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 2020  gennaio 13 Lunedì calendario


Salvini e il record della propaganda social

Lui festeggia spargendo cuoricini e in poche ore raccoglie l’applauso di 25 mila persone, un’ovazione che nel linguaggio dei social si misura a colpi di "mi piace". È la solita standing ovation, la dose quotidiana di supporto digitale che Matteo Salvini ottiene per ogni post pubblicato sulla sua iperdinamica pagina Facebook. Una sterminata valanga di consensi che ha fatto del leader della Lega il più seguito tra i politici europei nell’oceano dei social. L’unico che lo batte, e pure di gran lunga, è Donald Trump, che però gioca la sua partita in un altro girone. Nel vecchio continente il più forte è lui, l’ex ministro dell’interno, allenato da un team di specialisti della comunicazione digitale che sceglie ogni giorno i temi su cui scatenare il pubblico che si gode via smartphone la baruffa politica. 
Il segreto del successo
Migranti a casa, sovranismo a quintali e pacchia finita: temi ricorrenti fino all’ossessione, che ancora catturano (senza segni di defezione) le attenzioni di chi alimenta il baratto dei "mi piace" e di chi condivide post, slogan e fotografie. Tutto moltiplicato per tre, anzi per quattro, visto che il leader leghista ha fatto da poco il suo debutto anche su Tik-tok, il social dei balletti preferito dagli adolescenti. E se qui c’è spazio solo per i video, su Twitter e Instagram il vangelo leghista si declina in mille modi: slogan, foto e condivisioni a ritmo continuo. 
La contesa sui like
Il confronto tra Salvini e gli altri esponenti politici italiani sembra una partita tra squadre che scendono in campo con un numero diverso di giocatori. La differenza è tutta nella potenza della "bestia", la macchina della propaganda salviniana dotata di armi di distruzione di massa pronte per essere scagliate sui digital-rivali. Pure i 5 Stelle, nati e cresciuti tra web e social, stentano a rincorrere. Luigi Di Maio, capo politico del Movimento, riesce a mettere in cassaforte giusto la metà del bottino salviniano e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si ferma ancora più indietro: 1 milione di seguaci su Facebook, meno di 500 mila su Twitter e Instagram. 
In Europa il più forte è il presidente francese Emmanuel Macron, che vince su Twitter con 4,4 milioni di follower, a cui si aggiungono i 2,5 milioni di Facebook e un altro milione e mezzo di Instagram. L’uomo che in qualche modo assomiglia di più a Salvini per linguaggio e carattere è il primo ministro britannico, Boris Johnson, al quale l’impegno sulla propaganda virtuale sembra portare meno consensi. Chi ha deciso di non presentarsi nello regno di chi strilla è la cancelliera tedesca Angela Merkel: giunta quasi a fine carriera ha chiuso il profilo Facebook e quello Twitter. Su Instagram c’è, ma con l’insegna ufficiale della Cancelleria:discorsi e niente propaganda. Politica che oggi sembra di un’altra epoca.