamo rifiutato di incontrare Haftar, i colloqui di Mosca sono tenuti con Turchia e Russia", ha sottolineato Al Mishri.

LIBIA: LE FORZE DI HAFTAR, 'NON CI RITIREREMO'  (ANSA) - Le forze armate di Khalifa Haftar non hanno intenzione di ritirarsi e manterranno le posizioni conquistate vicino a Tripoli. "Abbiamo intenzione di liberare tutta la terra libica da milizie e gruppi terroristici", si legge in un comunicato del sedicente Esercito nazionale libico (Lna) citato dalla Tass, in cui si chiarisce: "Non arretreremo di un solo passo".

LIBIA: TV, HAFTAR E SARRAJ FIRMERANNO DOCUMENTO 'VINCOLANTE'  (ANSA) - "Un documento vincolante sarà firmato da Haftar e Sarraj": lo scrive il sito di Al Arabiya fornendo indiscrezioni sulla "bozza d'accordo" sul cessate il fuoco in Libia che viene messa punto a Mosca. "Sono in corso negoziati per introdurre modifiche al governo di accordo" nazionale libico "ma sono ancora all'inizio", scrive inoltre il sito della tv emiratina riferendosi all'esecutivo di cui è capo Sarraj. La sottolineatura di "vincolante" e "firmato" è di rilievo vista la dichiarazione congiunta su un cessate il fuoco e altre intese che fu 'concordata' ma non firmata da Sarraj e Haftar il 25 luglio 2017 a Celle Saint-Cloud, nei pressi di Parigi, in un tentativo, poi naufragato, di mediazione del presidente francese Emmanuel Macron.

LIBIA: CONTE, TUTTI RICONOSCONO IL RUOLO DELL'ITALIA  (ANSA) - "L'Italia non può non recitare una parte. Ce lo riconoscono tutti e ci sono ragioni storiche e culturali. Non per nostra finalità o bieco interesse: vogliamo usare l'influenza per indirizzare il processo verso autonomia e indipendenza del popolo libico". Lo dice il premier Giuseppe Conte, parlando con i cronisti italiani ad Ankara.

LIBIA: ERDOGAN, PUTIN ED IO SAREMO A VERTICE BERLINO  (ANSA) - "Questo weekend c'è un vertice a Berlino, il presidente Conte, Putin e io stesso abbiamo la volontà di partecipare a questo vertice, siamo decisi". Lo dice il presidente turco Recep Tayyip Erdogan al termine del colloquio con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

LIBIA: ERDOGAN,TREGUA SIA PERMANENTE,PONGA BASI SOLIDE  (ANSA) - La Turchia auspica un accordo per il cessate il fuoco "permanente" in Libia che ponga le "basi molto solide della conferenza di Berlino" e per "consentire un inizio di un futuro pacifico". Con il presidente russo Vladimir Putin "abbiamo fatto una dichiarazione congiunta e "da allora c'è un cessate il fuoco" in Libia che "vogliamo sia permanente". Lo dice il presidente turco Recep Tayyip Erdogan al termine del colloquio con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.



I DUBBI DI BRUXELLES IN SALITA LA STRADA PER LA MISSIONE IN LIBIA Marco Bresolin per ''La Stampa''

Massima cautela a Bruxelles sull' ipotesi lanciata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che vorrebbe una missione di pace europea in Libia. L' idea - già accennata nei colloqui informali dei giorni scorsi tra alcuni ministri Ue - non viene ufficialmente bocciata, ma è difficile trovare qualcuno che la sostenga apertamente. La strada è tutta in salita e al momento si continua a lavorare soltanto a una sorta di operazione sulla falsariga di Sophia, con un mandato limitato al controllo dell' embargo Onu sulle armi alla Libia.

L' altro giorno il capo della Farnesina è uscito allo scoperto con questa proposta, convinto di avere la sponda di Josep Borrell. I due hanno trascorso molto tempo insieme la scorsa settimana per discutere di Libia.

Lunedì l' Alto Rappresentante per la politica estera Ue è sceso a Roma proprio per incontrare a cena Di Maio. Il giorno successivo, poi, entrambi sono volati a Bruxelles per il mini-vertice a cinque, quindi si sono rivisti venerdì al Consiglio Affari Esteri straordinario. Ma sulla questione della missione di pace Borrell non si espone.

Dietro questa cautela, fanno notare fonti diplomatiche, ci sarebbero due ragioni. La prima è di tipo comunicativo. Un annuncio di questo tipo da parte dell' Alto Rappresentante Ue rischierebbe di agitare gli attori sul terreno, che vedrebbero l' iniziativa europea come un' ulteriore ingerenza esterna. Parlare di missione militare, seppure di pace, vorrebbe dire uscire nettamente dal perimetro di «attore diplomatico» dentro il quale l' Ue si sta muovendo. Farlo proprio nelle ore in cui si sta concretizzando la tregua rischia di far saltare ogni equilibrio.

Ci sarebbe poi un' altra ragione molto più concreta ed è legata al fatto che molti governi non sono affatto convinti che questa sia la strada giusta. E Borrell ha il compito di rappresentare una posizione comune. Una missione di pace europea viene considerata prematura da diverse capitali, oltreché controproducente. Perché potrebbe concretizzarsi soltanto dopo una richiesta esplicita dei libici o attraverso una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu. Anche la Russia dovrebbe essere d' accordo. Fino a che non sarà chiaro l' esito della conferenza di Berlino, il solo fatto di parlarne rischia di compromettere la situazione.

Nei giorni scorsi anche David Sassoli aveva messo le mani avanti di fronte all' opzione di inviare un contingente militare a dodici stelle: «Non servono le armi - ha dichiarato in un' intervista a La Stampa il presidente del Parlamento Ue -. Di uomini in armi ce ne sono pure troppi in Libia. Serve la politica. L' Ue è in grado di favorire l' inizio di un percorso negoziale nel quadro di un' attività diplomatica. È l' unica possibilità per evitare un' escalation».

A Bruxelles, intanto, cresce il sospetto che Emmanuel Macron stia portando avanti una sorta di diplomazia europea parallela a quella di Borrell. A molti osservatori non è sfuggito il grande attivismo in politica estera di Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, che è molto legato al presidente francese. Mosse che rischiano di sovrapporsi con quella di Borrell. Sabato Michel era Istanbul, dove ha incontrato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sostenitore del premier libico Fayez al-Sarraj. Ieri invece è volato al Cairo per vedere al-Sisi, legato al generale Haftar.