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 2020  gennaio 13 Lunedì calendario


Gli ascolti record di Maria De Filippi

Maria De Filippi meglio di Oprah Winfrey, Don Matteo come Il Trono di Spade, le Meraviglie di Alberto Angela più accattivanti dei documentari di National Geographic. Nell’era della guerra dello streaming, in cui le multinazionali dell’intrattenimento muovono dollari, talenti e interessi su scala globale, la tv generalista mostra un’interessante controtendenza: continua a piacere al pubblico italiano ripetendo, sostanzialmente, la stessa formula da vent’anni. 
LA FORMULA
Era il 1990 quando Maria De Filippi si inventava, resuscitando il format di Stranamore, il programma C’è posta per te, convincendo circa sei milioni di telespettatori a guardare la prima puntata: vent’anni dopo, il suo programma è ancora là. Sempre guidato dall’inossidabile De Filippi e ancora capace di segnare il 30.16% di share, ovvero il miglior debutto dal 2002 a oggi, con 5,9 milioni di spettatori). Formula e conduttore collaudatissimi, una sola novità: l’introduzione di un superospite nel caso di sabato scorso Johnny Depp che vent’anni fa non si sarebbe mai sognato di sedersi nel salotto di Canale 5.Sempre nel 1990, dall’altro lato del telecomando, Rai Uno faceva scendere da cavallo, regalandogli una bicicletta, l’ex cowboy Terence Hill, inventando così (ancora un altro format originale) l’investigatore in odore di santità Don Matteo. 

IL PANZER
Un prodotto che oggi è il fiore all’occhiello di Rai1, un panzer da più di sette milioni di telespettatori, serenamente in lizza con il blasonato Montalbano nella corsa al programma italiano più comprato all’estero. Si potrebbe pesare che la ragione dell’attaccamento tutto italiano all’elettrodomestico da salotto derivi da una questione anagrafica: il paese più anziano del mondo non può che nutrire diffidenza per le novità figlie della tecnologia. Eppure sia Don Matteo che C’è posta per te hanno registrato, soprattutto nel corso degli ultimi anni, un incremento di attenzione proprio da parte del pubblico dei giovanissimi, catturati dal gioco social del carrozzone di De Filippi (sabato trending topic su Twitter) e dall’anima pop del prete in bicicletta (accompagnato, nella prima puntata, da Fabio Rovazzi). Certo, né Montalbano, ne Don Matteo né Imma Tataranni altro successo giallo della prima rete, clone al femminile di Montalbano – portano a casa i risultati che vent’anni fa faceva La Piovra 4 (21 milioni e 58% di share), o I segreti di Twin Peaks (11 milioni). Ma in tempi in cui l’altra tv quella di Netflix, Amazon, Disney +, Apple – si sfida a colpi di contratti miliardari, sembra quasi un miracolo che gli italiani si incantino a guardare Milly Carlucci – che nei primi anni Novanta conduceva Sanremo – sul palco del format sud coreano de Il Cantante Mascherato: quattro milioni e mezzo di spettatori e 21% di share contro il Grande Fratello Vip. 

IL PRODOTTO
E se Fiorello, altro prodotto dei Novanta, su Rai Play vince e convince rinnovando la vecchissima forma del varietà con Viva Rai Play!, Alberto Angela il sabato sera con Le meraviglie – La penisola dei tesori si assesta al 17.55% di share e quasi quattro milioni di telespettatori. Risultato: sabato scorso dieci milioni di persone, tra Angela e De Filippi, hanno preferito la strada vecchia a quella nuova, la tv local a quella global, lo schermo della tv a quello del tablet, l’intrattenimento della tradizione, rinnovato quel che basta, ai prodigi fusion dell’innovazione.