Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2020  gennaio 13 Lunedì calendario


PERCHÉ CRAXI FU FATTO FUORI - L'EX BRACCIO DESTRO DI BETTINO, UGO INTINI: “ESISTEVA UN PATTO UKUSA CHE UNIVA, IN FUNZIONE ANTI EUROPEA, IL MONDO ANGLOSASSONE. UN PIANO DI INTERCETTAZIONI PRATICATO IN OCCIDENTE. E UNA CENTRALE DENOMINATA ECHELON CON SEDE NEGLI USA, CHE AVEVA SOTTO CONTROLLO LE CLASSI DIRIGENTI PER DESTABILIZZARE L'EUROPA E L'ITALIA - FINITA LA MINACCIA COMUNISTA, DOPO LA CADUTA DEL MURO, AI PADRONI DEL PATTO ATLANTICO NON SONO SERVITI PIÙ I LEADER FORTI CHE AVEVANO MAL SOPPORTATO…” -

Esisteva un patto Ukusa che univa, in funzione anti europea, il mondo anglosassone. Un piano di intercettazioni sistematiche praticato in Occidente. E una centrale denominata Echelon con sede a Fort Meade negli Usa, che aveva sotto controllo le classi dirigenti...».

E cosa si faceva con Echelon? «Si spiava».

Con che obiettivo? «Semplice. Destabilizzare l' Europa e l' Italia: per colpirle».

Una vendetta contro Sigonella, la ribellione di Craxi all' egemonia americana? «Sarebbe riduttivo dirlo. Volevano colpire tutti i governi».

Europei? E perché? «Finita la minaccia comunista, dopo la caduta del Muro, ai padroni del patto Atlantico non sono serviti più i leader forti che avevano mal sopportato».

Si rompe la solidarietà? «C' è anche molto altro: all' inizio del Novecento l' Europa aveva il 25% del Pil mondiale, oggi solo lo 0,5%. Aveva il 20% della popolazione mondiale, oggi meno del 10%».